The Local Kids – Issue 7 – Summer 2021

La gestione della popolazione è ad oggi, suppostamente, responsabilità di tutti. L’obbedienza allo stato è stata travestita da solidarietà. L’aumento di sorveglianza viene chiamato libertà. Tutto in nome di un ritorno alla normalità che si mostra come un miraggio nel deserto. Dovremmo riesumare per l’ennesima volta un paragone con 1984? Il suo avrebbe potuto pensare che serve uno sforzo continuo e notevole per vedere quello che c’è proprio di fronte al proprio naso; potremmo davvero dirlo? È difficile vedere quello che sta succedendo? O è il fatto che parliamo diverse lingue e non troveremo un modo di intendere la vita comune?

Potremmo lanciarci nella mischia, svelare le loro menzogne, batterci per il vero significato delle parole, sostenere una corretta percezione della realtà. Ma questo significherebbe entrare nel reame della politica, in cui possiamo solo combattere a parole, senza realmente cambiare la narrazione. Una testardaggine che può avere solo il valore di dimostrare l’assurdità di questa società. Ma solo rifiutando di fare politica possiamo sfidare il potere di questo sistema sulle nostre vite. Che significa anche che non possiamo fingere di avere a portata di mano delle soluzioni per la crisi che stiamo attraversando. L’esistenza del capitalismo si basa sulla progressiva distruzione delle condizioni di vita di tutti gli esseri viventi.

Il ricatto è sempre stato lo stesso, dobbiamo fare quello che ci dicono o la nostra sopravvivenza è in pericolo. Siamo ostaggi in nome dell’economia, della nazione, e ora della salute pubblica. La nostra salute viene strumentalizzata nei loro disgustosi giochi politici – la legittimazione di una sorveglianza sempre più estesa, che traccia chi incontriamo, dove siamo stati, dove andremo. Espandendo il controllo ad un livello per cui diventa normale che per andare al cinema sia necessario portare con sé il giusto certificato e consegnare i nostri dati. Scatenando le nostre più profonde paure – la paura della morte, della perdita – ci mobilitano all’obbedienza per realizzare i loro sporchi sogni di autorità: lockdown, coprifuoco, chiusura delle frontiere.

Osserviamo quest’estate, segnata da un clima eccezionale, incendi e alluvioni – prodotti dello sfruttamento del pianeta – questa sarà ogni giorno di più la realtà di questa società. Non ci sono proposte pragmatiche da fare. La scommessa è sempre la stessa, rifiutare il loro gioco (false scelte tra soluzioni veloci e superficiali a crisi reali) per essere lucidi e sabotare il circolo vizioso del dominio.

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