da malacoda.noblogs

Solidarietà con i compagni imprigionati in Cile. Contributo alla solidarietà internazionale dall’occupazione Utopia A.D. di Komotini

Recentemente si è concluso lo sciopero della fame (e per un periodo anche della sete) del prigioniero politico Dimitris Koufondinas, che a seguito dell’entrata in vigore di una legge vendicativa riguardante i prigionieri politici di lungo corso ha perso il diritto a scontare la condanna nelle carceri rurali. Il seguito è ben noto, con il governo che si rifiuta di applicare la sua stessa legge e Dimitris Koufondinas che intraprende uno sciopero della fame durato numerosi giorni, esigendo il proprio ritorno al carcere di Korydallos come previsto dalla legge stessa.

Un trattamento simile nei confronti dei prigionieri politici, questa volta da parte dello Stato cileno, è il motivo dell’inizio delle mobilitazioni nelle carceri di Santiago. Così, da lunedì 22 marzo 2021, a Santiago del Cile, anarchici e altri prigionieri, così come i prigionieri per la lotta di liberazione di Mapuche, hanno iniziato una mobilitazione avente le caratteristiche di uno sciopero della fame che proseguirà per tempo indefinito.

Si tratta dei compagni Mónica Caballero Sepúlveda nel carcere femminile di San Miguel, Marcelo Villarroel Sepúlveda, Joaquín García Chanks, Juan Flores Riquelme, Juan Aliste Vega nel Carcere di Alta Sicurezza (quest’ultimo che non partecipa allo sciopero, ma che lo sostiene, date le sue condizioni mediche), Francisco Solar Dominguez nella sezione di massima sicurezza, Pablo Bahamondes Ortiz, José Ignacio Duran Sanhueza, Tomas González Quezada e Gonzalo Farias Barrientos nei moduli 2 e 3 del carcere di Santiago 1.

Le richieste della mobilitazione sono l’abolizione dell’articolo 9 e il ripristino dell’articolo 1 del decreto legge 321, la scarcerazione dell’anarchico Marcelo Villarroel, la scarcerazione di tutti i prigionieri sovversivi, anarchici, militanti imprigionati per la liberazione dei Mapuche e dei prigionieri della rivolta.

In altre parole, esigono che l’emendamento alla legge che regola la “liberazione condizionale di un detenuto” non debba essere applicato retroattivamente, così che questo rimanga un diritto acquisito dei prigionieri e non un privilegio come definito dalla legge attuale. Questa legge è stata modificata appositamente contro i prigionieri politici ma anche contro coloro che resistono contro gli interessi dello Stato e del capitale. Tale modifica complica notevolmente l’accesso alla cosiddetta “liberazione condizionale”, ritardandola in alcuni casi per decenni – colpendo così un gran numero di detenuti che vedono diventare permanente la loro pena. Una legge che tiene in ostaggio dello Stato coloro che si battono contro di esso.

Questa modifica colpisce direttamente il compagno Marcelo Villarroel Sepúlveda, che con due lunghi periodi di reclusione si trova ad essere imprigionato da oltre 25 anni per azioni contro lo Stato e il capitale avvenute negli anni ’80, ’90 e 2000. Il compagno Marcelo avrà il diritto a chiedere la scarcerazione condizionale nel 2036, il che significa che lo Stato cileno intende tenerlo in carcere per più di 40 anni.

La repressione è lo strumento più violento del complesso statale. Qualunque sia il segno politico adottato dalla dirigenza di ogni Stato, la repressione sarà sempre lo strumento conservato in modo che sia pronto ad essere adoperato dai governi.

Le carceri sono gli inferni in cui vengono ammassati coloro che resistono e contrastano la violenza statale, ma anche coloro che deviano dalla normalità derivata dal sistema. Le leggi sono gli strumenti dell’illusione di giustizia rivolti alla società, ma anche gli strumenti flessibili della vendetta contro i combattenti.

La solidarietà non conosce confini, può e deve essere internazionale.

“Essere un legislatore è la più raffinata forma di tirannia” – F. Nietzsche.

Solidarietà internazionale e fraternità per la demolizione di ogni prigione

Occupazione anarchica UTOPIA A.D.
utopia_ad[at]riseup.net