È uscito “Diario di bordo da un mare inesplorato, ovvero di come la rotta verso la distruzione di Stato, Capitale e Sistema Tecnico sia lungi dall’essere tracciata” di Editrice Cirtide

È da questa idea che potremmo partire per sperimentare la meravigliosa idea della sovversione dell’esistente, provando ad impattare contro l’assurdità della libertà esagerata a cui ambiamo. Siamo ribelli che si dimenano su una zattera, senza una destinazione fissa, ma con un’isola che non c’è da trovare.
La rotta non è solo indeterminata, ma è costretta ad attraversare mari inesplorati, sentieri mai percorsi. Tutto quello che conosciamo, di cui abbiamo cognizione, o sa di morte, o sa di vecchio. La morte prodotta dal Dominio e dalle sue gerarchie, il suo patriarcato, la sua sopraffazione, assedia da ogni angolo quelle che pretenderemmo essere delle isole felici – il nostro essere individui – che non possono che soccombere da ogni lato all’aggressione dell’esistente.
La polvere e le ragnatele si depositano sulle ricette pensate per altri luoghi ed altri tempi, sorte per abbattere società che ormai sono estinte. La frustrazione del fallimento, dell’incapacità di capire e farsi capire, aleggia ovunque attorno a noi. Ciò porta alla chiusura, all’isolamento, mentre bisognerebbe solo ricordare sempre che gli individui che ci circondano, e noi stessi, sono sempre e comunque un’organizzazione autonoma che normalmente si adegua a quanto fissato dalle regole del potere ma, qualche volta, opera una precisazione con se stessa, si chiarifica, prende l’iniziativa. In quel momento, si mette in moto una precisa tensione etica: l’individuo, da strumento incosciente nelle mani del potere, acquista una prospettiva di autonomia, e questa prospettiva è fondamentalmente di carattere organizzativo. La velocità con cui la coscienza scopre se stessa, decide di prendere posizione, articola un progetto rivoluzionario, non è sempre uguale. Può accelerare e rallentare, fare dei balzi in avanti quanto indietro. Sta a noi capire, tanto per noi quanto per coloro con cui vogliamo relazionarci, come avviene questo moto, e non perdere la cognizione che, seppur non la vediamo tutti i giorni, l’insurrezione e la distruzione del Dominio è sempre possibile.

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