OPERAZIONE “RENATA”

Siamo un cuore che palpita, e lo Stato rosica. Per questo anche oggi ce ne ha strappato un altro considerevole pezzo, e di quelli più in salute. Lo Stato ha fatto altri prigionieri/e nella guerra condotta contro gli sfruttati e i ribelli. Questa volta in Trentino. Un territorio in cui nonostante le condizioni di vita siano mediamente alte, e la pacificazione sociale spinta ai massimi livelli, non mancano nocività e contraddizioni legate alle mire e agli interessi di potere e capitale.

Guerra, sfruttamento sul lavoro, devastazioni ambientali sono solo alcune delle questioni affrontate dai compagni e le compagne che si muovono su questo territorio, e non solo, dimostrando una presa di responsabilità individuale e collettiva non scontata, e priva di interessi personali.

Una disponibilità ad entrare in conflitto con tutti gli aspetti problematici di questa vita di cui ci dovremmo accontentare, inclusi quelli che riguardano la sfera esistenziale e le relazioni umane.

Una messa in discussione a 360 gradi, prodotto di analisi puntuali (che hanno arricchito un dibattito, anche internazionale) gravide di conseguenze che hanno evidentemente trovato espressione in un lungo elenco di azioni di cui riconosciamo valenza, spinta antiautoritaria e cuore.

Ecco, tutto questo turbinio di creatività, studio incessante, presenza di spirito e generosità nell’esporsi viene punito con un’ operazione del R.O.S., e della D.I.G.O.S., che prende il nome da come veniva affettuosamente chiamata la macchina di uno dei compagni arrestati… siamo senza parole!

Un’operazione descritta da quattro mentecatti che hanno “fatto squadra” seduti al tavolo della procura distrettuale antimafia e antiterrorismo che ripetono a pappardella, e neanche troppo bene, la storia del doppio livello… dichiarando pubblicamente e candidamente che “anarchico” è uguale a “sovversivo” che è uguale a “terrorista”. Perché questo hanno ripetuto tutti i graduati e i magistrati che si sono goffamente alternati al microfono durante quella pomposa e autoassolutoria conferenza stampa, aprendo le porte a futuri colpi di coda. Sottolineando infatti che gli arresti in Trentino non sono stati i primi (il riferimento esplicito era a quelli di Torino) e per giunta che non saranno gli ultimi! Dicono: “quello dell’anarco-insurrezionalismo è un fenomeno terroristico con diversi livelli di intensità e di violenza, ma è un fenomeno significativo, pericoloso e che riguarda tutto il territorio nazionale”. Il dictat: “Portare l’attenzione di tutte le procure su questo fenomeno” e agire di conseguenza!

Ventuno indagati/e, sei arresti in carcere e uno ai domiciliari, tutti/e accusati/e di associazione sovversiva con finalità di terrorismo, anche internazionale, e di attentato con finalità terroristiche, come quello ai danni di una sede della Lega che il giorno dopo avrebbe dovuto ospitare Matteo Salvini, e i suoi sproloqui.

Per noi hanno arrestato dei pezzi di cuore. Compagne e compagni di una strada che ci impegniamo a percorrere ancora insieme!

Solidarietà incondizionata a tutte e tutti gli indagati dell’ Op. “RENATA”.

Libertà per Agnese, Rupert, Stecco, Poza, Giulio, Nico, Sasha.

Roma, 19 febbraio 2019

Ned-P.S.M.