Round Robin https://roundrobin.info Diario di bordo nella tempesta sociale Fri, 15 Feb 2019 12:47:52 +0000 it-IT hourly 1 https://roundrobin.info/wp-content/uploads/2017/10/cropped-round-robin-info-32x32.jpg Round Robin https://roundrobin.info 32 32 45 Modi per sabotare la scuola https://roundrobin.info/2019/02/45-modi-per-sabotare-la-scuola/ Fri, 15 Feb 2019 12:41:30 +0000 https://roundrobin.info/?p=11586 da parolealvento 45 Modi per sabotare la scuola Buon giorno ragazzi La scuola è un killer lento e subdolo. Uccide la mente, soffoca ogni capacità di pensare e di agire. Se ne sei colpito, una cosa che puoi fare è contrattaccare. Questo scritto non è per quelli che non sono sicuri se la scuola è una … Read more 45 Modi per sabotare la scuola

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da parolealvento

45 Modi per sabotare la scuola

Buon giorno ragazzi La scuola è un killer lento e subdolo. Uccide la mente, soffoca ogni capacità di pensare e di agire. Se ne sei colpito, una cosa che puoi fare è contrattaccare. Questo scritto non è per quelli che non sono sicuri se la scuola è una cosa giusta o sbagliata. La scuola insegna obbedienza e sottomissione. Dopo Kossiga che consiglia agli studenti di scrivere “autonomia” e “movimento con le lettere iniziali in minuscolo, Nonno Sandro che prende le difese “di questi bravi giovini” i vari giornali che sbavano sul fatto che questi studenti non sono come quelli del ’68 mano nella mano per la Celebrazione della stabilità (il trionfo della restaurazione? La fine degli anni di piombo? Il perdono al signor Prodigo? Un fantomatico “dissenso istituzionale”? Siamo o non siamo nell’era del “We are the world, we are the children”?) non resta che dichiarare il proprio disprezzo per “i ragazzi del’85” e per tutti i loro sostenitori (NON esclusi gli anarchici). Il vostro patetico diritto alo studio tenetevelo tutto, noi stiamo dall’altra parte della barricata, assieme a Franti. Distruggi la tua scuola!

 

1)- Rubate il registro di classe. Aggiungete o cancellate parti e rimettetelo a posto o bruciatelo. Lo stesso per i registri delle altre aule (problemi?) e per quelli dei professori.

2)- Riempite una siringa (senza ago) con una mistura di colla epoxy ed un po’ di alcool. Ora avete mezz’ora di tempo per tappare serrature ecc., prima che la colla si indurisca. Potete anche usare mastice o Attack e persino pezzi di legno, chiodi ecc.

3)- Telefonate alla scuola in momenti diversi. Provate con avvertimenti di allagamenti, incendi o bombe. Mascherate la voce, tenete un fazzoletto sulla bocca.

4)- Fate finta di essere stati intossicati dal cibo dalle macchinette. Fate sì che altra gente si unisca a voi. Rotolatevi sul pavimento, o vomitate mettendovi due dita in gola. Provate durante un’assemblea.

5)- Disegnate o dipingete slogans sulle mappe arrotolate e sui teli di proiezione. Oscenità sono le cose migliori

6)- Organizzate ricerche di massa per lenti a contatto “perse” in palestra o nei corridoi. Non lasciate nessuno camminare in quanto potrebbe calpestarle.

7)- Provate con giochi politici. Rallentate il lavoro, scioperi ed occupazioni sono divertenti. Ma non lasciate che dei leaders o degli egocentrici parlino per voi.

8)- Fate sì che ognuno porti con sé a scuola i suoi animali per mostrarli agli insegnanti

9)- Fate in modo che ogni tanto un gruppo di studenti si precipiti in segreteria per sapere se una notizia è vera o no.

10)- Rubate tutto il materiale scolastico che vi può essere utile.

11)- Durante la ricreazione accendete tutti i beccucci Bunsen nel laboratorio di scienze. Attenti a non essere beccati.

12)- Costruite una miccia mettendo una sigaretta tra le due file di fiammiferi di un pacchetto. Sigarette senza filtro vanno bene, ma le Marlboro sono le migliori perché contengono più nitrato per bruciare prima. Gettatele in un cestino dirifiuti o in qualsiasi altro posto dove ci sia delmateriale incendiabile. La segreteria è il posto migliore. Aspettare 5 minuti. Date l’allarme voi stessi per evitare ogni “incidente”. Esercitatevi prima a casa. (Nota: ma se non la sia accende come cazzo fa a bruciare?)

13)- Buttate fuori l’insegnante e decidete da soli cosa, come e perchè volete imparare. Allargate l’azione ad altre classi e scuole.

14)-Scoprite gli indirizzi del vostro preside e dei vostri insegnanti. Andate lì di notte e scrivete a spray delle scritte contro la scuola sui loro muri di casa.

15)- Spalmate colla, rossetto, valesina o merda sulle maniglie delle porte della segreteria, sala insegnanti o del cesso dei professori.

16)- Comprate un po’ di liquido per allenare i cani in un negozio di animali, puzza come piscio concentrato, e se non sapete cosa farvene non dovreste star leggendo questo scritto.

17)- Intercettate la posta degli insegnanti e distribuitela in giro

18)- Fate finta di essere un genitore incazzato e telefonate a scuola. Lamentatevi che un professore perverso ha violentato vostro figlio o un altro alunno.

19)- Con un nuovo insegnante cambiate continuamente i nomi durante l’appello in modo che non sia mai in grado di capire chi è chi.

20)- Rubate fogli di carta intestata alla scuola e battete amacchina lettere per gli insegnanti, per es. licenziandoli o sospendendoli.

21)- Fotocopiate e distribuite volantini con i nomi ed i numeri telefonici degli insegnanti. Ora gli studenti posso chiamarli ad ogni ora, alle 3 del mattino per esempio. Mandategli la polizia, idraulici, casse da morto.

22)- Intasate tutti gli scarichi con gesso, carta ecc. poi tirate l’acqua nei cessi ed aprite i rubinetti. Una piscina immediata

23)- Portate sempre con voi un punteruolo oppure un cacciavite. Forate le gomme delle auto degli insegnanti spingendo l’arnese attraverso la parte esteriore dello pneumatico mentre fate finta di allacciarvi le scarpe. Provate di notte così che quella di scorta non sia d’aiuto. Per gli insegnanti fetenti, i poliziotti, i militari, i preti, i politici aggiungete zucchero e sabbia nel serbatoio. L’uncino di un martello può rimuovere qualsiasi tappo chiuso a chiave. Oppure usate il punteruolo ed il martello, praticate un foro nel serbatoio, dategli fuoco e scappate.

24)- Lasciate liberi animali nei corridoi. Un po’ crudele.

25)- Conservate tutti i vostri compiti e dateli qualcuno l’anno dopo

26)- Fate finta di svenire ogni volta che vi annoiate.

27)- Fate saltare tutto l’impianto elettrico di una scuola. Prendete una spina, tagliate il filo e unite il blu al rosso oppure il blu e il marrone, isolate il tutto bene e inserite la presa di corrente e BANG! Per le lampadine usate unportalampadina con una prolunga e poi la stessa procedure, i guanti di gomma sono una buona precauzione ( e forse un po’ di conoscenze in fatto di elettricità, mi sembra un po’ pericoloso).

28)- Fate una carta intestata di una scuola inesistente e cercate di trasferire insegnanti. Oppure invitate tutti ad una cerimonia d’addio per un insegnante che non deve andarsene.

29)- Lasciate lettere di dimissioni false da parte degli insegnanti sulla scrivania del preside.

30)- Fate finta di aver perso la voce odi essere solo in grado di squittire quando vi chiedono di recitare in classe qualche inutile cazzata.

31)- Se ne avete il coraggio, pisciatevi addosso mentre siete interrogati.

32)- Mettete carburo di calcio, disponibile in negozi di hobby e di scherzi, in una capsula di gelatina e buttatela in un water, tirando l’acqua oppure in un lavandino. Il carburo di calcio reagisce violentemente con l’acqua, producendo grossi quantitativi di gas e spaccando le tubature, ecc., non appena l’acqua dissolve la capsula di gelatina.

33)- Mettete delle sveglie in diversi armadietti. Fate sì che inizino a suonate ogni dieci minuti, più o meno. Chiudete a chiave gli armadietti.

34)- Alcune scuole hanno sistemi di pompe antincendio che iniziano a funzionare automaticamente quando i sensoridel soffitto sentono caldo. Trovate i sensori e tenete un fiammifero accanto ad essi.

35)- Gettate manciate di cuscinetti a sfera sul pavimento durante cerimonie ufficiali. Nei corridoi affollati, durante le assemblee.

36)- Fate sì che un piccolo gruppo di persone porti sempre con se dei cacciaviti in modo da smontare lentamente la scuola.

37)- Impiccare l’insegnante? Appendete un cappio ad un albero, costruite un pupazzo e impiccatelo. Attaccateci dei biglietti tipo: “Molinari nell’86” per renderlo più realistico, fateci dei buchi e fate colare della vernice rossa da essi.

38)- Occupate la vostra scuola! Nessun adulto vi è ammesso. Per occupare prima vedete se ci sono abbastanza persone disposte a farlo, propagandate la cosa, tenetela più a lungo possibile e se vi va distruggetela!

39)- Lasciate cadere una grossa bottiglia di etere nel laboratorio di scienze.

40)- Un piccolo rattoppo con una chiave inglese può far sì che una fontanella d’acqua esploda come un geyser.

41)- Attaccate con dello scotch una piccola calamita su di una delle connessioni di un altoparlante della vostra scuola. Questo dovrebbe mandare in cortocircuito tutto il sistema.

42)- Compratevi o procuratevi una buona fionda. Usate noci molto pesanti, bulloni ecc. e fate un po’ di tiro segno di notte.

43)- Otturate la campanella con della carta, in modo che la ricreazione non finisca mai.

44)- Spezzate le chiavi nelle serrature delle porte.

45)- Facciamola semplice: uccidete i vostri insegnanti!

 

Freaks 32

[tratto da: Anarchismo n.53­-54 settembre 1986]

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Ferocia Ribelle: la Giocosa Violenza della Rivolta https://roundrobin.info/2019/02/ferocia-ribelle-la-giocosa-violenza-della-rivolta/ Fri, 15 Feb 2019 12:38:44 +0000 https://roundrobin.info/?p=11584 da parolealvento   Ferocia Ribelle: la Giocosa Violenza della Rivolta “Noi non ci limitiamo a parlare della violenza; essa è il nostro elemento, la nostra sorte di ogni giorno… la condizione nella quale siamo costretti a vivere…” – Os Cangaceiros –   Il controllo sociale è impossibile senza violenza. La società produce sistemi di violenza razionalizzata … Read more Ferocia Ribelle: la Giocosa Violenza della Rivolta

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da parolealvento

 

Ferocia Ribelle: la Giocosa Violenza della Rivolta

“Noi non ci limitiamo a parlare della violenza; essa è il nostro elemento,

la nostra sorte di ogni giorno…

la condizione nella quale siamo costretti a vivere…”

– Os Cangaceiros –

 

Il controllo sociale è impossibile senza violenza. La società produce sistemi di violenza razionalizzata per socializzare gli individui – per renderli delle risorse utili alla società; mentre alcuni di tali sistemi, come quello militare, quello poliziesco e quello giudiziario, possono ancora essere visti separatamente a causa della palese brutalità della loro violenza, per la maggior parte essi sono diventati così interconnessi e così pervasivi che essi agiscono come un complesso unico –  il complesso che è la società nella quale viviamo. Questa violenza sistematica esiste per lo più come una costante minaccia inespressa – un subdolo, persino noioso terrorismo che instilla la paura di uscire dai ranghi. I gesti e gli ordini dei “superiori” che ci minacciano con punizioni o povertà; i criminali armati e in uniforme che sono lì per “proteggere e servire” (uh?!?), il fuoco incrociato di notizie riguardo guerra, tortura, serial killer, gang di strada, tutto immerso in un’atmosfera di violenza subdola, velata, razionalizzata, che incute paura e argina la violenza delle nostre passioni. Alla luce della violenza sociale sistematica che ci circonda, non stupisce che le perone si lascino trarre in inganno nel percepire la violenza come un’entità singola, monolitica, piuttosto che come specifiche azioni o modi di relazionarsi. Il sistema della violenza prodotto dalla società diventa un monolite che agisce per perpetuare sé stesso. In reazione a questo sistema monolitico di violenza si sviluppa la “patologia del pacifismo”. Incapace di guardare oltre le categorie sociali, il pacifista crea una falsa dicotomia, limitando la questione della violenza alla scelta etica/intellettuale tra l’accettazione della violenza come sistema monolitico e il rifiuto totale della violenza. Ma questa scelta esiste solo nella sfera del’inutile astrazione, perché nel mondo nel quale viviamo il pacifismo e la violenza dipendono l’uno dall’altra. Il pacifismo è un ideologia che persegue la completa pace sociale come obbiettivo finale. Ma la completa pace sociale richiederebbe la completa soppressione delle passioni individuali – che sono alla base dei casi individuali di violenza – e questo richiederebbe un controllo sociale totale. Il controllo sociale totale è possibile soltanto attraverso l’uso della costante minaccia della polizia, della prigione, della psichiatria, della censura sociale, della povertà o della guerra. Così l’ideale pacifista richiede un sistema monolitico di violenza e riflette la contraddizione sociale intrinseca alla necessità che l’autorità si sforzi di mantenere la pace per mantenere un sistema sociale che funzioni senza attriti, ma che questo sia possibile soltanto mantenendo un sistema di violenza razionalizzata.  Il sistema razionale di violenza non perpetua solo se stesso ma evoca anche delle risposte spesso nella forma di cieche esplosioni di violenza da parte di individui esasperati, che poi il sistema strumentalizza per giustificare la propria esistenza, e sporadicamente nella forma di consapevole ribellione violenta. La violenza delle passioni che viene soppressa si ritorce contro chi la subisce, diventando quella violenza sottesa e logorante dello stress e dell’ansia. Essa è evidente nei milioni di piccole punture di umiliazione che si verificano tra la gente per strada e nei luoghi pubblici di ogni città – sguardi di disprezzo e ostilità tra estranei e le battaglie verbali tra presunti amici che si rinfacciano colpe e biasimi. Questa è la più subdola e totale forma di violenza razionalizzata; ognuno vi si adegua per paura del disprezzo degli  altri. Questa è la sottile forma di violenza praticata dai pacifisti.

 

” Io non sogno una rivoluzione gentile.

La mia passione corre alla violenza del superamento,

alla ferocia di una vita che non rinuncia a nulla “

– Raoul Vaneigem –

 

Quelli di noi che lottano per la libertà di creare le nostre vite in base ai propri desideri devono rifiutare entrambe le scelte che la società offre tra il pacifismo e la violenza sistematica, perché questa scelta è un tentativo di socializzare la nostra ribellione. Invece dobbiamo creare la nostra strada, sviluppando un agire e relazionarci caotico e gioioso che possa esprimersi a volte con intensa e feroce violenza ed altre con gentile tenerezza, o in qualunque modo le nostre passioni e i nostri desideri ci guidino al momento. Sia il rifiuto della violenza e la sua sistematizzazione sono un attacco alle nostre passioni ed alla nostra unicità. La violenza è un aspetto delle interazioni tra animali e l’osservazione della violenza negli animali smentisce molte generalizzazioni. La violenza negli animali non si adegua alla formula del darwinismo sociale ; non c’è una guerra perpetua contro tutti. Piuttosto, in momenti specifici e in particolari circostanze, compaiono atti individuali di violenza che svaniscono quando tali momenti passano. Non esiste violenza sistematica nel selvatico ma espressioni transitorie di specifiche passioni. Questo svela una delle maggiori falle dell’ideologia pacifista: la violenza in sé non genera altra violenza. Il sistema sociale di violenza razionalizzata, di cui il pacifismo è parte integrante, perpetua sé stesso come sistema. Contro il sistema di violenza la risposta appropriata è una violenza non sistematizzata, passionale e giocosa. Il gioco violento è molto comune tra gli animali ed i bambini: gli inseguimenti, la lotta e gli agguati con i compagni di gioco, rompere e fare a pezzi le cose sono tutti aspetti del gioco privo di regole. Il ribelle consapevole gioca anche lui in questo modo, ma con obbiettivi reali e con l’intento di causare un danno reale. I bersagli del suo gioco feroce nella società presente saranno principalmente le istituzioni, le merci, i ruoli sociali e le icone culturali, ma anche i rappresentanti umani di queste istituzioni possono essere dei bersagli – specialmente quando rappresentano una minaccia immediata alla libertà di qualcuno di auto determinarsi. La ribellione non è mai stata una questione di mera autodifesa. In sé l’auto-difesa è più efficace se si accetta lo status quo della sua riforma. La ribellione è l’attacco aggressivo, pericoloso e giocoso portato da individui dallo spirito libero contro la società. Rifiutare un sistema di violenza, rifiutare una forma di lotta armata organizzata e militarizzata permette alla violenza dei ribelli di mantenere un alto livello di invisibilità. Non può essere compreso e prontamente portato sotto il controllo dalle autorità. La sua natura ribelle potrebbe anche non essere notata dalle autorità mentre divora le fondamenta del controllo sociale. Dalla prospettiva razionalista dell’autorità, questa violenza gioiosa apparirà spesso completamente casuale, mentre in realtà sarà in armonia con i desideri dei ribelli. Questa gioiosa violenza della ribellione uccide “inavvertitamente come quando (uno) esce a grandi passi senza guardare indietro”. La violenza gioiosa dei ribelli non ha tempo per il rimorso. Il rimorso indebolisce la forza dei colpi e ci rende cauti e timidi. Ma il rimorso arriva solo quando la violenza è affrontata come una questione morale, e per i ribelli che stanno combattendo per la libertà di vivere i propri desideri la morale è solo un’altra forma di controllo sociale. Ovunque la violenza ribelle si sia manifestata alla maniera di un gioco, il rimorso sembra assurdo.Negli scontri e nelle sollevazioni spontanee – così come nel vandalismo su piccola scala – sembra evidente un’attitudine festosa. C’è una gioia intensa, persino euforia,nel rilasciare le passioni violente che sono state represse così a lungo. Spaccare la testa della società così come la subiamo quotidianamente è un piacere intenso da assaporare, non da rifiutare per la vergogna, il senso di colpa o il rimorso. Alcuni potrebbero obbiettare che una simile attitudine potrebbe far sì che la nostra stessa violenza ci sfugga di mano, ma un eccesso di violenza insorgente non è qualcosa da temere. Quando ci affranchiamo dalla nostra repressione e cominciamo a liberare le nostre passioni senza dubbio i nostri gesti, le nostre azioni ed il nostro modo di essere nel suo insieme sono destinati a divenire sempre più ampi e tutto ciò che faremo sembrerà un eccesso. La nostra generosità sembrerà eccessiva come lo sembrerà la nostra violenza. Gli individui non repressi, generosi, sono prodighi in ogni campo. Le rivolte e le insurrezioni hanno fallito nell’andare oltre una liberazione temporanea non a causa dei loro eccessi, ma perché le persone si trattengono. La gente non si è fidata delle proprie passioni. Hanno avuto paura dell’ampliamento degli orizzonti, dello smisurato eccesso dei propri stessi sogni e desideri. Perciò si sono arresi o hanno indirizzato la propria lotta verso l’instaurazione di nuove autorità, di nuovi sistemi di violenza. Ma come può mai la violenza ribelle essere davvero eccessiva quando non c’è un’istituzione per il controllo sociale, nessun aspetto dell’autorità, nessuna icona culturale che possano essere ridotte in cenere? Se ciò che vogliamo è un mondo in cui ognuno di noi possa creare la propria vita libero da restrizioni, relazionandoci l’un l’altro come desideriamo piuttosto che attenendoci a dei ruoli definiti socialmente,dobbiamo riconoscere che, a volte, la violenza esploderà e che non c’è nulla di sbagliato in questo. La pienezza delle passioni include espressioni di odio e di rabbia – e queste sono emozioni violente. Anche se questa violenza può essere usata strategicamente, essa non sarà mai sistematica. Nonostante possa essere intelligente non sarà mai razionalizzata. E in nessun caso si auto-perpetuerà, perché è individuale e temporanea, consumandosi completamente nella sua espressione libera e passionale. Né la violenza moralistica, né la violenza sistematica della lotta militare possono abbattere l’autorità dal momento che entrambe richiedono qualche forma di autorità. Solo la violenza espansiva e passionale di individui ribelli che giocano da soli o con altri ha qualche speranza di distruggere questa società.

 

Tutti avanti!

E con braccia e cuori,

Con la parola e la penna, il pugnale ed il fucile,

Con l’ironia e la blasfemia,

Con il furto, il veleno ed il fuoco

Dichiariamo…Guerra alla società!

“Insurgent Ferocity: the Playful Violence of rebellion” 

Anarchy: A Journal Of Desire Armed

n°33 Summer 1992

 

 

Testo tratto dalla raccolta di scritti di Feral Faun “Saggi e Polemiche” della Hoka Hey! Edizioni

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Milano – Nuova azione in solidarietà ai compagni di Torino https://roundrobin.info/2019/02/milano-nuova-azione-in-solidarieta-ai-compagni-di-torino/ Fri, 15 Feb 2019 12:35:06 +0000 https://roundrobin.info/?p=11579 Riceviamo e pubblichiamo:   Ieri notte a Milano in via Meda rotta a martellate bancomat e vetrate della banca Intesa SanPaolo. Scritto sull-ingresso “Libertà per i compagni arrestati a Torino”. Abbiamo scelto Intesa Sanpaolo individuandola come una delle principali responsabili della riqualificazione del quartiere Aurora e di conseguenza responsabile dello sgombero dell-Asilo e in qualche … Read more Milano – Nuova azione in solidarietà ai compagni di Torino

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Riceviamo e pubblichiamo:

 

Ieri notte a Milano in via Meda rotta a martellate bancomat e vetrate della banca Intesa SanPaolo. Scritto sull-ingresso “Libertà per i compagni arrestati a Torino”.
Abbiamo scelto Intesa Sanpaolo individuandola come una delle principali responsabili della riqualificazione del quartiere Aurora e di conseguenza responsabile dello sgombero dell-Asilo e in qualche modo dell-arresto dei compagni.

liberi tutti, libere tutte

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Saronnno – Solidarietà ai commpagni e alle compagne di Torino https://roundrobin.info/2019/02/saronnno-solidarieta-ai-commpagni-e-alle-compagne-di-torino/ Fri, 15 Feb 2019 11:06:57 +0000 https://roundrobin.info/?p=11576 DA SARONNO NOSTRA LA RABBIA, NOSTRO L’AMORE 7 febbraio 2019: una di quelle date che non scorderemo. Due compagne e quattro compagni sono stati arrestati con l’accusa di associazione sovversiva (la settima compagna, sulla quale pende il mandato d’arresto, è ancora uccel di bosco); questo perché ritenuti responsabili della stesura di un interessante opuscolo che analizzava il … Read more Saronnno – Solidarietà ai commpagni e alle compagne di Torino

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DA SARONNO
NOSTRA LA RABBIA, NOSTRO L’AMORE

7 febbraio 2019: una di quelle date che non scorderemo.

Due compagne e quattro compagni sono stati arrestati con l’accusa di associazione sovversiva (la settima compagna, sulla quale pende il mandato d’arresto, è ancora uccel di bosco); questo perché ritenuti responsabili della stesura di un interessante opuscolo che analizzava il funzionamento dei C.P.R. e ne indicava i responsabili e complici) e accusati di alcuni attacchi contro i C.P.R. o i responsabili delle deportazioni delle persone senza documenti.

Negli anni sono state varie le lotte contro questi centri, la più intensa condotta dagli stessi detenuti che ha visto andare letteralmente in fiamme questi spazi e la conseguente chiusura della maggior parte di essi.

Da fuori queste lotte sono state sostenute con ogni mezzo necessario, e con una idea chiara di cosa vuol dire lottare per la libertà.

I giornali e la politica stanno dipingendo persone che dedicano la propria vita a lottare attivamente con anima e corpo contro le ingiustizie di questo sistema come dei mostri che praticano violenza indiscriminata e priva di senso. La polizia priva della libertà le persone che la libertà la ricercano, per sé e per gli altri, in tutti gli aspetti della propria esistenza.

Non è nulla di nuovo, non sorprende.

Viviamo in un mondo fatto di violenze, sbirri, galere, sfruttamento, discriminazioni, frontiere, deportazioni e guerre. Chi governa e ci guadagna in termini economici ha tutto l’interesse che le cose rimangano così come sono, o che peggiorino ulteriormente inasprendo leggi, alzando tasse, costruendo sempre più muri e producendo sempre più armi.
È dunque ovvio che l’ascia del boia cada sulle teste di chi invece questo mondo vorrebbe ribaltarlo da cima a fondo e decide di lottare, ogni giorno, con determinazione, coraggio e intelligenza.

E così nelle città la vita si fa sempre più difficile; nei mari, alle frontiere e nelle guerre muoiono migliaia di persone, i fascisti si fanno sempre più spazio e sbirri e telecamere riempiono le strade.

I quartieri e con essi la vita delle persone vengono svenduti in nome di una gestione più redditizia della città, un delinearsi strategico degli spazi e dei tempi del capitale che non lascia alcuno spazio di libertà. E così vengono spazzati via gli ultimi luoghi di resistenza.
E così, insieme agli arresti, il 7 febbraio 2019 inizia lo sgombero dell’Asilo occupato di via Alessandria.
Per tutto questo proviamo una rabbia così intensa che si stringono, fino in fondo, tutte le viscere. Ma è tanto anche l’amore che ci anima.
Amore per tutto ciò che abbiamo vissuto insieme ai nostri compagni arrestati, amore per tutto quello che l’Asilo ha significato per molti e molte di noi. Tra quelle mura abbiamo stretto legami forti e vissuto momenti intensi tra iniziative e assemblee, cene, risate e difficoltà.
Amore per la libertà che, ne siamo consapevoli, si conquista lottando insieme, metro per metro.
Ci hanno tolto uno spazio e sei compagni. Succederà ancora, a Torino e altrove. Ma la rabbia e l’amore che abbiamo condiviso in questi anni, ancora una volta nei giorni appena trascorsi e che, ne siamo certi e felici, condivideremo ancora, quelli no, non ce li toglieranno mai.
Per scrivere alle persone in carcere:
Rizzo Antonio, Salvato Lorenzo, Ruggeri Silvia, Volpacchio Giada, Blasi Niccolò, De Salvatore Giuseppe presso C.C. Lorusso e Cutugno via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino TO
Per contribuire alla copertura delle spese legali, inviare un benefit al conto intestato a Giulia Merlini e Pisano Marco IBAN IT61Y0347501605CC0011856712 ABI 03475 CAB 01605 BIC INGBITD1

https://collafenice.wordpress.com/2019/02/14/nostra-la-rabbia-nostro-lamore/

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Azione a Salonicco in solidarietà coi torinesi https://roundrobin.info/2019/02/azione-a-salonicco-in-solidarieta-coi-torinesi/ Thu, 14 Feb 2019 08:24:18 +0000 https://roundrobin.info/?p=11571 Sabato 9 Febbraio abbiamo attaccato la camera di Commercio Italo-Greca di Salonicco, lasciando un ordigno esplosivo davanti all’entrata principale; una azione che è stata tenuta nascosta dai media. Questo attacco è una risposta alla repressione portata avanti dallo Stato italiano, con l’ultimo esempio dell’operazione di sgombero dell’Asilo Occupato di Torino. Nella prima mattina di giovedì … Read more Azione a Salonicco in solidarietà coi torinesi

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Sabato 9 Febbraio abbiamo attaccato la camera di Commercio Italo-Greca di Salonicco, lasciando un ordigno esplosivo davanti all’entrata principale; una azione che è stata tenuta nascosta dai media.
Questo attacco è una risposta alla repressione portata avanti dallo Stato italiano, con l’ultimo esempio dell’operazione di sgombero dell’Asilo Occupato di Torino.
Nella prima mattina di giovedì 7 Febbraio l’occupazione è stata sgomberata, e la stessa mattina, sei compagni sono stati arrestati con l’accusa di associazione sovversiva.
L’occupazione esisteva da 24 anni ed era punto di riferimento per le continue azioni contro I centri di detenzione per immigrati, contro gli sfratti degli alloggi popolari e contro la gentrificazione del quartiere.
Questo colpo repressivo arriva alla fine di un climax di persecuzioni che in questi anni hanno colpito gli anarchici torinesi, attrraverso arresti, obblighi e divieti di dimora e molto altro.

Questo attacco è un segnale di solidarietà nei confronti dei compagni di Torino che continuano a lottare
È anche un segnale di solidarietà con Spyros Christodoulou che è in sciopero della fame dal 14 Gennaio. Tieni duro Spyros.

CREIAMO LEGAMI DI SOLIDARIETÀ TRA I CONFINI CHE CI DIVIDONO

PER UN MONDO SENZA GALERE SOLIDARIETÀ CON L’ASILO OCCUPATO

LIBERTÀ PER I 6 ARRESTATI

LIBERTÀ PER BATTISTI, MORTE ALLO STATO

LIBERTÀ PER I PRIGIONIERI DELL’OPERAZIONE SCRIPTA MANENT E PANICO

PER L’ANARCHIA

fonte: https://athens.indymedia.org/post/1595572/

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Call for Solidarity with the Imprisoned of Operazione Scintilla, Italy https://roundrobin.info/2019/02/call-for-solidarity-with-the-imprisoned-of-operazione-scintilla-italy/ Thu, 14 Feb 2019 08:16:10 +0000 https://roundrobin.info/?p=11569 *** Summary of the recent repressive operation in Italy in connection with the resistance against the Italian migration regime *** This is a translation of the original article in German, with pictures: https://barrikade.info/Turin-Solidaritat-mit-den-Betroffenen-der-Operazione-Scintilla-1883 On Thursday 7 February 2019, at 4:40 a.m., the eviction of the squat “Asilo occupato” (“the occupied kindergarden”) in Via Alessandria 12 … Read more Call for Solidarity with the Imprisoned of Operazione Scintilla, Italy

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*** Summary of the recent repressive operation in Italy in connection
with the resistance against the Italian migration regime ***

This is a translation of the original article in German, with pictures:
https://barrikade.info/Turin-Solidaritat-mit-den-Betroffenen-der-Operazione-Scintilla-1883

On Thursday 7 February 2019, at 4:40 a.m., the eviction of the squat
“Asilo occupato” (“the occupied kindergarden”) in Via Alessandria 12 in
Turin, occupied since 1995, began. The eviction was carried out as part
of the “Operazione Scintilla” (“Operation Spark”). Several hundred
Carabinieri in riot gear, police officers and Guardia di finanza with
machine guns and plain clothes police not only evicted the house, but
also arrested six anarchists. A seventh person is still being searched for.

The charges are serious: formation of a subversive association,
incitement to crime and the possession, manufacture and transportation
of explosives in a public place. The charges are related to the
resistance against the Italian migration regime, namely against the
deportation camps/prisons CPR and CIE (Centro per l’Immigrazione e il
Rimpatrio = Immigration and Repatriation Centre; Centro di
identificazione ed espulsione = Identification and Deportation Centre),
more information below.
The Asilo was evicted as part of this operation because the state
regards it as the “logistical and operational base” of this “subversive,
insurrectional association”.

The eviction of the Asilo was delayed by the squatters for 36 hours
because some of them had retreated to the roofs. In the meantime,
sympathizers organized wild demos in the city, where there were clashes
with the police. The Asilo was made uninhabitable in the last few days
(destruction inside, bricked up windows, etc.).

A first court date for the prisoners of the “Operazione Scintilla” will
follow in about 15 days, i.e. on about 27 February.

During the big solidarity demonstrations there were several arrests and
over 300 identity checks. Many arrested people report bruises inflicted
by the police when they were arrested. At least four people had to go to
the hospital because of their injuries. The accusations for the twelve
people arrested at Saturday’s demonstration are devastation, looting,
resisting orders, bodily harm and possession of weapons. However, in the
meantime, these twelve people who got arrested at the demo are again
free but have to report daily to a police station (as of 13 February).

Freely translated from the communiqué of the solidarity demonstration on
Saturday, February 9:

“They wage war on the poor and call it retraining. We oppose the
lords of the city.”
Behind this banner the demo concentrated. A multifaceted, strong
demo, determined to make the hostility against those who benefit from
the management of the city concrete and visible. […]
The atmosphere we breathed was an atmosphere of intense emotional
participation in the events of the past few days and growing anger at
the militarization of much of the Aurora district, a police presence
that still does not seem to be diminishing and that restores the sense
of “normality” that the mayor wants to impose on the city. […]
The demo fought its way through the streets, leaving barricades of
burning dumpsters and shattered cars behind. […] Unfortunately, a
final police action at the end of the demo caused the arrest of twelve
demonstrators and the injury of four.
[…]
Yesterday’s demo is only the beginning, now it’s time to start a
fierce battle that will produce a new flower from the ashes of this
repressive operation.”

*Details of the accusations*

The allegations: formation of a subversive association; incitement to
crime; possession, manufacture and transportation of explosives in a
public place.

The six persons were arrested at the request of the anti-terror group of
the Turin public prosecutor’s office. The indictment is that the accused

“have promoted, constituted, organised and participated in the
creation of a subversive association (ex Art. 270 c.p.) which is
intended to and can influence national immigration policy through the
repeated destruction of the CIE/CPR and through systematic acts of
violence and intimidation against the companies involved in the
management of the abovementioned structures.”
(“aver promosso, costituito, organizzato e partecipato a
un’associazione sovversiva (ex art. 270 c.p.) diretta e idonea a
influire sulle politiche nazionali in materia di immigrazione mediante
la ripetuta distruzione dei CIE/CPR e con sistematici atti di violenza e
intimidazione nei confronti delle imprese impegnate nella gestione delle
sopra indicate strutture di accoglienza”)

The arrested are accused of “21 subversive attacks” in various Italian
cities: On the one hand, 15 parcels of explosives were allegedly sent to
companies in Turin, Bologna, Milan, Rome (French Embassy), Bari and
Ravenna; six other explosives affected the offices of the Italian Post
Office (Poste Italiane) in Turin, Bologna and Genoa. Poste Italiane was
allegedly hit because, as the owner of the airline “MistralAir”, it has
held the ministerial mandate for deportation flights since 2011.
Two of the arrested (together with two yet unidentified persons) are
accused of having placed explosive devices in front of Poste Italiane
ATMs in Turin on 30 April and 9 June 2016.

“In order to establish contacts within CPR, they threw tennis balls
with a multilingual brochure and a mobile phone number with which they
agreed simultaneous actions within and outside the CPR structure. Then
they put matches and everything needed to start a revolt and setting
fire in packages of biscuits and other goods.”

Allegedly, the aim of these actions was to weaken or destroy the CPR’s
“capacity” (see
http://www.nuovasocieta.it/operazione-scintilla-sgombero-dellasilo-e-anarchici-arrestati-per-associazione-sovversiva/).

*The political climate in Italy and other notes*

Italy’s politicians want to “crack down with all their might”:
– Police president Messina describes the (imagined) group of detainees
as a “highly dangerous cell”.
– Italian Interior Minister Matteo Salvini demands “prison for these
infamous people” and wants to close all “social centres frequented by
criminals”.
– Mayor Chiara Appendino congratulates the police on their eviction.
– Alessandro Ciro Sciretti, a Turin Lega-Nord politician, wishes “no
mercy at all” for the demonstrators of the Solidarity demonstrations for
the Asilo-Squat. His suggestion: “a little bit of the Diaz school” is
needed (https://www.autistici.org/macerie/?p=33326#more-33326)

Net to all the bad news the following news have been joyful:
Shortly after the demonstration on Saturday, an anti-fascist
demonstration took place, like every year, on 13 February, against a
fascist commemorative torch march of the Casa Pound in the district
Vallette.
The antifascist demonstration ends in front of the prison, where the
prisoners of Operazione Scintilla are imprisoned. According to the
communiqué, this was “a cordial greeting to all the prisoners and
especially to the comrades and friends who had been imprisoned for a few
days. A shed in the prison yard catches fire by a happy coincidence [a
Molotov cocktail according to the media] and is destroyed.
https://www.autistici.org/macerie/?p=33336

*Practical solidarity*

A lot of money is needed, long prison sentences are imminent – people
are very grateful for solidarity contributions to the following account:

Giulia Merlini e Pisano Marco
IBAN IT61Y0347501605CC0011856712
ABI 03475 CAB 01605
BIC INGBITD1

—————————————————————————

The list of those arrested during Operazione Scintilla:

Rizzo, Antonio
Salvato, Lorenzo
Ruggeri, Silvia
Volpacchio, Giada
Blasi, Niccolò
De Salvatore, Giuseppe

You can write to the prisoners!

*Name of the detained person*
C.C. Lorusso e Cutugno
via Maria Adelaide Aglietta, 35 e
10149 Torino TO
Italy

—————————————————————————–

LARRY, SILVIA, NICCO, BEPPE, GIADA E ANTONIO LIBER*!

SOLIDARITY WITH THE COMRADES IN TURIN!

SOLIDARITY WITH THE ASILO OCCUPATO!

***

This is an incomplete summary of the events in Turin, in part freely
translated from the following sources:

Round Robin –
https://roundrobin.info/2019/02/torino-aggiornamenti-e-iban-per-benefit/
Macery – anarchist blog from Turin: https://www.autistici.org/macerie/
Radio Blackout – subversive radio station from Turin:
https://radioblackout.org/
Corporate media

L'articolo Call for Solidarity with the Imprisoned of Operazione Scintilla, Italy proviene da Round Robin.

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Dissociat*, infam* eppur frocie! A proposito di violenza e anormalità dentro il corteo contro lo sgombero dell’Asilo e gli arresti. https://roundrobin.info/2019/02/dissociat-infam-eppur-frocie-a-proposito-di-violenza-e-anormalita-dentro-il-corteo-contro-lo-sgombero-dellasilo-e-gli-arresti/ Thu, 14 Feb 2019 07:55:59 +0000 https://roundrobin.info/?p=11564 Dissociat*, infam* eppur frocie! A proposito di violenza e anormalità dentro il corteo contro lo sgombero dell’Asilo e gli arresti. È l’alba del 7 febbraio a Torino, quando Chiara Appendino e la sua giunta pentastellata si assumono la responsabilità politica di sgomberare militarmente l’Asilo, occupato da 24 anni. Sei compagn* arrestat* con l’accusa di Associazione … Read more Dissociat*, infam* eppur frocie! A proposito di violenza e anormalità dentro il corteo contro lo sgombero dell’Asilo e gli arresti.

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Dissociat*, infam* eppur frocie!
A proposito di violenza e anormalità dentro il corteo contro lo sgombero dell’Asilo e gli arresti.

È l’alba del 7 febbraio a Torino, quando Chiara Appendino e la sua giunta pentastellata si assumono la responsabilità politica di sgomberare militarmente l’Asilo, occupato da 24 anni. Sei compagn* arrestat* con l’accusa di Associazione sovversiva per la lotta contro i Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio de* migrant*). Chiara Appendino e la sua giunta: gli stessi che da anni portano avanti una profumata opera di ”lavaggio rosa” dichiarandosi amici di una supposta Identità lgbtq*ia+, per legittimare quella guerra ai poveri chiamata riqualificazione delle periferie. Con questa strategia di governo, a Torino come altrove, il Comune elargisce diritti ai “cittadini gay” per ripulirsi l’immagine ed oscurare la propria violenza contro poveri, reietti e fuorilegge. Riconoscimento in cambio di supporto politico, assimilazione in cambio di silenzio: a Torino la Normalità Gay – quella bianchissima, borghese, sposata, satolla di soldi, documenti e diritti – ripulisce l’immagine di sfratti, sgomberi, deportazioni e arresti a 5 stelle. Privi di qualunque carica sovversiva, corpi un tempo considerati “anormali” sono oggi complici attivi dei padroni di questa città.

D’altronde non ci sorprende che ci siano una marea di frocie e associazioni lgbtiq di ogni risma perfettamente integrate dentro al capitalismo urbano e conniventi con chi governa Torino. Lo ribadiamo chiaramente, se ancora ce ne fosse bisogno: non esiste una Identità lgbtq*ia+ universale e definirsi frocie non rende di per sè affin*, complic*, compagn*.

È proprio di ieri l’ennesimo gesto infame di una parte dell’associazionismo lgbtiq torinese: il comunicato del Maurice glbtq in merito al corteo di sabato 9 febbraio contro lo sgombero dell’Asilo di via Alessandria 12 e gli arresti durante l’operazione Scintilla. Evidentemente alcuni “cittadini gay” non traggono occasione da questa ennesima ondata repressiva per riflettere seriamente – una volta per tutte – sulla propria connivenza con l’amministrazione pentastellata. O per criticare le politiche di “lavaggio rosa” di questo governo urbano. O per interrogarsi sulla violenza della “normalità” che Chiara Appendino, nell’elogiare l’operato di Questura e forze dell’ordine, vorrebbe imporre a Torino. Su questo la storia dei corpi da secoli definiti “anormali” in Occidente qualcosa potrebbe suggerire. Invece il Maurice glbtq sceglie di reificare una narrazione composta e legalitaria, prendendo le distanze dalla rabbia che esplode per strada, dai corpi indocili che in questi giorni di resistenza hanno cercato di difendere l’Asilo, tentando giustamente il contrattacco alla violenza di Stato, per riprendersi uno spazio che per 24 anni ha pulsato di vita e che oggi viene murato dentro una zona rossa di morte.

Il Maurice glbtq si dissocia dalla rabbia del corteo, mentre porge i propri omaggi ad un arrestato gay, imponendogli tra l’altro una visibilità senza consenso, al pari dei pennivendoli. Una presa di posizione intrisa di identitarismo e perbenismo, che non parla certo per quelle soggettività anormali che lungo decenni hanno lottato radicalmente contro la famiglia eterosessuale borghese patriarcale e contro la violenza di Stato. Condannare le azioni del corteo come espressioni di un “maschile mal vissuto” è l’altra faccia di questa violenza e delle sue logiche paternaliste e patologizzanti. Molto lontano dalla tanto rivendicata intersezionalità delle lotte, che di sicuro non è un mero elenco di identità o appartenenze, nè tantomeno un infame distinguo tra i buoni docili, normali, visibili e i cattivi riottosi, indecorosi, marginali. Noi frocie che ci viviamo differentemente tanto il maschile quanto il femminile, dentro quel corteo ci siamo state fino in fondo, con tutta la nostra rabbia. Contro chi a Torino reprime, sfratta, sgombera, arresta e deporta in nome della normalità e del decoro. Dall’Asilo ai Cpr, ai campi rom, al balon.

Complic* e solidal* con l’Asilo e con gli/le arrestat*!

SILVIA, LARRY, NICCO, BEPPE, GIADA, ANTONIO, ANTONELLO, IRENE, GIULIA, FULVIO, GIULIA, CATERINA, MARTINA, CARLO, FRANCESCO E ANDREA LIBER*!
Tutt* liber*!

Il nostro pensiero va anche alle galline che hanno resistito fino all’ultimo allo sgombero dell’Asilo.
Toutes les poules détestent la police!

Che la nostra rabbia possa spazzar via la normalità fascista.

Alcun* anormal* di Torino

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Manifesto in solidarietà agli arrestat* a Torino per lo sgombero dell’Asilo e per l’operazione “Scintilla” https://roundrobin.info/2019/02/manifesto-in-solidarieta-agli-arrestat-a-torino-per-lo-sgombero-dellasilo-e-per-loperazione-scintilla/ Tue, 12 Feb 2019 10:14:42 +0000 https://roundrobin.info/?p=11555 riceviamo e pubblichiamo un manifesto in solidarietà agli arrestati e alle arrestate a seguito dello sgombero dell’Asilo e per l’operazione “Scintilla”. Qui pubblichiamo la versione per il web, un file (più pesante) adatto alla versione stampa è disponibile, chiunque ne abbia bisogno può contattare la redazione di roundrobin per l’invio via mail.

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riceviamo e pubblichiamo un manifesto in solidarietà agli arrestati e alle arrestate a seguito dello sgombero dell’Asilo e per l’operazione “Scintilla”.

Qui pubblichiamo la versione per il web, un file (più pesante) adatto alla versione stampa è disponibile, chiunque ne abbia bisogno può contattare la redazione di roundrobin per l’invio via mail.

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Messico – Solidarietà all’Asilo Occupato https://roundrobin.info/2019/02/messico-solidarieta-allasilo-occupato/ Tue, 12 Feb 2019 10:04:11 +0000 https://roundrobin.info/?p=11552 riceviamo e pubblichiamo:

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riceviamo e pubblichiamo:

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Carrara – Solidarietà e vicinanza coi compagni dell’Asilo occupato e con tutti gli arrestati. https://roundrobin.info/2019/02/carrara-solidarieta-e-vicinanza-coi-compagni-dellasilo-occupato-e-con-tutti-gli-arrestati/ Tue, 12 Feb 2019 09:31:30 +0000 https://roundrobin.info/?p=11543 Carrara – Solidali coi compagni Contro la vostra legalità di morte, contro le vostre mistificazioni democratiche, contro le vostre leggi fatte per chi ha tutto e spregia e umilia chi non ha niente, contro la vostra boria ed arroganza, contro le vostre gaudenti pance piene insensibili ai morsi della fame. Con chi combatte per l’emancipazione … Read more Carrara – Solidarietà e vicinanza coi compagni dell’Asilo occupato e con tutti gli arrestati.

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Carrara – Solidali coi compagni

Contro la vostra legalità di morte, contro le vostre mistificazioni democratiche, contro le vostre leggi fatte per chi ha tutto e spregia e umilia chi non ha niente, contro la vostra boria ed arroganza, contro le vostre gaudenti pance piene insensibili ai morsi della fame.
Con chi combatte per l’emancipazione economica e sociale degli ultimi della terra, con chi agisce per un mondo senza servi né padroni, senza dei né stati, con chi è sabbia negli ingranaggi del sistema, con chi sa ancora cos’è la solidarietà, l’affinità e la vicinanza tra gli sfruttati e gli oppressi.
Per l’anarchia, ora e sempre!
Solidarietà e vicinanza coi compagni dell’Asilo occupato e con tutti gli arrestati.
Che la rabbia di questi giorni si propaghi in ogni dove con ali di ferro e di fuoco.

Anarchici di Cheddite? Carrara

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