Saronno- Piazza Rossa In-Festa

Mappa non disponibile

Date/Time
Date(s) - 9 Nov, 2019
15:00 - 20:00

Location
SARONNO

Categories


Sabato 9 novembre
dalle ore 15.oo
in p.zza Rossa (p.zza Mercanti), Saronno

Un pomeriggio in piazza rossa, in quello che è uno dei luoghi di aggregazione di Saronno, ennesimo attacco della giunta Fagioli alla libera socialità.
Torniamoci con la musica, con i colori.
PIAZZA ROSSA IN_FESTA

dalle 15.00 alle 19.30
CONCERTO CON:
Tommi e gli Onesti Cittadini
Prealpi Onda Clandestina

ART WRITING – portati i colori
BIRRETTE & COCKTAILS
CIOCCOLATA

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C’ERA UNA VOLTA PIAZZA ROSSA

“Un’offesa a tutti i saronnesi che con le proprie tasse hanno contribuito alla riqualificazione anche di quella Piazza”. Queste le altisonanti parole del sindaco di Saronno Alessandro Fagioli, a commento di un murales contro le guardie su quella che fu piazza Rossa. Ma facciamo qualche passo indietro.
Piazza Rossa – sulle mappe conosciuta anche come Piazza Mercanti – è stato uno dei più vivi luoghi giovanili di Saronno e dintorni. Una piazza che negli anni ha accolto sia Festoria e i festival di fine anno scolastico, sia centinaia di ragazzi che la vivevano come luogo di aggregazione e socialità sia interminabili partite a cricket. Poi negli anni, un po’ lo svuotamento delle piazze, un po’ l’atomizzazione giovanile, un po’ le mille videocamere installat,e hanno reso quel luogo sempre meno vissuto rispetto a quello che era un tempo. Infine la giunta leghista del sindaco Fagioli ha pensato bene di dare sfoggio della propria arroganza politica proprio su quella piazza, che, tra le altre cose, era anche un enorme parcheggio gratuito a pochi passi dalla stazione di Saronno e dalle scuole superiori.
Nei mesi scorsi la piazza è stata riqualificata. Ma chiariamo di che si tratta. Perchè loro la chiamano riqualificazione, termine con accezione tendenzialmente positiva, noi la chiamiamo gentrificazione, termine che indica il rifacimento di una fetta di città con fini speculativi, con una bonifica della popolazione che frequentava e viveva quella zona.
Piazza Rossa è stata suddivisa da strisce blu, che indicano il parcheggio a pagamento. Non ci soffermiamo molto su questo aspetto su cui torneremo in futuro. Il fatto che Saronno, per volontà della Lega e Doma Nunch, sia ora senza parcheggi gratuiti, insieme alle resistenze a inserirsi nelle agevolazioni del biglietto unico su Milano, la dice lunga sulla volontà di trasformare un importante nodo ferroviario attraversato giornalmente da migliaia di persone in un paesotto simile a Lazzate, non a caso feudo leghista per antonomasia.
Poi a inizio settembre il tocco di classe. Una mano di grigio ha coperto i decennali muri che abbellivano la piazza, compreso quello che ricordava Getto, un ragazzo che quella piazza l’ha vissuta e di cui i suoi amici hanno voluto negli anni mantenere vivo il ricordo verniciando il suo nome su quei muri. La settimana dopo il muro grigio è stato coperto da un ben più grigio disegno, di un artista che su commissione del Comune ha dipinto un graffito sulla mobilità sostenibile.
Quello che era un luogo vivo e vissuto della città, con disegni spontanei che rappresentavano uno spaccato della realtà giovanile e sociale del saronnese, è stata resa invece un parcheggio a pagamento abbellito da uno sterile disegno. La stessa differenza che passa tra la cioccolata e la merda.
Cosa è stato fatto a piazza Rossa? Quello che la giunta Fagioli vorrebbe fare con la città di Saronno. Prendere ciò che era di tutti, una piazza attraversata, vissuta e simbolo di un certo modo di vivere Saronno, appropriarsene, investire del denaro pubblico per renderlo un parcheggio a pagamento con cui fare cassa e allontanare da quella piazza chi non è un soggetto da cui guadagnare qualcosa. Questo è quello che lo Stato fa ogni giorno con le nostre vite. Raccontandoci l’eterna frottola del bene comune ci sottrae ciò che è nostro per rivendercelo poi a pagamento, immiserito e, per di più, svuotato dei legami che lo caratterizzavano.
Prima che l’amministrazione Fagioli ci mettesse le mani la piazza Rossa era di tutti: aperta a tutti, con una propria connotazione, con un proprio vissuto, con una propria identità.
Poi il Comune ha deciso che anche piazza Rossa doveva portare alle casse comunali del profitto, e allora ecco le videocamere, le strisce blu, i disegni a pagamento. Niente più niente meno di quello che avvenne nei decenni scorsi con il centro storico: videocamere, pattugliamenti, la cacciata di chi viveva i portici per aggregazione e socialità, ed eccoci oggi ad avere un centro commerciale a cielo aperto, arido consumismo contro la viva passione.
E non c’è da stupirsi delle parole del sindaco, sono precisamente complementari al processo di gentrificazione in corso: dipingere una situazione di disagio da cui poter uscire esclusivamente con un sacrificio collettivo (le strisce blu).
Riprendersi spazio e tempo nelle nostre vite significa esattamente opporsi a questo meccanismo e raccontare la nostra storia, che è in antitesi radicale a quella del potere.
Viva la piazza rossa di tutti e per tutti, viva i disegni selvaggi, viva la gioventù selvaggia!

Collettivo Adespota