Roma - Come se non ci fosse un Daspo. Ciaone al Sole party

Roma – Come se non ci fosse un Daspo. Ciaone al Sole party

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Date/Time
Date(s) - 22 Giu, 2018 - 23 Giu, 2018
19:00 - 01:00

Location
piazza dei Mirti

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Anche quest’anno sono entrate in vigore le ordinanze comunali anti-movida che, con la scusa dell’abuso di alcol e dell’utilizzo di bottiglie in vetro, contribuiranno a sorvegliare e punire ogni persona che scelga di passare l’estate in strada e non rinchiusa a casa o nei bar, pub e vari localini da cui le città sono ormai invase. Queste ordinanze si inseriscono nella retorica reazionaria del decoro, dell’ordine e della sicurezza urbana, e del cosiddetto vivere civile, in contrapposizione a degrado e inciviltà di cui determinate soggettività sarebbero portatrici.
Ma di quale civiltà parliamo? Di quella di una società securitaria e repressiva che controlla, perseguita, sanziona, imprigiona, tortura e deporta chiunque non rientri nelle categorie accettabili di bravo e onesto cittadino, preferibilmente bianco e ricco. Incivili sono i corpi di chi non rispecchia la cosiddetta normalità, o di chi, con la sua straordinarietà, sputa in faccia alla morale cattolica e borghese dello Stato; incivili i corpi di chi infrange e ribalta la regola, di chi non si assoggetta ai confini imposti dalla democrazia. Corpi e vite che devono essere nascoste agli occhi della gente perbene: poverx, senzatetto, mendicanti che rovinano la città-vetrina con la loro mera esistenza e infastidiscono i turisti; lavoratrici sessuali che provocano scandalo sabotando i ruoli in cui il patriarcato vorrebbe costringere le donne; commercianti abusivx o spacciatorx che per bisogno o scelta sopravvivono nell’illegalità; persone immigrate a cui questa società razzista e classista riconduce ogni abominio. Corpi che non importano e che invece lottano e resistono a criminalizzazione, repressione e messa ai margini quotidiane.
Proprio per molte di queste persone (ma non solo) sembrano disegnate le leggi Minniti-Orlando, promulgate lo scorso anno, riguardanti appunto la sicurezza urbana e il contrasto all’immigrazione irregolare. Per difendere quindi il decoro, la vivibilità delle città da tutti quegli individui considerati indecenti, indecorosi e non assimilabili in questa società, la legge sulla sicurezza prevede l’istituzione di una misura di allontanamento di 48h dal luogo in cui si è sorpresi ad attuare queste “condotte antisociali”; in caso di segnalazione reiterata, il cosiddetto Daspo Urbano può avere una durata fino a 6 mesi. Questi strumenti sono nelle mani dei sindaci che, senza alcuna differenza tra appartenenze a partiti di destra o sinistra, li applicano con generosità per cacciare dai quartieri più cool delle città chi è consideratx indesiderabile, non produttivx, contrarix alla morale pubblica. Con il benestare di molta parte dei cittadini che, tramite comitati di quartiere, associazioni di controllo e sorveglianza, app per infamare, si impegnano in ronde nelle strade a caccia di “degrado”. Ronde a cui partecipano, esplicitamente o infiltrandosi, appartenenti a partiti e gruppi fascisti per portare avanti le loro ideologie xenofobe, razziste, sessiste e omofobe contenti di trovare terreni mai così fertili come negli ultimi tempi in cui sempre più stretta si fa la relazione tra chi detiene il potere e chi è suddito. La maggior parte delle persone colpite dai provvedimenti sono immigrate, motivo per cui riteniamo inscindibile il legame tra la legge sulla sicurezza e quella sul contrasto all’immigrazione clandestina. Non di rado, infatti, molti di questi controlli “anti-degrado” si sono trasformati in retate a caccia di uomini e donne senza documenti, destinatx quindi alla reclusione nei CPR e all’espulsione.
Nell’ultimo anno dall’entrata in vigore delle leggi, centinaia sono stati gli allontanamenti effettuati in tutta Italia e che hanno colpito per la maggior parte determinate soggettività: senzatetto sgomberatx dai loro giacigli, mendicanti allontanate da stazioni e supermercati, persone ubriache sui mezzi pubblici, parcheggiatori abusivi, gente che fa pipì per strada, writers. Eclatante il caso delle due donne transessuali sedute in un bar a Napoli e raggiunte dalla restrizione perché accusate di essere due sex workers. Importante sottolineare come, tramite questa legge, condotte o lavori non perseguibili penalmente in Italia, come la prostituzione o l’accattonaggio, diventano nei fatti punibili in altre forme.
Roma non è stata assolutamente a guardare in quanto a repressione: oltre alle multe applicate l’anno scorso a gestori dei bar e a chi consumava alcol negli orari e luoghi vietati dalle ordinanze, uno dei primi Daspo è stato dato a luglio 2017 a un uomo senegalese accusato di essere uno spacciatore, e a cui è stato impedito per un anno di frequentare il Pigneto. All’inizio di quest’anno, in soli tre mesi, sono stati un centinaio i Daspo proposti dai carabinieri per allontanare persone indesiderate dalle zone adiacenti le stazioni, dal centro o dai quartieri della movida. In questo mese, invece, un centinaio di carabinieri sono stati impiegati in una giornata sola per “riportare il decoro” al Colosseo, procedendo ad arrestare 3 persone per aver derubato dei turisti, e ad applicare 10 daspo e 30 multe per un totale di 150 mila euro per commercio abusivo. Dalle dichiarazioni dell’amministrazione Raggi, sembra chiara la volontà di aumentare i controlli, la militarizzazione e i Daspo distribuiti in alcuni quartieri centrali di Roma nei confronti dei centurioni, delle guide turistiche e dei parcheggiatori abusivi, dei turisti sorpresi a fare il bagno nelle fontane, nonché delle lavoratrici sessuali che rischiano l’allontanamento e dei loro clienti i quali, invece, rischiano una multa fino a 400 euro.
A questa società civile ed egoista che prende a calci e spinge ai margini chiunque sia povero, o non voglia adeguarsi alle sue regole, a chi è considerato un pazzo da internare o una poco di buono, a chi resiste e lotta per affermare la sua esistenza, vogliamo rispondere con la nostra solidarietà fuori norma e fuorilegge che rifiuta e lotta contro ogni confine. Torneremo anche quest’anno a prenderci le strade e le piazze senza permesso per creare e rafforzare i nostri legami, per combattere insieme la repressione, perché non vogliamo essere responsabili di un sistema che sfrutta, devasta e uccide… per non lasciare nessunx da solx davanti alla violenza dello stato e della sua polizia.

Che la pacchia finisca per loro!

…delle vostre città rimarrà soltanto il vento che le attraversa
prima o poi finirà
la nostra complicità

nemiche e nemici delle frontiere

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