Sacco e Vanzetti

Pisa – presentazione del libro “La salute è in voi”

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Date/Time
Date(s) - 10 Nov, 2017
19:30 - 23:00

Location
Garage Anarchico

Categories


Presentazione del Libro
10 novembre 2017 ore 21.00
Aperitivo Vegan dalle 19.30
Garage Anarchico
Chiassetto Sant’Ubaldesca 44 Pisa
(zona S.Martino) aperture Merc-Ven 16-20

Sacco e Vanzetti

Sacco e Vanzetti, due nomi storici dell’Anarchia. Incriminati per rapina l’11 settembre 1920, verranno giustiziati il 23 agosto 1927. Sono passati novant’anni, ma la rabbia di fronte al loro imprigionamento non si è fatta attendere. Sei giorni dopo l’arresto Mario Buda, un immigrato italiano, porterà a termine il più tremendo attacco mai avvenuto sul territorio degli Stati Uniti fino all’11 settembre 2001, colpendo al cuore Wall Street, sede della borsa.
La Corte Suprema del Massachusetts conferma la condanna di Sacco e Vanzetti il 12 maggio 1926. Il 1 giugno 1926 una bomba esplode nella casa del fratello dello zelante cittadino che aveva avvertito la polizia facendo arrestare Sacco e Vanzetti. Il 10 maggio 1927 il governatore Fuller avrebbe dovuto ricevere un pacco bomba se la polizia non lo avesse intercettato. Dopo che lo stesso governatore rifiuta la grazia tre attentati colpiscono contemporaneamente l’abitazione del sindaco di Baltimora, la metropolitana di New York e una chiesa di Philadelphia. Nove giorni dopo esplode la casa di uno dei giurati del processo.
Il 28 agosto 1927 si tennero i funerali di Sacco e Vanzetti; spiccava una corona floreale con una scritta in italiano: «Aspettando l’ora della vendetta». Il 17 maggio 1928 una bomba colpisce l’abitazione del boia. Cinque anni dopo, il 27 settembre 1932, è la casa del giudice Thayer a venire distrutta dalla dinamite.
Come dissero i due condannati, la salute è in voi. In chi non smette di lottare, in chi sa che è l’individuo, in primo luogo, ad avere la possibilità di cominciare a lottare per la propria liberazione e per quella di coloro che lo circondano.
Un libro che ripercorre quella che era la situazione americana di inizio secolo dove l’immigrazione, specialmente quella italiana, portò una nuova utopia sul suolo americano: quella di una libertà non racchiusa all’interno di alcun emendamento e carta costituzionale.
Da un lato la rimozione storica prodotta dall’innocentismo degli stessi anarchici, dall’altro le parole di chi vuole creare il mito della nazione e del popolo italiano, come la Lega Nord durante le commemorazioni della strage di Marcinelle: “gli italiani andavano a sgobbare in Belgio o in altri Stati, dove lavoravano a testa bassa, dormendo in baracche e tuguri, senza creare problemi”.
La memoria rivoluzionaria è invece quella che non dimentica o mistifica ciò che è stato, ma soprattutto che è in grado di stimolare la tensione alla lotta qui e ora.