Legnano – Presidio contro la repressione e il Decreto Sicurezza

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Date/Time
Date(s) - 16 Dic, 2018
14:00 - 19:00

Location
Legnano

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Presidio a Legnano contro la repressione e contro il Decreto Sicurezza.
Domenica 16 dicembre, ore 14. Parco Falcone Borsellino

Il DECRETO SICUREZZA COLPISCE TUTTI.

Con l’ampliamento del Daspo urbano a chiunque verrà ritenuto di intralcio sarà interdetto l’accesso da piazze, ospedali e manifestazioni pubbliche. Bloccare o ingombrare una strada diventa reato con pene fino a 12 anni di carcere. Nelle grandi città persino i vigili urbani potranno colpire con un elettroshock portatile, il taser. Nulla vieterà alla mafia di ricomprare i beni che le sono stati confiscati. È già iniziata un’intensa attività di sgombero degli edifici occupati per necessità abitative, senza offrire alternativa a chi si è trovato in strada da un giorno all’altro, e anzi facendo lievitare in maniera esponenziale i costi pubblici per l’assistenza agli stessi (gli occupanti di “Aldo dice 26×1” di Sesto S. Giovanni e il campo sinti di Gallarate tra i più recenti). L’occupazione di stabili disabitati lasciati a marcire prevede da ora l’incarcerazione fino a 4 anni.

Vengono aperti i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, in cui verranno ammassate e private della libertà persone che arrivano da paesi senza futuro, che da sempre subiscono il saccheggio di materie prime, persone alle quali viene negata l’opportunità di organizzare la propria esistenza in maniera autonoma e indipendente e la cui unica ‘colpa’ è l’essere prive di titolo di soggiorno. Il permesso di soggiorno potrà essere revocato per molte ragioni anche futili, e la cittadinanza acquisita diventa di serie B e non definitiva. Il sistema di protezione internazionale sarà più fragile ed escludente, regalando alla malavita persone che non hanno mai avuto un’alternativa.

L’obiettivo è chiaro: colpire ed emarginare chi è in difficoltà per creare sul disagio nuove occasioni di sfruttamento e poter impostare campagne politiche su paura e insicurezza. Ma anche colpire le principali lotte di oggi, contro le grandi opere mafiose ma anche quelle per il diritto alla casa e a condizioni di lavoro dignitose, in cui i migranti (spesso più poveri, meno tutelati, più determinati) hanno un ruolo decisivo.

In un Paese che cade a pezzi, viene scambiata la messa in sicurezza dei territori con la sicurezza percepita nelle strade, in una psicosi rilanciata da una nuova strategia della tensione, alimentando paura per sottrarre libertà.
Nel frattempo che si agita lo spauracchio del terrorismo, si alzano a 40 miliardi l’anno le spese militari per le nuove guerre colonialiste.

Saremo in presidio per ribadire che per noi una menzogna ripetuta all’infinito rimarrà sempre una menzogna.