Legnano odia i fascisti

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Date/Time
Date(s) - 30 Apr, 2019
17:00 - 23:00

Location
Legnano

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CONTRO OGNI FASCISMO
AFFINCHÉ LA RABBIA INSORGA CONTRO CHI CI OPPRIME
E NON PIÙ CONTRO ALTRI OPPRESSI

Da diversi anni, il giorno 30 aprile alcuni gruppi di estrema destra si ritrovano a Legnano per commemorare il fascista legnanese Carlo Borsani, uniti con il nome di “Legnano non dimentica”. In diversi scritti pubblicati della suddetta “associazione”, e ripubblicati anche da quotidiani online del territorio, Borsani viene presentato a tratti come un “fascista buono”, a tratti come un “valoroso difensore della patria”. Ma queste descrizioni romanzate e pompose, non possono cancellare la nefandezza degli accadimenti che hanno caratterizzato quegli anni. Carlo Borsani di fatto era un fascista e, in quanto tale, ha partecipato agli orrori commessi – tra i quali ricordiamo la deportazione di nove operai della ditta Franco Tosi di Legnano, avvenuta il giorno 5 gennaio del 1944. Nel 1943, dopo la caduta del regime fascista, Borsani aderì immediatamente alla Repubblica Sociale Italiana (voluta dalla Germania nazista e messa in atto da Mussolini) diventando presidente dell’“associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra”, inoltre fu scrittore per il quotidiano “La repubblica fascista”, di cui per un periodo fu direttore. L’anno scorso, oltre al fascista Borsani, è stato commemorato anche Arturo Sesler, brigatista nero legnanese. Il fascista Sesler fu capitano della brigata nera Aldo Resega, che nasceva nel 1944 con lo scopo di fermare la Resistenza in ogni modo possibile, togliendo la vita a diversi partigiani dell’Alto Milanese e collaborando ai rastrellamenti avvenuti nelle fabbriche del territorio.

Oggi, a distanza di più di settant’anni, gruppi di estrema destra hanno ricominciato a impadronirsi del territorio dell’Alto Milanese, dando il via a un processo di fascistizzazione che passa anche attraverso questo tipo di eventi e commemorazioni. Inoltre, vogliamo ricordare l’apertura delle sedi di: • “Avalon” di Lealtà Azione, avvenuta l’8 settembre 2018. L’ambiente di provenienza degli esponenti di questo gruppo è il circuito hammerskin, nello specifico si fa riferimento alla Skinhouse di Bollate. • “La Gorgone” di Casapound, avvenuta il 17 novembre 2018. Casapound è nota per la sua auto definizione di “fascisti del terzo millennio”, ha tra i suoi obiettivi quello di candidarsi alle prossime elezioni europee, rimanendo di fatto la culla ideologica degli autori dei diversi episodi di violenza razzista avvenuti in giro per l’Italia.

Quando parliamo di fascismo non possiamo non sottolineare il suo diretto legame con il sistema economico capitalista, a cui è funzionale in quanto braccio armato a difesa degli interessi e dei privilegi della classe dominante. Il fascismo tende a emergere, storicamente parlando, in periodi di accentuata crisi economica. In passato, ha assunto le forme di una reazione violenta e repressiva, servita alla classe dominante per difendere i propri privilegi e interessi borghesi contro movimenti di lotta di classe. Oggi, il ruolo del neofascismo è per certi versi differente. Non trovandoci in presenza di forti movimenti di consapevolezza critica e dissenso – da parte degli sfruttati di tutto il mondo, che potrebbero mettere in pericolo gli interessi dei pochi che detengono le ricchezze – il neofascismo ricopre piuttosto un ruolo di prevenzione, contro una possibile insurrezione. Questo avviene tramite un processo di divisione degli sfruttati in auotoctoni e immigrati, che alimenta una guerra tra poveri funzionale unicamente al capitale e alla classe dominante. Ecco allora che, per alimentare questa guerra tra poveri, i movimenti neofascisti giocano le carte del sovranismo e del nazionalismo. L’attuale processo di fascistizzazione veicola il malcontento – dovuto alle condizioni economico-sociali di miseria – non contro chi sfrutta e opprime, bensì contro altri sfruttati e oppressi, “rei” unicamente di essere immigrati. Questa “guerra” non potranno che vincerla i padroni, abbassando ancora di più le condizioni di lavoro e di vita. Riteniamo che essere antifascisti non significhi solo contrapporsi all’ideologia fascista, ma combattere un modello sociale ed economico basato su disuguaglianza e sfruttamento. Per questo siamo fortemente convinti che la lotta contro il fascismo non possa prescindere da quella contro il sistema economico capitalista.

In un periodo storico in cui l’estrema destra, serva del capitale, vuole riappropriarsi del territorio e della nostra vita all’interno di esso, noi ci teniamo a ribadire che non abbiamo nessuna intenzione di dargli spazio.

30/04/19 dalle ore 17 – Piazza Mercato – Ingresso Parco Castello

LEGNANO ANTIFASCISTA