Ivrea – Presidio sotto il carcere

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Date(s) - 24 Mar, 2018
15:00 - 18:00

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Ivrea - Presidio sotto il carcere

Sono passati due anni dai fatti eclatanti del 2016 avvenuti nel carcere di Ivrea, dove un detenuto è quasi morto a causa dei violenti pestaggi da parte dei secondini e altri tre sono rimasti gravemente feriti. Da allora ad oggi poco è cambiato, a Ivrea come in molte altre carceri la violenza ai danni di chi si rifiuta di abbassare la testa è all’ordine del giorno. A Ivrea, come in molte altre carceri, si continua a morire, c’è chi si suicida, c’è chi sceglie di morire lentamente rassegnandosi alla sottomissione per mano dell’autorità, c’è chi viene pestato a morte ma poco cambia: sono tutti morti, ammazzati per mano dello stato.
L’obbiettivo che ci prefiggiamo non è quello di elemosinare dei contentini che “migliorino” la vita carceraria. Noi vogliamo la chiusura definitiva di ogni galera.
Chi sta dietro le sbarre ha a sua disposizione delle armi come le proteste, le rivolte e gli scioperi della fame.
Mentre da fuori si può armare la propria solidarietà e tramutarla in azione diretta contro le strutture del dominio ed i suoi luridi servi.
A malincuore ci ritroviamo ancora a dover parlare delle inumane condizioni che i detenuti sono costretti a vivere all’interno delle carceri.
Oggi in particolare delle condizioni del carcere di Ivrea in cui la vita quotidiana viene fortemente influenzata dalle decisioni dell’O.S.A.P.P. (sindacato di polizia penitenziaria) spesso con la copertura della direttrice Assuntina Di Rienzo.
Non è infatti un segreto (come testimoniato da vari ex detenuti) che i così detti “assistenti ” gestiscano questo carcere a propria discrezione con continui insulti e provocazioni nei confronti dei detenuti e verso il personale civile.
Dopo i fatti del 2016 viene aperta un’indagine interna nei confronti di 7 guardie responsabili del pestaggio che termina con un nulla di fatto e il reinserimento dei 7 senza ulteriori sanzioni.
Solo nell’anno 2016 sono stati presentati 13 esposti e 5 i fascicoli aperti contro ignoti per lesioni che sono rimasti nel cassetto di qualche merdosissimo tutore
della legge. In questo modo ci viene riconfermato l’atteggiamento omertoso e vigliacco del sindacato e della direzione, che negano i pestaggi avvenuti, nel mese di
ottobre, definendo l’intervento come esemplare e volto a riportare la calma per l’incolumità dei detenuti. Quando qualche giustizialista vuole avere i filmati della sicurezza, le merde si rifiutano di fornirgli il materiale video ripreso dalle loro telecamere sostenendo il mal funzionamento dell’impianto di videosorveglianza.
“Stranamente” la loro telecamera è funzionante solo per incriminare la violenza rivoluzionaria occultando la violenza dell’autorità alla quale la si contrappone. In
tal modo hanno la maniera migliore per confezionare una realtà distorta che mantenga la pace sociale e l’ordine borghese, sopprimendo sul nascere ogni forma di dissenso violento e recuperandone tutto il possibile in maniera da ricondurre gli scontenti sulla retta via del riformismo democratico. In quanto anarchicx non ci interessa condurre battaglie legali affidandoci alla giustizia borghese ma vogliamo incoraggiare la protesta, più o meno violenta, contro questo esistente putrido e fatiscente. In particolare contro una delle sue roccaforti: il carcere.
C’è chi alza la testa e reagisce, stufo dei soprusi quotidiani, attraverso semplici proteste spontanee pagandole care; venendo spesso minacciati e talvolta picchiati per essere costretti al silenzio, alla rassegnazione ed infine all’obbedienza. L’assistenza medica è arbitrariamente decisa dalle guardie, a tal punto che si rendono necessarie le proteste di tutta una sezione per condurre un detenuto in ospedale dopo giorni di malessere e svariate richieste di cure mediche. Le notifiche arrivano in ritardo e passano settimane per riuscire concordare le poche telefonate con l’esterno. Questo stato di cose prosegue ormai da molti anni. Per deviare l’attenzione dal pestaggio dell’ottobre 2016 avvenuto in risposta alle proteste esasperate di alcuni detenuti, la direzione ha inscenato una farsa raccapricciante insieme al comune. Attraverso delle ridicole iniziative buoniste, come la partita di calcetto tra detenuti e guardie o l’ampliamento dei giardinetti interni, vogliono provare a dare un immagine fittizia di Carcere “modello”, volta a preservarne l’apparenza e tentare contemporaneamente di delegittimare le ragioni che spingono i detenuti a rivoltarsi. Ma la realtà è composta da: condizioni igienico sanitarie scadenti, necessità di visite mediche ignorate, sopravvitto carissimo, cibo scadente, irregolarità nello svolgimento dei colloqui, posta censurata in entrata e in uscita (anche nei confronti di detenuti non sottoposti a regimi speciali), blocchi di pacchi e libri, decisi dalla guardia di turno senza criteri specifici e più generalmente un continuo clima di ostilità nei confronti dei detenuti creato dagli assistenti. In questi mesi
sono molte le proteste avvenute nelle carceri in Italia. Per quanto proposto come soluzione ai mali della società, il carcere è da sempre lo strumento utilizzato
dallo Stato per imprigionare tutte quelle persone scomode, non conformi alla logica dominante, o cresciute in contesti di povertà. Un rattoppo per arginare i problemi sociali prodotti dallo stato stesso e al contempo uno strumento per tutelare gli interessi dei potenti. Per questo non sogniamo un carcere pulito e bello, più democratico o rieducativo come tanto piace dire ai sinceri servidella democrazia. Sosteniamo la neccesità di DISTRUGGERE tali strutture in quanto parti fondanti della società pacificata e luoghi dove l’autorità esprime la sua massima potenza.
Per tutti questi motivi sabato 24 marzo alle 15:30
ci troveremo sotto le mura del carcere di Ivrea per un presidio contro le galere al fine di Rompere il muro del silenzio. vogliamo dare voce alle proteste portate avanti dai prigionieri e dalle prigioniere ed esprimere la nostra rabbia contro lo stato ed i suoi servi .
FUOCO ALLE GALERE E ad OGNI LUOGO DI RECLUSIONE UMANO ED ANIMALE.
COMPLICI E SOLIDALI CON I DETENUTI IN LOTTA E TUTTX X PRIGIONIERX ANARCHICX.

Volantini Distribuiti per la mobilitazione:

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