FUROR MANET – Appello per un manifesto solidale

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Date(s) - 1 Lug, 2018 - 31 Lug, 2018
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Pubblichiamo qui un manifesto di solidarietà nei confronti degli imputat* del processo “Scripta Manent”, giunto ormai alle sue battute finali.

In risposta ai tentativi degli inquirenti di classificare, utilizzare ai propri fini (per questa e future inchieste) i dibattiti teorici e pratici delle lotte anarchiche, isolare e reprimere, si è valutato importante fare uscire un manifesto che contribuisca a ribadire una presa di posizione collettiva di solidarietà nei confronti dei/delle compagn* inquisit* e di complicità alle varie pratiche che, da sempre, sono patrimonio delle esperienze di ostilità contro il Potere.

Il testo del manifesto è stato redatto e discusso tra var* anarchic* e, prima di essere dato alle stampe, viene qui proposto per essere firmato da quante più realtà e individualità lo sottoscrivano.

Per firmarlo, e per comunicare il numero di copie richieste, scrivete al seguente indirizzo mail,

entro il 31 luglio

manifestosolidale@canaglie.net

Alcun* anarchic*

A causa di un disguido tecnico la firma “Individualità anarchiche di Firenze e dintorni” non è stata stampata sul manifesto Furor manet. Ce ne scusiamo vivamente con i compagni e le compagne.
Cassa antirep alpi

Di seguito il testo del manifesto:

“FUROR MANET

Settembre 2016, l’operazione Scripta Manent, condotta dal PM torinese Sparagna, porta all’arresto di 8 tra compagni e compagne.

L’accusa principale è la costituzione di un’associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Assieme a questa vengono contestati diversi attacchi, tutti a firma FAI (federazione anarchica informale) e FAI/FRI (federazione anarchica informale fronte rivoluzionario internazionale). Ad oggi, cinque compagni ed una compagna sono ancora incarcerati, un’altra è agli arresti domiciliari, mentre nell’aula bunker di Torino il processo prosegue a ritmo serrato. Stuoli di questurini di varie città si alternano sul palco del tribunale con la pretesa di ricostruire la storia del contemporaneo movimento anarchico. L’inizio è collocato, come già visto innumerevoli volte, al tempo delle vicende del processo Marini, negli anni novanta. Da lì, lo scavare ossessivo e incessante nelle nostre vite, porta i voyeur di mestiere a sciorinare e distorcere ogni più banale o intimo dettaglio della quotidianità di molti/e di noi e delle nostre relazioni. Una rappresentazione patetica, meccanica, determinista che ci lascia indifferenti.

Nelle differenze individuali, nei confronti aspri e talvolta carichi di tensioni contrastanti, sta la storia del movimento anarchico, che è quella di ognuno di noi, con limiti e contraddizioni.

A questa storia appartengono le pratiche rivoluzionarie, alcune delle quali sono sul banco degli imputati oggi a Torino.

E in questo momento più che mai, sostenere le pratiche rivoluzionarie significa anche contrastare la repressione con cui lo Stato vorrebbe seppellire i/le compagni/e sotto anni di galera e annientare la storia del movimento anarchico.

Non un passo indietro

per l’anarchia.”