Firenze – SENZA TREGUA PER L’ANARCHIA presidio

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Date/Time
Date(s) - 20 Apr, 2019
16:00 - 23:30

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SENZA TREGUA PER L’ANARCHIA

AD APRILE VERRA’ PRONUNCIATA LA SENTENZA CONTRO * NOSTR* COMPAGN* INQUISIT* PER L’OPERAZIONE PANICO.
DISERTIAMO IL TRIBUNALE!

SABATO 20 APRILE
PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ A TUTT* * PRIGIONIER* ANARCHIC*

ORE 16 FIRENZE

A Firenze il 9 maggio ci sarà la sentenza di un processo che vede imputatx 28 compagnx accusatx di associazione a delinquere ed alcuni attacchi anonimi alle sedi fasciste. Tre di questi compagni, Paska Giova e Ghespe, già da tempo si trovano in carcere, ed oltre alle altre accuse sono imputati per trasporto, fabbricazione e detenzione di materiale esplodente e tentato omicidio, per il ferimento di un artificiere che armeggiò senza alcuna precauzione con un ordigno collocato davanti ad una sede fascista, la notte del 31 dicembre 2016. Per loro in carcere le provocazioni e le violenze non si sono risparmiate, in risposta all’attitudine conflittuale
mantenuta.
A Trento e Torino due operazioni repressive portano allo sgombero dell’Asilo Occupato e 12 arresti per cercare di stroncare le lotte che questi portano avanti. Dopo gli arresti e lo sgombero, si è scesx in strada per rispondere ai colpi della repressione e prendersi con forza spazi di espressione della propria rabbia. In quei giorni anche Scripta Manent, processo che mette sotto inchiesta più di vent’anni di storia dell’anarchismo si sta concludendo, con dure richieste di condanne. In tutti questi casi, continuano le intimidazioni e la repressione anche nei confronti di chi porta ed esprime la propria solidarietà alle pratiche ed alle individualità
anarchiche sotto processo ed in carcere.
I sogni e le pratiche, le possibilità e le realtà anarchiche sono la solita spina nel fianco. Lo stato, in Italia come altrove, cerca di spazzare via chi continua ad ostacolarne i progetti, per spianare la strada per una sua ulteriore svolta autoritaria.
Viviamo tempi in cui un numero sempre crescente di persone vive esperienze oppressive quotidiane, nelle sue forme razziste, patriarcali e totalitarie, ricattatx dal carcere, rischiando di essere rinchiusx in un CPR o deportatx, di morire sul lavoro, durante un T.S.O. o una retata, di non trovare i mezzi per separarsi da una relazione violenta, di vivere generi e sessualità non normati in condizioni marginalizzate, e molto altro. Secondo le logiche dello stato, per mantenere l’ordine e provvedere alla continua ristrutturazione dell’apparato tecno-industriale e coercitivo su larga scala, è necessario tra le altre cose, seppellire sotto anni di galera chi si batte da sempre contro i responsabili di tutto questo.
Nell’attuare il suo sistema di potere, lo stato deve isolare le pratiche di autodeterminazione, lotta, solidarietà e attacco, perché minano l’idea della necessità stessa della sua esistenza, della sua pretesa di totalità del controllo, perché ha bisogno di scongiurare la possibilità di autoorganizzarsi, così come la possibilità di riconoscere i propri reali nemici, perché non possa prendere forma una guerra sociale per la sovversione di questo sistema di dominio così come quella di prendervi parte. Cerca di arginare una conflittualità anti-sociale che nonsi rassegna al riaffermarsi dei gruppi fascisti tollerati dalla società alienata, né all’imposizione di
un modello securitario tecnologico e militare a difesa delle città-vetrina. Cerca di rappresentare l’esistenza e l’agire di chi è sotto accusa per le pratiche di attacco e di chi le supporta in modo da invisibilizzarne i motivi.
Il nostro vissuto e le nostre pratiche ci appartengono, come le nostre differenze e tensioni. Sono parte della nostra storia ed esperienza, non una debolezza ma una potenzialità.
Non ci vedranno nel loro teatrino, non staremo alle loro scadenze, ma sapremo darci tempi e modi. Non penderemo dalle labbra di una sentenza già scritta, né di un garantismo democratico con cui oggi si schiacciano le vite di chi non ha alcun posto in questa porzione di mondo, che fortifica sempre più il suo benessere e i suoi privilegi.
A Firenze il 20 aprile continueremo a stare in una città dove da sempre la critica anarchica è stata presente per continuare a ribadire che non possono cancellarci e per rivendicare come nostre le pratiche di attacco e la solidarietà a tuttx
x anarchicx prigionierx e inquisitx.
Fuoco alle galere , l iberx tuttx !

SABATO 20 APRILE
PRESIDIO DI SOLIDARIETA’
ORE 16 p.zza dell’ Unita’
Zona santa maria novella
FIRENZE

Individualità anarchiche

Qui il link al pdf del volantino