Faenza – Dibattito sulle rivolte in Cile e in solidarietà ai prigionierx rivoltosx

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Date/Time
Date(s) - 15 Nov, 2019
18:00 - 21:15

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VENERDI 15 NOVEMBRE 2019 al csa Capolinea – via volta, 9 – Faenza (RA)

_dalle ore 18_

PROIEZIONE CORTOMETRAGGI SULLA RECENTE RIVOLTA IN CILE

a seguire DIBATTITO e AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE DEX PRIGIONIERX
ANARCHICX CILENX CON LA _RETE INTERNAZIONALISTA PRIGIONIERX POLITICX._

_ore 21_

cena vegan e abbeveramenti benefit prigionierx cilenx.

*****

In seguito ai recenti avvenimenti nel territorio dominato dallo Stato
Cileno, vista la grande forza del fuoco che ancora una volta si dispiega
dall’orda incontrollabile della rivolta, ci riuniamo per dibattere e
aggiornarci sull’insurrezione che, è ovvio, ci riguarda, come ogni
angolo della terra.

Non vogliamo dimenticare tuttx x prigionierx rivoltosx che, anche da
dentro al carcere, continuano a lottare senza abbassare la testa e senza
scendere a compromessi con il potere. Alcuni di questi compagni,
attualmente detenuti nel carcere di alta
sicurezza di Santiago, e giunti ormai a fine pena, rischiano di vedersi
allungare i termini a causa del DL 321 del febbraio 2019, una legge
retroattiva che rivede il calcolo dei giorni di condizionale. Parleremo
della situazione dex prigionierx rivoltosx e delle conseguenze di questa
ulteriore legge repressiva con compagnx della Rete Internazionalista
Prigionierx Politicx, con uno sguardo alle recenti giornate di rivolta.

Molti degli obiettivi colpiti in questi giorni in Cile sono gli stessi
che in nome del benessere di alcunx, sotto la bandiera di un liberalismo
meritocratico e di un ecologismo ipocrita, perpetrano disuguaglianze,
devastano foreste e fiumi, fanno reprimere, scacciare e pestare, se non
uccidere chi si oppone a tutto questo.
Ci fa riflettere la bellezza devastatrice che al grido di _”evasiòn ya”_
preferisce bruciare metro e autobus piuttosto che scendere a compromessi
con uno Stato che si nutre della miseria di tantx svendendo la loro
esistenza a colossi industriali ed energetici europei e statunitensi.
Ci fanno riflettere i 12 piani del palazzo di Enel in fiamme. Proprio
quell’Enel, che da decenni sta sventrando i fiumi (con conseguenze
sull’ambiente circostante devastanti) in Cile (e non solo) per produrre
energia elettrica che va a nutrire principalmente l’industria
estrattiva.

Una calorosa vendetta per tutti i mapuche che lottano, per tuttx x
rivoltosx uccisx o arrestatx.
“Fino a quando esisterà miseria ci sarà ribellione!”
Gli obiettivi di certo non mancano…