Salonicco – dichiarazione di Dimitris Chatzivasileiadis

Avviso informativo
da Dimitris Chatzivasileiadis

17/08/2021 2:19 pm
Notizie locali

Dichiarazione informativa:

Da ottobre 2019, a seguito del mio ferimento accidentale durante l’esproprio di un’agenzia del casinò statale a Cholargos (Atene), sono rimasto in fuga dalla rete di controllo repressivo preventivo e criminale. Un effetto collaterale del mio infortunio è stata la scoperta di una serie di strumenti di resistenza illegali e la divulgazione del mio legame con l’organizzazione di guerriglia Organizzazione di Autodifesa Rivoluzionaria [Οργανισμός Επαναστατικής Αυτοάμυνας, OEA]. Essendo latitante, ho reso pubblica la mia responsabilità politica per la prevista ricostruzione della guerriglia, con l’esempio dell’Organizzazione di Autodifesa Rivoluzionaria come punto di partenza. Ribaltando la condizione di isolamento politico di coloro che sfuggono alle convenzioni ricattatorie ricercate e impiegate dallo Stato (qualunque esso sia), ho partecipato al massimo possibile al dialogo pubblico del movimento, con un occhio allo sviluppo della lotta di classe rivoluzionaria. Il periodo della clandestinità è stato un tentativo transitorio di riposizionarmi nello spazio socio-politico globale della resistenza, per fuggire in avanti. Nel primo anno, non si è raggiunta la rottura delle barriere radicate. Sono rimasto intrappolato in un isolamento legato ai vicoli ciechi collettivi del movimento greco.

Lunedì 9 agosto ho tentato l’esproprio del fondo di una banca a Pefka, Salonicco. Mentre lasciavo la zona alla guida di un’automobile, dopo essermi precedentemente mosso in moto, sono stato bloccato e arrestato da mercenari di Stato in uniforme, che si erano mobilitati per localizzare e catturare l’autore della rapina. Il mio arresto non è nemmeno lontanamente collegato alla mia precedente caccia da parte degli apparati speciali anti-guerriglia e, più in generale, da parte della polizia e della sorveglianza digitale. Finché non ho dichiarato il mio nome, non sapevano chi avevano arrestato.

Inizialmente sono stato detenuto nella sede della polizia di Salonicco (AMETH), nel centro di detenzione per rifiuti, insieme agli altri prigionieri sociali. Ora mi trovo nell’ala sotterranea della prigione femminile di Korydallos, che è stata costruita due decenni fa appositamente per i prigionieri politici delle operazioni di repressione contro la 17 Novembre [Επαναστατική Οργάνωση 17 Νοέμβρη, 17N] e Lotta Popolare Rivoluzionaria [Επαναστατικός Λαϊκός Αγώνας, ΕΛΑ] e dove sono passati i prigionieri dell’organizzazione Lotta Rivoluzionaria [Επαναστατικού Αγώνα, EA] e gli altri prigionieri politici collegati al primo processo contro questa organizzazione. I prigionieri politici Dinos Giagtzoglou, Christodoulos Xiros e Savvas Xiros sono attualmente nella stessa ala sotterranea. Così ho iniziato a scontare la pena (16 anni) relativa all’indagine sull’esproprio a Cholargos e sull’Organizzazione di Autodifesa Rivoluzionaria, condanna che mi è stata comminata in contumacia dal tribunale nel mese di aprile.

La nuova indagine, per il momento, si riferisce esclusivamente all’esproprio della banca e, ad eccezione di un punto di dubbia concettualizzazione (l’accusa di “violenza con armi da fuoco”), assegna accuse che, secondo i codici ideologici del diritto dell’ordine borghese, corrispondono anzitutto agli atti di cui mi sono reso responsabile (l’espropriazione della banca, l’esibizione di un’arma, l’appropriazione temporanea e potenzialmente risarcibile di due veicoli privati come mezzi necessari per l’esproprio della banca e il rifiuto di farmi fotografare durante la fase pre-processuale, così come rifiuto di acconsentire al regime persecutorio da Far West delle taglie mediatiche). Anche se non si possono nascondere né le sconfitte tattiche con le loro gravi conseguenze personali, né il loro retroscena collettivo e personale, e anche se ho giudicato che un processo pubblico per questo particolare esproprio in banca sarebbe di scarsa importanza come campo di battaglia politico, non riconosco il diritto al di fuori di ciò che è storicamente: la regola di subordinazione alla sovranità idealizzata di classe. Per una difesa politica di ognuna delle mie azioni e di tutte queste in termini di classe e culturali, i compagni possono fare riferimento alle centinaia di pagine che ho scritto nell’ultimo anno e mezzo. Spero di poter pubblicare presto un resoconto politico degli ultimi sviluppi.

Con l’insorgenza proletaria nel cuore, l’anarchia nella mente, il comunismo libertario nella pratica e l’autogestione sociale nel programma, confermo la mia presenza dove un nuovo mondo libero è in gestazione.

Dimitris Chatzivasileiadis