Solidarietà al prigioniero Andreas Krebs

Rilanciamo la solidarietà nei confronti di Andreas Krebs, che sta affrontando una carcerazione molto problematica, anche perché gravemente malato, nel carcere di Secondigliano (Na). La sua situazione ci è stata segnalata da un compa anarchico prigioniero che ha condiviso un periodo di carcerazione in Germania con Andreas, e abbiamo intrapreso con lui una corrispondenza (Andreas parla e legge bene l’italiano ma ha qualche difficoltà con la scrittura).
Le sue condizioni di salute, rispetto al riassunto piuttosto datato che riproduciamo da un blog in sua solidarietà, si sono ulteriormente aggravate e il suo avvocato ci ha confermato che il tribunale di Napoli ha ripetutamente rifiutato di accogliere le istanze fatte dal suo difensore fino al settembre dello scorso anno, istanze che chiedevano il riconoscimento dell’incompatibilità del suo stato di salute con la detenzione carceraria. Intanto Andreas attende da più di un anno un intervento di biopsia che era stato disposto con urgenza.
Andreas ha assoluto bisogno di solidarietà dall’esterno!

Contro tutte le galere!
A fianco di chi lotta!

Cassa AntiRep delle Alpi occidentali

SOLIDARIETÀ CON ANDREAS KREBS
UN RIASSUNTO (SITUAZIONE FINO A LUGLIO 2019)

Il nostro amico e compagno Andreas è attualmente detenuto a Napoli. Dal momento della sua detenzione in Germania, Andreas si è fatto conoscere come un prigioniero ribelle. Nell’aprile 2019 è stato condannato in Italia a 24 anni di carcere. Inoltre, a Andreas è stato recentemente diagnosticato un tumore al rene. La sua salute si sta deteriorando e temiamo per la sua vita. In realtà, avrebbe dovuto subire un intervento chirurgico già qualche mese fa, ma le autorità italiane si rifiutano di trasferirlo in ospedale.

Andreas era rimasto per anni nella macchina giudiziaria tedesca ed era stato in prigione per un totale di 16 anni. È un prigioniero ribelle, ha partecipato alla costruzione del sindacato dei prigionieri (GGBO) dietro le sbarre, fece scioperi della fame diverse volte contro le condizioni carcerarie e partecipò anche a uno sciopero della fame in solidarietà ai prigionieri in Grecia. Ad oggi pubblica ripetutamente testi contro la società carceraria, in cui descrive la vita quotidiana in cattività.
Nell’autunno 2014, dopo la sua liberazione, incontrò la sua attuale moglie Jutta. Entrambi decisero di trascorrere un tranquillo ritiro nel sud Italia. Alla fine di dicembre 2016 ha avuto uno scontro con il suo ex datore di lavoro, che aggredì e cercò di strangolare Andreas. Andreas lo colpì per autodifesa con un temperino. Purtroppo, la vittima morì in ospedale tre giorni dopo in circostanze misteriose, sebbene fosse stato detto che sarebbe sopravvissuto.
Ciò che seguì fu una caccia senza precedenti contro Andreas e Jutta. Jutta ricevette minacce di morte tramite Facebook mentre nella prigione di Santa Maria Capua Vetere Andreas fu maltrattato e torturato dai familiari del defunto, che stanno ancora lavorando in quella prigione. Dopo che il video di sorveglianza confermó la dichiarazione di Andreas di essersi difeso, dopo diversi giorni venne messo in custodia agli arresti domiciliari. Lì erano esposti a continue “visite” da parte della polizia e odio da parte di gran parte della popolazione. La famiglia della vittima assediava la loro casa, così che Andreas e Jutta non poterono uscire per settimane. Alla fine si sentirono costretti a fuggire e tornarono in Germania, dove Andreas fu arrestato meno di sei mesi dopo, nel settembre 2017, sulla base di un mandato di arresto europeo con l’aiuto dell’unità antiterrorismo della polizia tedesca.
Nel dicembre 2017, fu poi trasferito in maniera del tutto inaspettata nel carcere di Burg dai poliziotti con il volto coperto di un’altra squadra di polizia anti-terrorismo. Andreas ha ripetutamente scritto lettere in merito alle condizioni intollerabili nelle prigioni di Volkstädt e Burg. Nell’aprile 2018, Andreas fu consegnato alla custodia per l’estradizione nel carcere di Moabit a Berlino, per essere infine consegnato nel maggio 2018 come cittadino tedesco in Italia.
Da allora Andreas è nel carcere di Secondigliano, una delle più grandi prigioni di alta sicurezza di Napoli. Dal 30 maggio 2018 il processo contro di lui fu condotto lì. Nel novembre 2018 si sono svolte alcune date di udienza, alle quali ha partecipato anche la moglie di Andreas. In tribunale, i parenti della vittima cercavano di aggredire Jutta e la minacciavano di nuovo in modo massiccio.
Il 1° aprile 2019, il processo si è concluso in prima istanza con una sentenza per omicidio intenzionale a 24 anni di reclusione. Andreas era già visibilmente fisicamente e mentalmente segnato dalle condizioni di detenzione nelle carceri di Volkstedt, Burg e, più recentemente, a Berlino-Moabit. Lo stato critico di salute di Andreas fu sistematicamente ignorato e negato. Gli sono stati ripetutamente rifiutati i farmaci, gli accertamenti clinici e le operazioni. Inoltre, le sue condizioni di detenzione si sono aggravate, da quando la polizia tedesca gli ha falsamente addebitato di avere uno stretto rapporto con gli ex membri della RAF.
In Italia, la salute di Andreas non è migliorata affatto. Al contrario: ad Andreas è stato recentemente diagnosticato un tumore al rene. Nelle ultime settimane ha dovuto far fronte a insufficienza renale acuta. Soffre di ritenzione idrica molto pesante in tutto il corpo, specialmente nelle gambe e, a volte, non riesce più a camminare. Gli viene comunque rifiutato un trasferimento in ospedale e un’operazione, necessari da mesi e promessi anche dalla direzione della prigione. Andreas è ribelle come al solito, è impegnato con altri detenuti e riferisce ripetutamente sulla violenta vita quotidiana nel carcere di Secondigliano, l’arbitrarietà delle guardie, l’incuria e la fornitura insufficiente di tutti i prigionieri e il razzismo contro i prigionieri africani.

Andreas è felice per il supporto di ogni tipo!

Per contributi economici (medicine e cibo decente sono a suo carico):

Ricevente:   Krebs
IBAN:        DE 90 1005 0000 1067 1474 26
BIC:         BELADE BEXXX
Causale:     Spende/Andreas Krebs

Scrivi ad Andreas in carcere (anche solo una cartolina può rompere l’isolamento). Puoi anche inviare libri, giornali, riviste o carta colorata (è molto interessato alle motociclette e ad argomenti filosofici).

Andreas Krebs
c.c. Secondigliano
Via Roma Verso Scampia, 250
80144 Napoli

Per info e aggiornamenti
https://andreaskrebs.blackblogs.org/
(in tedesco)

Libertà per tutti i prigionieri! Abbasso tutte le prigioni!
Libertà per Andreas Krebs!