Etica cercasi – ovvero – una favoletta avvolte anarchica

riceviamo e diffondiamo:

Sono passati quasi due anni e mezzo dal giorno in cui avete voluto, dopo soli 19 giorni di prigione – dico – 19 giorni, depositare una dichiarazione in sede di riesame, era il 26/2/19.
Ai tempi venuto a conoscenza della vostra decisione, scoramento e rabbia riaffiorarono come quando si palesarono testi intitolati “i puntini sulle i” e “i burabacio”.
Mi chiedo e vi chiedo: vi dichiarate anarchicx, rivoluzionarx, praticate nel quotidiano la conflittualità nei quartieri, vivete o frequentate posti occupati, organizzate o andate a presidi sotto le carceri, cpr, ai benefit; ma di cosa parlate in quei momenti?!
Di aria fritta evidentemente se ancora non avete capito quando stare zitti o che tipo di dichiarazione lasciare.
Tutto lascia intendere che si partecipi solo per stare bene con la propria coscienza e timbrare il cartellino.
La vostra dichiarazione data in mano al PM è l’ennesima prova, se ancora qualche stoltx anarchicx non l’avesse capito, che siamo noi stessi anarchicx a dari gli spunti ai PM per creare quella famosa differenziazione
tra buonx e cattivx, tra sociali e insurrezionalistx.
Poi, dopo poco tempo, sono venuto a conoscenza, ed ho letto, del testo di “abiura” scritta da alcuni di voi….
più la leggevo e più sentivo lo stridulio dei vostri polpastrelli che tentavano la presa sugli specchi.
Lo ammetto, il tempo che è passato dalla vostra vicenda aveva diluito la rabbia nei vostri confronti, però non dimenticando mai ciò che era successo, adesso leggo “una favoletta immorale” di Anna e la rabbia è rimontata.
Quindi eccomi qua a distanza di anni e di un silenzio assordante, di cui sono stato stupidamente complice, a scrivere queste righe di getto, con la sintassi non pervenuta, orrori ortografici ma cognizione di causa e
amarezza.
La rabbia è dovuta al fatto che voi ve ne possiate andare in giro, dopo quello che avete scritto e creato, a prendere pacche sulle spalle, sorrisi, prendete parola alle assemblee, andate ai presidi con gente che vi fa da
scudo casomai qualcunx più incazzatx di me volesse dirvi due paroline bene assestate. E’ palese che voi i/le prigionierx anarchicx non li considerate proprio, perché se così non fosse li prendereste d’esempio e adesso non saremmo qua, dopo due anni e mezzo, a parlare ancora di voi.
Compagnx che hanno anni e anni sul groppone e nonostante ciò affrontano la prigionia a testa alta e con una dignità alla quale voi in quei giorni di galera non vi siete neanche lontanamente avvicinati a causa del vostro
gesto.
Riescono ad essere più presenti e importanti loro rinchiusi in quattro mura che voi che sembra facciate gli anarchicx di professione.
Con i loro scritti, di lucidità unica, gettano luce su un “movimento” anarchico, di cui faccio parte anch’io, che ha quasi smarrito il vero senso dell’etica.
Si ha perfino timore a parlare, anche aspramente, con i/le proprx compagnx per paura di interrompere la relazione amicale; mi domando che amici si è se non si fanno notare gli errori alle persone che vogliamo bene.
Con questo non voglio dire che è colpa vostra se i/le compagnx sono in carcere e non voglio nemmeno dire che vorrei vedere voi in cella, sia chiaro.
E nemmeno che nei vostri confronti bisognava adottare dell’ostracismo, ma farvi capire – anche duramente – che dovevate avere la dignità di chiedere scusa pubblicamente e ritrattare ciò che avevate consegnato e non scrivere una supercazzola lunga non so quanto con metodi da hacker firmata da tre dei sette arrestati….forse qualcunx di voi in questi due anni e mezzo è rinsavitx ma io pubblicamente non ho letto niente.
L’anarchia non deve piacere a tuttx e non è per tuttx, in questi due secoli non abbiamo solo affisso manifesti, fatto volantinaggio, picchetti o raccolto soldi per chi era in carcere; abbiamo assassinato re e sbirri,
abbiamo messo bombe, spedito pacchi bomba, rapinato banche, abbiamo terrorizzato ricchi e governati cancro dell’umanità.
Con la speranza che queste righe possano contribuire ad un eventuale dibattito e a far diventare più ferrea l’etica anarchica, per fare in modo di non trovarci un domani con altri “puntini sulle i”, altri “burabacio” o
altre sconsiderate dichiarazioni depositate.

Un anarchico