Anarcoqueer – nuovo sito, nuove zines e nuova collana antitecnologia

Il sito anarcoqueer si è spostato su noblogs. Il nuovo indirizzo, su cui trovate anche le nuove pubblicazioni è:

https://anarcoqueer.noblogs.org/

Il vecchio sito su wordpress rimarrà come archivio storico ma non verrà più aggiornato.

E’ stata inaugurata una nuova collana di opuscoli di critica alla tecnoscienza: “Quaderni contro la megamacchina”, ospitata su anarcoqueer.

Questi i primi tre titoli disponibili:

1.  JACQUES ELLUL “Riflessioni sull’ambivalenza del progresso tecnico”
2.  CHELLIS GLENDINNING “La tecnologia, il trauma, il selvaggio”
3.  RADICAL INTERFERENCE “Un mondo-prigione più smart?”

Li potete scaricare da:
https://anarcoqueer.noblogs.org/quaderni-contro-la-megamacchina-una-nuova-collana-di-opuscoli-di-critica-nei-confronti-della-tecnoscienza-ospitata-da-anarcoqueer/

A seguire una carrellata degli ultimi opuscoli anarcoqueer:

# Lavoro sessuale tra capitalismo, stato e patriarcato. Forme di repressione e pratiche di ribellione

La scrittura di questo opuscolo nasce dalla necessità di colmare la mancanza di materiale, riflessioni, e traduzioni in lingua italiana che affrontino il tema del lavoro sessuale da un punto di vista anarchico e
non riformista/legalitario. Questo testo vuole essere da un lato una critica al sistema etero-cis-patriarcale, razzista, classista, capitalista che produce e perpetua le diverse forme di oppressione, repressione e stigma nei confronti di chi per diverse motivazioni pratica lavoro sessuale, e dall’altro una manifestazione di solidarietà
verso le/x sex worker che a fronte delle logiche del dominio che le/x vorrebbe vittime passive, reagiscono e agiscono anche violentemente a esse, individualmente o in gruppo: superando i confini creati e imposti
dalle politiche migratorie, ribellandosi al controllo di sbirri, militari e istituzioni, rapinando i clienti e organizzandosi per resistere.

# Transmisoginia: chi vince?

E’ difficile riconoscere che l’assegnazione e la categorizzazione sono processi che gli uomini hanno creato per rendere il mondo intelligibile.
Se decidiamo che esistono solo due categorie, allora è più semplice organizzare il mondo e attribuire a ciascuna categoria sentimenti, emozioni e modi di essere. E questi sono quello che etichettiamo come “genere”. Per il modo in cui organizza le nostre esistenze, il genere può avere conseguenze di vita o di morte. Si pensi ad esempio a come vengono tenute d’occhio le persone che non si adeguano e conformano al sesso che è stato loro assegnato. Donne mascoline. Uomini effeminati.
Uomini e donne transgender, persone dal genere non binario, persone non conformi al genere. La gente muore ogni giorno perché sfida, sovverte e minaccia il copione della dualità di genere. E quando le femministe
adottano una comprensione binaria del genere e l’idea ontologica che la biologia sia un destino, mettono a rischio le donne transessuali.
Stabilire una relazione ostile tra donne transessuali e cissessuali è solamente una distrazione dalla possibilità di identificare le cause alla base dei meccanismi sociali che mettono a rischio la vita di tutte le donne. Chi vince questa partita? Quali vite sono in gioco mentre si pensa a dividere le donne vere da quelle finte?

# Craving for a reason. Requiem ribelle per Valerie Solanas

Una storia a fumetti ispirata alla vita ribelle di Valerie Solanas.
“In che modo Solanas era sovversiva, oltreché pazza? Quali erano le sue rivendicazioni anormali? Nel suo SCUM Manifesto (letteralmente Manifesto Feccia) sognava un esercito dei margini pronto a procedere in maniera svelta e spedita oltre ciò che la società che conosciamo ha da offrire:
un esercito femminile, composto da donne irriverenti e radicali e da uomini trasformatisi oltre i confini della mascolinità, letteralmente femministizzati. Un esercito di tutte quelle soggettività estreme ma acute e caparbie che costituivano la feccia del bel pensiero”.

# Female keep separate. Le prigioni, il genere e la violenza dell’inclusione

Una critica alle politiche liberali di inclusività delle persone trans basate sull’auto-identificazione di genere nelle carceri canadesi, a partire dall’esperienza vissuta di una persona trans in carcere. Per continuare a lottare per un mondo senza prigioni e senza violenza di genere.

# Il tempo dei roghi

Una piccola ma articolata sintesi di alcune delle ragioni storiche che portarono alla così detta “caccia alle streghe”. In apertura l’autrice si domanda non tanto il perché della caccia alle streghe ma piuttosto
perché si sia dispiegata proprio in quel preciso momento storico. Così ci conduce nei secoli XVI e XVII, i secoli della grande trasformazione, che seguono la scoperta del nuovo mondo e la riforma protestante, i secoli dell’affermazione dello stato nazione e della nascita del capitalismo industriale. E’ a partire dalla condizione delle donne dei villaggi rurali, depositarie delle conoscenze legate alle erbe e ai gesti terapeutici così come ai rituali e alle credenze precristiane, che si costruisce il ritratto della strega. Una costruzione messa a punto
dal potere, per accusare, processare e in molti casi eliminare tutte queste pratiche, non passibili di integrazione, descritte come segni evidenti dell’incarnazione del male.

# Il privilegio del tempo

“Quest’opuscolo tratta di un’aggressione sessuale e tutto il processoche vi ha ruotato attorno [..]. Il testo è frutto di una riflessione personale prima, iniziata dopo aver vissuto un’aggressione che mi ha vista obbligata a renderla pubblica, e di una riflessione collettiva poi, condivisa con vari gruppi di donne che sono passate per situazioni simili. Quella che è iniziata come una riflessione sul tempo speso e il costo emozionale che implica la gestione di un’aggressione, si è trasformata in una critica molto più ampia al movimento, ancora troppo
mascolino, e alle dinamiche che in esso si generano”

Buona lettura!
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Per info: fuckgender@riseup.net