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Agitazione e propaganda in solidarietà con i prigionieri e le prigioniere sovversivi, anarchici e della rivolta in sciopero della fame

da malacoda

Agitazione e propaganda in solidarietà con i prigionieri e le prigioniere sovversivi, anarchici e della rivolta in sciopero della fame

Il 22 marzo 2021 i/le compagni/e Mónica Caballero, Francisco Solar, Joaquin García, Juan Flores, Marcelo Villaroel, Pablo Bahamondes, Jose Ignacio Duran, Tomas Gonzales e Gonzalo Farias, hanno iniziato uno sciopero della fame in diverse carceri della regione metropolitana di Santiago (Carcere di Alta Sicurezza, Carcere per la detenzione preventiva di San Miguel, sezione di massima sicurezza del CAS e Santiago 1) in solidarietà con i/le prigionieri/e sovversivi/e aventi condanne di lunga durata e per l’abrogazione dell’articolo 9 e il ripristino dell’articolo 1 del decreto legge 321.

La solidarietà con coloro che lottano contro il potere e per coloro che permangono in condizioni di confinamento e isolamento è immediata. Oggi, le politiche e le imposizioni giuridiche che lo Stato esercita direttamente contro la popolazione carcerata sono espressioni dannose di una strategia che cerca continuamente di limitare, ulteriormente, le possibilità di libertà per coloro che si trovano imprigionati/e. Le modifiche alle leggi, le nuove facoltà amministrative attribuite al corpo repressivo della gendarmeria e il contesto “sanitario” in cui viviamo hanno aggravato il panorama della complessa realtà carceraria, rendendo impossibile le visite di familiari e amici, proprio mentre in una palese persecuzione politica si vanno ad estendere le pene di migliaia di reclusi/e.

II

Oggi – in questo continuum di resistenza intra-carceraria – i/le nostri/e compagni/e hanno deciso di radicalizzare le loro lotte in irriducibile solidarietà con coloro la cui persecuzione è stata una costante repressiva durante le proprie traiettorie rivoluzionarie; traiettorie che non hanno abbandonato, che ieri come oggi hanno riaffermato costantemente nelle loro posizioni di vita contro il potere, e che oggi assumono con dignità dal tortuoso isolamento, rivendicando la libertà per tutti/e i/le prigionieri/e sul piede di guerra.

Oggi, i/le compagni/e sono solidali con esperienze differenti, generazioni diverse, intraprendendo collettivamente uno sciopero della fame con le rischiose conseguenze che questo può avere, determinati/e ad intensificare una lotta che non è mai stata abbandonata e per la quale non cesseremo mai di sentirci complici e orgogliosi/e. Il quadro complesso e a volte incerto che può comportare uno sciopero della fame non è che un costante richiamo alla complicità, una chiamata all’azione nelle sue molteplici forme. La solidarietà non deve mai silenziarsi, anche se cercano di metterla a tacere con la normalità o rinchiuderla con le loro misure repressive; per quanto la solidarietà sia attaccata, non dobbiamo mai tacere, tanto meno restare indifferenti ai/lle nostri/e compagni/e, perché dalla sovversione, dall’anarchia e dalla rivolta ci riuniamo per la libertà immediata di ognuno/a di noi.

III

Ecco spiegato perché, due giorni dopo l’inizio dello sciopero della fame, ci siamo coordinati/e per l’agitazione, questa volta, con la propaganda. In varie stazioni della metropolitana e angoli di Santiago abbiamo fatto ricorso a volantini e striscioni in solidarietà con i/le nostri/e compagni/e (alcuni di questi interventi vengono elencati qui, altri no). Tra le 8:00 e le 9:00 del mattino le stazioni interessate erano:

Linea 1: Pedro de Valdivia (volantinaggio), Santa Lucia (volantinaggio) e San Alberto Hurtado (volantinaggio e affissione di uno striscione all’interno della metropolitana).
Linea 2: Rondizzoni e Parque O’Higgins (volantinaggi in prossimità delle stazioni).
Linea 3: Los libertadores (volantinaggio).
Linea 4: Sotero del rio e Elisa Correa (volantinaggi in prossimità delle stazioni)
Linea 5: Cumming (blocco del traffico della metropolitana, affissione di uno striscione e volantinaggio).
Linea 6: Stadio Nazionale (volantinaggio e striscione).

IV

Esortiamo a moltiplicare queste o altre iniziative, ad essere creativi, e soprattutto a non abbandonare le azioni. Uno sciopero della fame non può sostenersi da solo o generare autonomamente le conseguenze desiderate, senza la necessaria solidarietà dall’esterno queste espressioni di resistenza corrono il rischio di essere rese invisibili e rapidamente interrotte. È nostra responsabilità trasformare le parole rivoluzionarie in gesti rivoluzionari, fare di questa mobilitazione una viva esperienza di conflitto; che il tempo non ci inganni, perché la lotta sta già avvenendo in ogni momento e siamo noi coloro che possono soffiare ulteriormente la fiamma che si propaga. Ancora una volta ci si presenta uno scenario complesso; anche se opporsi al sistema carcerario non è mai stato facile, oggi il contesto ci impegna ad essere più preparati/e, più attenti/e e disposti/e a correre maggiori rischi. Proprio come i/le nostri/e compagni/e in sciopero della fame, sono i nostri corpi e le nostre convinzioni ad affilarsi contro il potere.

In solidarietà con i/le prigionieri/e in sciopero della fame! I/le prigionieri/e sovversivi/e, anarchici/e e della rivolta!

Solidarietà e complicità con i prigionieri sul piede di guerra!
Moltiplicare ogni gesto contro il potere!
Cessazione della modifica del decreto legge 321!
Per la scarcerazione dei/lle prigionieri/e con condanne di lunga durata!
Fine dell’isolamento, per il ritorno dei colloqui!

Gruppo di Azione e Solidarietà, marzo 2021

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