Sulle cariche alla TAZ di Monte Moro

riceviamo e diffondiamo:

SIAMO I FOLLI DEL MONTE MORO

Quelli che avete chiamato incoscienti, vandali o portatori di covid, come se non bastasse una giornata sui mezzi pubblici, a farci incontrare 250 potenziali infetti, quasi sempre accalcati come bestie da macello. Pare che il virus dorma nei giorni lavorativi, per alcuni anche di notte e cominci a vivere nei momenti di gioia e di condivisione.

Beh, noi (coscienti dell’esistenza e delle conseguenze del virus) non ci crediamo e comunque meglio morire felici, piuttosto che non vivere affatto. Chi siamo e cosa è successo su quel monte?

Siamo una crew, una tribe, ma noi preferiamo chiamarci famiglia, una famiglia nata da fratelli e sorelle conosciuti per strada, che diventa più grande ogni volta che le cose si complicano, come quella notte. Dopo solo poche ore dal nostro arrivo, le guardie sono arrivate con gli scudi alzati ed agitando i manganelli su chi ballava, creando il panico che ha rischiato di far ammazzare chi è fuggito con la coda tra le gambe, rendendo difficile difendere il sound ed inutile lo scontro. Una resistenza passiva ha fatto in modo che si potesse andare avanti, grazie ai più coraggiosi nonostante le continue intimidazioni dei celerini. Alle 5 la musica si è spenta per evitare un’ inutile massacro, il sound era ancora montato fino alle 7, siamo rimasti in minoranza, per questo abbiamo deciso di smontare, a patto che si levassero di mezzo.

Sono rimasti sulla strada, ma finalmente si respirava un po’ di tranquillità. Vogliamo ringraziare chi è rimasto fino alla fine dimostrando che la TAZ (Zona Temporaneamente Autonoma), non è solo festa, ma è innanzitutto una forma di protesta.

La chiamiamo famiglia, perché unita per divertirsi e per sfogarsi, ma anche lottare proteggendosi gli uni con le altre.

La TAZ è un’azione illegale, non solo per chi monta, ma anche per chi la attraversa, ed è quindi responsabilità di ogni individuo difenderla. NON FUGGIRE, R-ESISTI!