La solidarietà non è solo parola scritta. Bilancio repressivo contro gli anarchici nello stato spagnolo

La solidarietà non è solo parola scritta. Bilancio repressivo contro gli anarchici nello stato spagnolo

Indice

Introduzione – Che la solidarietà non sia solo parola scritta……………………………………. 4

Appunti su come affrontiamo (e come affrontare) la repressione………………………………6

Caso Bankia: solidarietà, bancomat in fiamme e repressione…………………………………..16

Operazione Arca, G20 e le rapine di Aachen………………………………………………………….18

Occupazione, resistenza e azione diretta nel quartiere di Grácia: bilancio repressivo…23

Lo stato di diritto – Nel labirinto della prigione di Gabriel Pombo Da Silva……………….26

Se deve bruciare, che bruci……………………………………………………………………………………37

Indirizzi di interesse…………………………………………………………………………………………….39

Tutto il ricavato sarà destinato allx compagnx incarceratx per gli scontri a seguito dell’arresto di Pablo Hasél. Per fare degli ordini potete scrivere a  localanarquistamotin@riseup.net

Introduzione. Che la solidarietà non sia solo parola scritta

Il bilancio repressivo delle proteste che sono scoppiate a partire dall’arresto di Pablo Hasél, che in Cataluña, e più precisamente a Barcelona, hanno raggiunto il livello di una piccola rivolta o uno scoppio di grande impatto che ha portato con sé varie giornate consecutive di scontri in diversi luoghi della penisola, ha portato centinaia di arresti in tutto lo Stato. Centinaia di feriti/e e arrestati/e in tutto lo stato nelle rivolte di fine febbraio. A Granada, due compagni sono finiti in prigione, ora sono in libertà condizionale. A Barcellona, 8 anarchici verranno messi in custodia cautelare in carcere accusati di tentato omicidio, siccome gli viene attribuito il tentativo di bruciare un furgone della polizia durante gli scontri. A Madrid e in Cataluña, gli arresti sono avvenuti settimane dopo i fatti, seguendo la strategia dello stato della “repressione in differita”.

Il fulcro della repressione è stato messo in diversi settori e, ovviamente, sullx anarchicx che hanno preso parte attiva in queste rivolte, sapendo che quello che sta alla base di questa esplosione non è solo una mera protesta per la libertà di espressione e per i diritti democratici che non riconosciamo né appoggiamo. È un’esplosione provocata dall’impennata autoritaria che gli Stati hanno messo in campo in tutto il mondo con la scusa della gestione della pandemia e il conseguente giro di vite sulle condizioni di sfruttamento e miseria a cui il capitalismo ci sottopone, accelerando questi processi nelle sue crisi cicliche.

Raccogliamo vari testi in cui si riflette sulla repressione e la necessità di continuare la lotta, ed essere coscienti che dal nemico, dallo Stato, possiamo aspettarci soltanto dei colpi, e che la difesa di fronte ad essi deve essere la continuazione delle lotte e il non cadere in categorie proprie della repressione (innocenza/colpevoletta) o nel vittimismo. Qui c’è una guerra, non ci aspettiamo pietà da giornalisti, politici, imprenditori, giudici e sbirri. Queste riflessioni sono nate a partire da un ciclo repressivo del decennio precedente (tra il 2011 e il 2015 si sono succedute varie operazioni antiterrorismo in tutto lo stato spagnolo contro gli ambienti anarchici). Vari testi di procedimenti repressivi avvenuti recentemente, in cui le compagne colpite e gli ambienti intorno a loro, lungi dal piegarsi alla comodità della figura della persona “repressa” e vittimizzata, hanno scommesso sulla continuità della lotta, intendendo la repressione come conseguenza del conflitto. Non ci aspettiamo di essere tollerati dallo Stato, né dai suoi portavoce. La Democrazia è questo e non altro.

Non partiamo da zero, abbiamo esperienze collettive e comuni che lungi dall’essere una pietra o un dogma, sono una coordinata in più nella mappa della rivolta, piccole “guide” nel mare delle possibilità, che utilizziamo come supporto e aiuto per continuare la lotta. Tutto il ricavato di questa fanzine sarà destinato al sostegno dellx compagnx incarceratx a Barcelona accusatx dell’incendio del furgone della polizia.

Ora, la solidarietà non può ridursi al sostegno e all’accompagnamento dei compagni e compagne colpiti dalla repressione, né a belle parole. La solidarietà attiva richiede di continuare la lotta fino alle sue ultime conseguenze e di dimostrare allo Stato che incarcerare gli anarchici non è gratis.

Solidarietà e lotta.

Penisola iberica. Marzo 2021

Qui il pdf della fanzine