Grecia – Dichiarazione di dieci prigionieri a sostegno di Dimitris Koufondinas in sciopero della fame 

Dichiarazione di dieci prigionieri a sostegno di Dimitris Koufondinas in sciopero della fame 

Nel momento in cui ci troviamo a scrivere queste parole il militante Dimitris Koufondinas è al 55° giorno di sciopero della fame, con l’unica richiesta di essere trasferito nel carcere di Korydallos, poiché il suo trasferimento a quello di Domokos era legalmente irregolare. Dato che nel carcere femminile di Korydallos c’è un’ala speciale di alta sicurezza, dove Dimitris Koufondinas ha scontato la maggior parte della sua pena e dove le detenute sono rinchiuse in completo isolamento, la sua richiesta sarebbe praticamente e legalmente accettabile da subito, se non fosse per l’evidente desiderio di vendetta da parte dei funzionari governativi, che hanno scelto di provocare danni irreversibili alla sua salute e di condurlo metodicamente alla morte.

Naturalmente, il governo di Néa Dimokratía non sorprende nessuno con il suo atteggiamento verso Dimitris Koufondinas, così come, con il pretesto di combattere la pandemia, ha sospeso i diritti democratici fondamentali, stabilendo uno Stato di polizia soffocante in cui la libertà di movimento e il diritto di manifestare sono sospesi, in cui la società viene dissanguata economicamente e in cui la polizia invade le università e picchia gli studenti. Allo stesso tempo, impone, senza alcun consenso, disegni di legge che minano i diritti dei lavoratori, o disegni di legge scandalosi per i bambini, riduce i permessi di uscita dei detenuti e nega loro la scarcerazione anticipata, in carceri dove i reclusi sono massicciamente esposti al virus Covid-19 e dove avvengono innumerevoli morti dubbie.

Con tutto ciò, diventa sempre più difficile distinguere questo regime da una dittatura. Tuttavia, l’assassinio di uno scioperante della fame è qualcosa che nemmeno la giunta dei colonnelli ha osato realizzare. Lo Stato greco sta diventando estremamente fascista e sta cercando di allinearsi alla Turchia di Erdogan. La responsabilità di questo imminente assassinio di Stato è ovviamente del ministro per la protezione dei cittadini, Michalis Chrisochoidis, del suo superiore politico, il primo ministro Kyriakos Mitsotakis, e della presidente della repubblica, Katerina Sakellaropoulou. La vendetta del governo contro Dimitris Koufondinas è ormai visibile a tutti, così che l’unica possibilità – e la responsabilità ultima – di trovare una soluzione a questo sciopero della fame sembra ora ricadere nella presidente della repubblica.

Le conseguenze della scelta compiuta dai responsabili non si limitano allo sciopero della fame. Se lo scioperante della fame Dimitris Koufondinas viene assassinato, una pagina nera della storia avente le firme di Chrisochoidis, Mitsotakis e Sakellaropoulou sarà scritta nella coscienza sociale e rappresenterà un’altra barbarie nella serie di provocazioni dello Stato contro una società sotto forte pressione. L’esplosione sociale è inevitabile, e anche se non si presenterà nell’immediato futuro, l’imminente assassinio da parte dello Stato rimarrà indelebile nella memoria sociale.

Vaggelis Stathopoulos
Giannis Michailidis
Polykarpos Georgiadis
Konstantina Athanasopoulou
Dimitra Valavani
Marios Seisidis
Giannis Dimitrakis
Giorgos Petrakakos
Spyros Christodoulou
Kostas Sakkas

[Testo in greco pubblicato in athens.indymedia.org, traduzione italiana in malacoda.noblogs.org].