Anarchia al rovescio

Anarchia al rovescio

La pandemia, per gran parte della comunità scientifica, non è stato un evento del tutto inaspettato.
Certo, nessuno avrebbe potuto prevedere esattamente quando sarebbe avvenuta ma, come avviene con lo studio dei terremoti, era solo questione di tempo. Effettivamente proprio di un terremoto si è trattato, non solo sanitario ma anche sociale. Nessuno poteva prevederne gli effetti a breve termine e non sappiamo con certezza quali saranno gli effetti a lungo termine.

Questo terremoto ha riguardato tutti anche coloro che, abituati a ragionare per schemi, hanno sempre vissuto con la convinzione di avere la verità in tasca. Anche il mondo dell’anarchismo non ne è immune. Oramai rinchiuso nei soliti e stanchi slogan, si è ritrovato travolto da una situazione che sfuggiva alla abitudinaria codifica della realtà.

C’è un virus che minaccia le vite dei più deboli, anzi no è poco più di un’influenza, non intervengono perché della nostra salute non importa ai potenti, intervengono per opprimerci, non vogliono curarci, il vaccino è un mezzo di controllo, il virus non esiste.

Gli schemi sono saltati nonostante non siano questioni nuove. Questioni, relativamente marginali, su cui se ne sono potute sparare di grosse senza particolari conseguenze ma che ora sono diventate centrali per le vite di tutti noi.

La conseguenza di questa confusione è che tantissimi di noi hanno deciso di chiudere gli occhi e di portare avanti delle tesi partendo da conclusioni già scritte. Ed è così che, navigando tra le acque torbide della rete, è possibile incappare in scritti anarchici che si avventurano in imbarazzanti sillogismi sui vaccini al fine di opporsi alla cosiddetta “campagna militar vaccinale”.
Aggiungendo il termine militare è più facile convincere gli affini della bontà delle proprie idee.
Sono trucchetti a cui le varie propagande nazionaliste ci hanno abituati. Così le campagne possono diventare immigrazioniste, gender o giudaiche a seconda dei casi.

Non siamo nuovi a questo modo di fare. Cento anni fa Malatesta scriveva:

..non crediamo che l’essere
anarchici dia a noi o ad altri il dono soprannaturale di sapere
quello che non si è studiato.[…]
Secondo noi hanno torto quei compagni che prendon partito
per un dato sistema terapeutico solo perché l’inventore professa,
più o meno sinceramente, idee anarchiche e si dà l’aria del ribelle e tuona contro «la scienza ufficiale».
[«Pensiero e Volontà», 1° marzo 1924 e 1° maggio 1924, posta redazionale]

Si discuteva all’epoca sul ruolo della scienza e Malatesta criticava il positivismo scientifico di Kropotkin.

In quegli anni era estremamente difficile accedere al sapere e avere i mezzi per comprendere i processi scientifici. La scienza stessa era in piena rivoluzione, abbandonando una concezione positivista che aveva caratterizzato i decenni precedenti.

Oggi la situazione è profondamente cambiata e se è vero che è facile imbattersi nelle più variegate teorie del complotto, ci si aspetta da chi scrive documenti politici un minimo di capacità di informarsi tramite gli innumerevoli mezzi che abbiamo a disposizione. Ci si aspetta che si conoscano banali concetti come “efficacia del vaccino”, ma evidentemente è chiedere troppo.

Prima di attaccare il metodo scientifico, bisognerebbe interrogarsi su cos’è il metodo scientifico.
Prima di attaccare la comunità scientifica, bisognerebbe interrogarsi su cos’è e come funzioni tale comunità.

In questo modo si eviterebbero i continui valzer dove da un lato si mette in discussione il metodo scientifico e dall’altro si usano singoli studi per dimostrare le proprie fantasiose tesi. Dà una certa autorevolezza citare, alla fine dei propri scritti, singole fonti che non si è nemmeno in grado di comprendere, vero?

Evidentemente, prima di far partire uno stucchevole dibattito sui vaccini, si dovrebbe avere l’umiltà di fare un passo indietro per comprendere cos’è la scienza, qual è il suo ruolo e come rapportarsi con essa.

Se è vero com’è vero che il metodo scientifico è uno strumento di indagine della realtà, porsi al di fuori di esso produce solo mistificazioni che, se vogliamo parlare in termini rivoluzionari, non sono altro che uno strumento controrivoluzionario.

Nessuna rivoluzione sociale è possibile senza una comprensione della realtà in cui viviamo e dei suoi cambiamenti.

L’ignoranza e la mistificazione sono armi potentissime in mano a chi vuol preservare i propri privilegi. Bisogna prendere atto che ci troviamo difronte a gravi atti di mistificazione, del tutto simili a quelle dell’Alt-right americana, perpetrati sotto la bandiera dell’anarchia.

E’ necessario fare uno sforzo collettivo per arginare una lettura mistificatrice della realtà causata da una deriva cospirazionista dell’anarchismo. Faccio quindi appello affinché si sviluppi un approfondito dibattito sul ruolo della scienza in modo da ripartire con un nuovo approccio che possa realmente aspirare a sovvertire lo stato di cose presente.

Contro ogni mistificazione della realtà, per la rivoluzione sociale.

Fiero di essere una Rara Eccezione Anarchica.

R.E.A.