Di questi tempi la sorveglianza speciale fa tendenza

riceviamo e pubblichiamo questo contributo

DI QUESTI TEMPI LA SORVEGLIANZA SPECIALE FA TENDENZA

Io devo accettare che mi tratti come suo nemico,
ma mai che mi tratti come una sua creatura
e che faccia della sua ragione
(o magari della sua stoltezza)
il criterio per giudicarmi.
M. Stirner L’unico e la sua proprietà

A inizio ottobre 2020 mi è stata notificata una proposta di sorveglianza speciale (datata giugno).
Non è qui interessante capire come voglio giocarmi le mie carte (e non nel senso di impugnarle nei tribunali) nel momento in cui questa spada di Damocle dovesse posizionarsi davvero sulla mia testa, quanto comprendere come si muove lo Stato e che carte ha a disposizione in un momento che è di abbastanza evidente ristrutturazione e quindi immagino anche di aumento di falle e punti deboli.
Non c’è nulla di nuovo nel constatare che al diminuire dell’iniziativa (di contrasto, agitazione, antagonismo) collettiva e individuale, lo Stato alza l’asticella della repressione facendola cadere sempre più al ribasso. Mi spiego. Se le azioni diminuiscono sempre più, se le piazze si svuotano, i pensieri ardenti finiscono in presidio, il potere accerchia chi si permette di esprimere un pensiero dissonante (sulla carta, su dei muri, urlandolo per strada o come vi pare…). Non lo dico con vittimismo, penso che sia corretta l’interpretazione che se un pensiero è affilato, dietro al pensiero c’è un’intenzione, quanto meno il desiderio di agire in sintonia col proprio pensiero. Non ci vedo nulla di strano ad esempio a veder comparire sui muri pensieri di rifiuto del controllo pervadente dell’esistenza e a immaginarmi che quella stessa o quelle stesse persone che hanno espresso quel pensiero, o chi semplicemente legge quel pensiero mormorando “ecco, sì, mi hanno strappato le parole di bocca, avrei proprio detto la stessa cosa”, nella loro vita, agiranno in sintonia con quel che pensano, magari, tra le altre cose, uscendo a respirare aria, a farsi accarezzare il viso dai raggi del sole primaverile anche quando questa bucolica azione diventa illegale.
Cosa c’entra tutto questo con la proposta di SS? La prova fondante della mia pericolosità sociale è giocata sulla “sistematica violazione delle misure anti SARS-CoV-2”. Non voglio tralasciare la questione della storiella delle mie identificazioni o denunce qua e là (tutte denunce di entità ridicola, di imbrattamenti e classiche resistenze a pu e robette così per intenderci) per costruire il mio “profilo criminale”, e nemmeno il fatto che come altra prova schiacciante del mio essere una persona terribile è che in alcune situazioni c’era “la presenza del figlio minore” (la cosa è preoccupante ma “il figlio minore” ed io parliamo in totale sincerità e siamo consapevoli di non aver bisogno di farci rieducare dallo Stato e da nessun altrx), né la loro psicanalisi da schifosi in divisa su “la valutazione globale dell’intera personalità” “sebbene non si sia raggiunta la prova di reità”, ma vorrei porre l’attenzione soprattutto sulla questione della violazione delle misure anti-covid perché mi pare centrale, nuovo e agghiacciante. Per quanto non inaspettato.
La sorveglianza speciale, come qualsiasi misura preventiva ad personam, è uno strumento molto pratico per lo Stato per colpire il dissenso. Colpisce x singolx e allo stesso tempo prevede generalmente il divieto di frequentare persone con altre misure preventive e/o condanne, magari anche il divieto di frequentare più di un certo numero di persone, di partecipare ad assemblee e manifestazioni. Insomma, tenta di isolare. Penso sia importante da tenere a mente. A maggior ragione ora che diventa sempre più sovversivo avere contatti sociali.
Non so se questa SS diventerà effettiva, sicuramente il giudizio avverrà dopo metà dicembre, ma in ogni caso è importante, credo, che chi ne ha voglia inizi a ragionarsi le restrizioni pandemiche anche nell’ottica di eventuali conseguenze pesanti sulla già ben circondata libertà che ci si vive. Il fatto che siano solo multe, robette amministrative fa sì che vengano trattate come un parcheggio in divieto di sosta? O il fatto che riguardino la sacra, inviolabile, divina Salute Pubblica, le innalza a fattore fondamentale per tentare di rieducare, “riportare sui binari” chi sceglie di decidere con la propria testa?
Non lo so perché non prevedo il futuro, mi fa anche un po’ schifo il futuro. Quello che so è che queste premesse non portano a nulla di buono. Se andrà “bene” a me questa volta, magari alla prossima a qualcunx, con le stesse motivazioni, potrebbe andare peggio. Insomma, meglio saperlo e avere uno strumento in più per analizzare i cambiamenti in atto nella repressione, alla luce del fatto che questa ansia pandemica sta diventando la nuova “normalità”. Che poi, al solito, ognunx ne faccia quel che vuole delle proprie analisi. Per quanto mi riguarda non credo che una spada di Damocle a vita (perché avendo già l’avviso orale permanente non credo abbia una scadenza il monitoraggio sulla mia esistenza) sulla testa mi impedirà di scegliere da me, o quanto meno provarci, le mie strade