Cile – Comunicato dex prigionierx della guerra sociale per la distruzione della società carceraria (18/10/2020)

Prigionierx della guerra sociale di ieri e di oggi per la distruzione della società carceraria

– A tuttx coloro che lottano contro questo mondo di oppressione e di miseria

“La realtà dex prigionierx in guerra nelle carceri cilene non può essere falsificata. Nella quotidianità c’è la lotta, non c’è silenzio e tanto meno oblio. Diverse generazioni di sovversivx che si incontrano con vedute simili in questo presente di lotta”
(Chiamata dex prigionierx in guerra, aprile 2015.)

“La galera è un altro scenario in più della lotta nel cammino dello scontro, il conflitto antiautoritario per me non è finito, ha soltanto cambiato forma.”
-Mónica Caballero Sepúlveda.

1.- Da sempre per la Rivolta permanente.

“Le esperienze di sconfitte passate continuano a vivere… palpitanti e cresceranno in modo tale che riusciremo a circondare da ogni lato quelli che in una battaglia passata ci hanno battuto”.
-Pablo Bahamondes Ortiz.

La rivolta cominciata il 18 ottobre 2019 è stata, tra le altre cose, la cristallizzazione delle lotte multiformi e antiautoritarie che si sono succedute in questo territorio nelle ultime decadi, in parte, una prova innegabile della continuità di un cammino antagonista e sovversivo.

L’inesistenza di una richiesta comune e di una conduzione centralizzata dimostra con chiarezza il senso antiautoritario della rivolta che nella sua molteplicità ed autonomia ha trovato la sua più grande forza, spezzando l’ordine costituito, il potere ed ogni istituzionalità.

Riconosciamo la capacità creativa della rivolta, della violenza e la fertilità della molteplice azione sovversiva che si è scatenata ed espansa in questi mesi, per tutto il territorio, però non riconosciamo la nozione di “Esplosione Sociale” come culmine, metafora della pentola a pressione, di un istante, caratterizzato dalla rivolta come fenomeno volatile, la cui durata si prolunga come il rumore di un’esplosione o la luce del suo bagliore. La rivolta sollecita individualità e genera rotture; nel fare collettivo sposta il limite fittizio di ciò che prima credevamo impossibile, quanti sogni e riflessioni cospirative sono fuggite dalla loro prigione ossessiva per concretizzarsi in belle immagini di libertà, quante individualità hanno fatto quei passi decisivi da cui non c’è ritorno, quelli che ci costruiscono e posizionano nell’antagonismo contro questo mondo ed il suo ordine. Per mesi la massima acrata ha preso vita nel fare, dopotutto, la passione distruttrice è anche passione creatrice.

Però la politica di turno ha cercato di canalizzare quelle energie verso le vie istituzionali con un nuovo referendum, che cerca soltanto di salvare il loro sistema, il loro ordine.

Il nostro strumento migliore sarà sempre la riflessione, l’analisi, lo sguardo proprio e cosciente che decanta nell’attività quotidiana riflesso di ciò che siamo, di dove siamo e di ciò che speriamo.

Il continuo palpitare dello scontro diretto, la tortura, l’incarcerazione, la morte e la vita è il presente attivo dove ci riuniamo all’interno delle carceri in una trasversalità di ossigeno libertario contro lo Stato, la sua violenza militare, poliziesca, politica ed economica.

Ne è valsa la pena? Impossibile rispondere con un semplice “sì”, a volte così secco, vuoto e autocompiacente, ci sono tante cose da mettere sulla bilancia. Però è innegabile che ogni esperienza alla ricerca di libertà valga la pena; farsi carico dell’esistenza con tutte le sue vittorie, le sue sconfitte, le sue allegrie e le sue pene, sono quelle esperienze impagabili che il sottomesso non potrà mai conoscere”.
-Joaquín García Chanks.

2.- Né destra né sinistra, come ieri né voti né scarponi; solo lotta!

Ci rendiamo parte delle urgenze della lotta, rompendo con la normalità, smascherando condotte e liderismi che si arrogano la volontà di incasellare in elezioni, candidati o organizzazioni la rissa, la ribellione e l’energia della rivolta.

Ripudiamo la totalità della politica funzionale e mercenaria, tutto il suo ventaglio di rancido folkore da opuscolo il cui fine putrefatto è cooptare e controllare le vite. Non si tratta di un cambiamento per il cambiamento, non si tratta di nuove forme, non è progressismo cittadinista, non è una nuova costituzione, né delle riforme del capitale. È la possibilità palpabile di essere liberi: Donne, uomini, dissidenze; bambinx e nonnx di fronte a un’alba in cui la putrefazione pestilenziale dello Stato, del potere, delle sue caste e dei suoi lussi cadano a pezzi.

La decisione continua ad essere quella di sollevarsi, ribellarsi e smettere di ballare al suono della sottomissione, dar peso alla dolcezza dell’amore in guerra, scontrarsi con piombo, polveri e fuoco autonomo e sovversivo contro la violenza dello Stato. Renderci forti imparando nella resistenza offensiva, ognuno con il suo e con le sue capacità.

Si tratta di dare l’opportunità definitiva allo scontro con il mondo del potere, i suoi sostenitori e i suoi falsi critici.

Abbiamo atteso a lungo e questo momento unico di profondo discredito della fantasia democratica del capitale ha bisogno di questo flusso incontrollato di libertà che si affaccia rivitalizzato da differenti spazi della realtà attraverso le infinite forme di organizzazione per il combattimento per la liberazione totale.

Come alla fine degli anni ’80, non abbiamo nulla a che fare con lo show elettorale, referendum e riorganizzazioni borghesi per il mantenimento mascherato dell’ordine esistente, la nostra unica scelta continua ad essere quella di attizzare il fuoco ribelle della Rivolta.

“Ogni legge è parte del dominio, però non spegne la mia voce, quello ke penso, quello ke dico. Le loro karceri, i loro kollegi, i loro lavori esistono per sostenere i loro privilegi. Il loro denaro e la loro merce, il loro potere e la loro famiglia alimentano la mia konvinzione di lottare per l’Anarkia.”
-Marcelo Villarroel Sepúlveda.

3.- Il prolungamento della persecuzione, la repressione e la carcerazione come ragione di stato

In questo cammino, ci è toccato passare e confrontarci con la prigione, tra altre realtà, come parte inalienabile, assunta, però non voluta della lotta sovversiva.

Incarceratx nelle mani di uno Stato e della sua democrazia per proteggere la loro pace sociale che sostiene la loro violenta opulenza.

Così, ci è toccato vivere la prigione fin dalla fine degli anni ’80, conoscendo in prima persona tutti i cambiamenti della struttura giuridico-politica-poliziesca-penitenziaria: siamo stati minori sotto il controllo del sename [struttura che si occupa delle adozioni in Cile, ndt], processati da tribunali militari e ministri in visita, abbiamo conosciuto la tortura dei poliziotti essendo desaparecidxs per giorni nelle loro caserme nauseabonde, siamo stati condannati in processi piagati di irregolarità con le loro leggi antiterroristiche e le loro riforme sui processi penali, abbiamo visto la conkomitanza servile tra giornalisti, poliziotti e giudici come sostenitori di processi farsa così come la vendetta burocratica e pratica dei gendarmi ed i loro isolamenti in sistemi di detenzione di alta e massima sicurezza ai quali ci hanno destinatx per decadi.

Né il vittimismo, né l’assistenzialismo, né il vuoto protagonismo autoaffermativo hanno spazio nelle nostre pratiche di vita.

Siamo statx destinatarix di un’incertezza giuridica affermata nella macabra ragione di stato, che ha raggiunto in questo momento il punto massimo di illegalità per le sue stessi leggi, con la situazione del nostro compagno Marcelo Villarroel Sepúlveda, che è tenuto prigioniero modificando i termini di fine pena con il fine di tenerlo ad espiare 40 anni di detenzione effettiva sostenuti da una conosciuta legge recente chiamata decreto 321, relativa alle libertà condizionali.

Ci facciamo carico della richiesta urgente di diffondere la sua situazione e svelare la vendetta dello Stato che questa contiene.

Sono già 25 anni che è incarcerato, anni che non possono continuare a prolungarsi, Uniamo gli sforzi nella lotta affinché Marcelo e tuttx x prigionierx della guerra sociale tornino a camminare per strada il prima possibile.

“Nella generazione di complicità, nella cospirazione e nell’azione togliamo ogni volta anelli alle nostre catene, sperimentiamo, anche se fugaci, piccoli istanti di libertà. La decisione per la distruzione di tutto ciò che è imposto si fa in prima persona, sarebbe a dire, è una decisione individuale liberamente assunta con tutti i rischi che implica.”
-Francisco Solar Domínguez.

A un anno dalla rivolta che scoppiò ad ottobre ci ribelliamo contro ogni inizio ed ogni fine, rifiutiamo l’idea di una data commemorativa dissolta nelle acque della Storia e della quale fare uso periodicamente, come un trofeo che si spolvera per ricordare e vivere, sempre nel passato, la supposta puntualità della sovversione e la segmentazione di un antagonismo reale. Lontano dalle opzioni del potere e del suo cammino istituzionale per tornare a legittimarsi, l’unica cosa che rimane, l’impagabile ed inquantificabile, è l’esperienza di proiettare e proiettarsi in cammini di negazione antagonisti a un mondo di falsità, dominazione, miseria e leggi.

La chiamata è ad acutizzare e intensificare lo scontro che si traduca nell’aumento di qualità dell’offensiva, nella moltiplicazione dei gruppi di azione e nella coordinazione tra loro.

Coordinazioni che permettano di generare dialoghi che amplino gli sguardi e rinforzino le posizioni, che rendano possibili scambi di ogni tipo e che mirino a provocare e approfondire la destabilizzazione di ciò che è stabilito tramite colpi contundenti e costante contro il potere.

“Che la complicità si moltiplichi rafforzando il combattimento urbano, come una guerriglia irrompa in ogni angolo contro lo Stato militare e poliziesco e contro tutta la sua fauna politica cittadinista”
-Juan Aliste Vega.

Salutiamo la degna resistenza di Mauricio Hernández Norambuena che ha combattuto in modo integerrimo per più di 18 anni di fronte alla vile vendetta del potere che lo mantiene in un demenziale regime di pensa; abbracciamo l’indomita Resistenza per la liberazione Mapuche, i suoi Weichafes [Compagni] incarcerati e le sue comunità in lotta; a tuttx x prigionierx anarchicx, antiautoritarx e guerrierx per la liberazione totale sparsx per le carceri del mondo intero.

Abbracciamo i nostri amori, compagnx e complicità incondizionate che ci riempono di newen [forza ed energia] per continuare il combattimento quotidiano contro la detenzione.

Camminiamo insieme ad Andrés Soto Pantoja, Norma Vergara Cáceres, Pablo, Eduardo y Rafael Vergara Toledo, Pablo Muñoz Moya, Alejandro Sosa Durán, Ariel Antonioletti, Claudia López , Sole e Baleno, Sergio Terenzi, Alex lemún, Julio Huentekura, Matías Catrileo, Jhony Cariqueo, Mauricio Morales, Zoé Aveilla, Lambros Foundas, Herminia Concha, Javier Recabarren, Sebastián Oversluij, Daniel Vielma e tuttx x fratelli e sorelle, combattenti e guerrierx di tutto il pianeta che ci accompagnano da qualche luogo dell’universo e delle stelle in questa lotta per la vita, per la preservazione della terra, contro lo stato, il carcere e il capitale.

Abbracciamo x torturatx, mutilatx, perseguitatx, prigionierx e cadutx nella Rivolta di ottobre, vi pensiamo!

A tuttx x compagnx dei differenti territori che con diverse lingue parlano lo stesso linguaggio di guerra, vi abbracciamo nell’internazionalismo attivo, nella fraterna sorellanza sovversiva, autonoma e nera.

Gioventù combattente: insurrezione permanente!!

Camminando con dignità ribelle e sguardo sovversivo, dentro e fuori dalla prigione: Verso al Liberazione totale!

Finché ci sarà misera ci sarà Ribellione!

Che la rivolta distrugga le prigioni!

Acutizzare il conflitto, intensificare l’offensiva!

Per l’estensione della solidarietà con x prigionierx della guerra sociale, della Rivolta e della liberazione Mapuche!

Memoria, resistenza e sovversione!!

–Mónica Caballero Sepúlveda
Carcere femminile di San Miguel.
–Pablo Bahamondes Ortiz
C.D.P. Santiago 1.
–Francisco Solar Domínguez
Sezione di massima sicurezza-cas.
–Marcelo Villarroel Sepúlveda
–Juan Aliste Vega
–Joaquín García Chanks
Carcere di massima sicurezza.

Santiago Chile.
Domenica 18 ottobre 2020

fonte: 325.nostate.org