6 agosto 2020, aggressione omofoba e repressione a Firenze

6 agosto 2020, aggressione omofoba e repressione a Firenze

il 6 agosto, finita l’assemblea queer in città riguardo l’organizzazione di un pride autogestito, una macchina di compagnx è stata fermata dalla digos, trattenuta per impedire a tutti i costi di raggiungere piazza s.spirito dove era stata chiamata una festa di autofinanziamento.
In piazza s.spirito intanto era pieno di digos nascosta manco troppo bene tra chi era in piazza, pronta a impedire qualsiasi tentativo di far partire la festa.
Decidiamo quindi di ritrovarci in piazza del carmine.
Mentre alcunx di noi si dirigono in piazza s.spirito per portare gente verso la festa, un gruppo di infami inizia a urlare frasi omofobe, e si scatena una rissa.
Uno del gruppo colpisce unx di noi da dietro, la digos ovviamente si schiera a impedirci di reagire.
Da piazza del carmine accorrono tuttx, per montare la festa in s.spirito, dopo un attacco omofobo ci sembrava il minimo.
La digos non apprezza e cerca prima di sequestrare la cassa e un pericolosissimo tavolo di plastica, in particolare il dirigente della digos, Lucio Pifferi, tira un calcio a una compagna.
Si crea un momento di piazza a nostro parere molto intenso, dove a decine iniziano a urlare agli sbirri di andarsene, e dove ribadiamo quello che sappiamo benissimo, che la polizia non sarà mai dalla nostra parte, che la polizia difende fascisti, omotransfobici e padroni, e continuerà sempre a farlo.
Il giorno dopo escono articoli sia sulla stampa fiorentina, che sulla stampa lgbt, dove non solo i fatti vengono narrati completamente a caso, praticamente inventandosi un racconto che non esiste, ma viene anche mischiata la narrazione tossica (perché si sa, se ci attaccano come froce è perché ce le cerchiamo); con razzismo spiccio, usando la nazionalità di uno degli aggressori, come aggravante dell’aggressione..
Perchè si sa, gli italici non sono mai omotransfobici.
A questa narrazione, nell’articolo si aggiunge che la digos sarebbe intervenuta a separare i gruppi, quando invece è stato un chiaro schierarsi dalla parte del gruppo di aggressori, non che la cosa ci meravigli, né avremmo chiesto il loro aiuto/intervento, ma solo per ribadire chi è la polizia, chi è la digos, e in particolare chi sia il capo digos di Firenze.
Il tutto non finisce qui.
Il giorno dopo, a un presidio contro Salvini a Empoli, il vice capo della Digos si mette a indicare lx compagnx ferito facendosi il segno della cicatrice in faccia ridendo con un altro dei suoi amichetti senza divisa.
La sera, mentre lx compagnx era di nuovo in ospedale per danni alla mascella, si è presentato dentro il pronto soccorso un servetto senza divisa ,anche poco nascosto, che si è messo a fare foto in modo decisamente poco discreto.
Rimaniamo determinatx a impedire nuove aggressioni di questo tipo, continuando a viverci la piazza ribadendo che non c’è spazio nelle nostre strade per merde omotransfobiche, che continueremo a contrastare la loro presenza, così come contestiamo la presenza sempre più pressante della polizia dentro piazza santo spirito.
Intendiamo raccontare come sono andati i fatti perché siamo stanchx dei pennivendoli infami, perché vogliamo ribadire che l’omotransfobia è strutturale al sistema in cui viviamo, che una legge punitiva come la legge zan è inutile e non farà altro che criminalizzare chi intende autodifendersi.
Contro la retorica che ci vuole vittime passive, ricordiamo che siamo in grado di difenderci e non sottostaremo all’idea di delegare ad altrx la nostra difesa, che siano le guardie o gli apparati giudiziari.
Lo stato è omotransfobico nelle sue fondamenta, e lo sarà sempre, e il suo braccio armato, non farà altro che difendere la violenza strutturale dello stato!
La polizia non è nostra amica, la polizia sta con gli aggressori!

IL PROSSIMO 18 SETTEMBRE SCENDEREMO IN STRADA, STANCHX DI POLIZIA E OMOTRANSFOBICI
NELLE STRADE CHE ATTRAVERSIAMO!

VAMOS A QUEMARLO TODO!

PER L’ANARCHIA TRANSFEMMINISTA

FROCE TACCO 12 TOLLERANZA ZERO.