Sul presidio sotto il carcere di Piacenza

Nelle prime ore del pomeriggio del 23 maggio, a Piacenza, cominciano ad arrivare in gran numero compagne e compagni solidali e ci si avvia insieme a piedi in direzione del carcere. Digos, polizia e carabinieri sono schierati lungo il sentiero che porta sotto le mura. Non perdono occasione di filmare chi è presente. Nonostante qualche problema tecnico all’impianto, non ci si perde d’animo e ci si raggruppa nel prato davanti alle mura, dove ben presto vengono fatti interventi e saluti con il megafono, accompagnati da cori a gran voce; in particolare, il grido “fuoco alle galere!” è ripreso e scandito da alcuni detenuti della sezione maschile, che in generale per tutto il presidio continuano ad urlare la propria rabbia contro questo schifoso carcere, la direttrice e gli aguzzini in divisa. Vengono letti e fatti ascoltare numerosi messaggi di solidarietà nei confronti di Elena, Nicole, Natascia, prigioniere di questo stato criminale e rinchiuse nel carcere di Piacenza. Dopo circa tre ore, una scarica di fuochi d’artificio chiude il presidio, con la promessa che non sarà l’ultimo finché compagne e compagni saranno dietro le sbarre, finché continueranno ad esistere persone rinchiuse in questi luoghi infernali. Intanto, il prossimo appuntamento è a Bologna: questo sabato 30 maggio alle ore 17 in piazza VIII agosto (lato montagnola)!