Udine – decesso di un prigioniero al carcere di via Spalato – Comunicato

SONO I CARCERATI CHE RIEDUCANO LA SOCIETÀ!

Durante il black-out informativo generale, dovuto all’emergenza covid 19, e il conseguente blocco di ogni iniziativa di mobilitazione e solidarietà, trapela la notizia che a Udine il 15 marzo dentro il carcere di via Spalato è scoppiata una nuova battitura, perché si è venuti a sapere che UN PRIGIONIERO DI 21 ANNI È DECEDUTO, sembrerebbe per conseguenze dovute alla somministrazione di psicofarmaci e metadone.
Di chi muore dentro il carcere è responsabile lo Stato, indipendentemente dalle cause del decesso!
Purtroppo, per noi è stato quasi impossibile essere presenti fuori dalle mura per dare la solidarietà a queste persone che, dopo la protesta di lunedì 9 marzo, in simultanea con la distruzione completa del carcere di Modena, hanno dimostrato come invece di lamentarsi e supplicare i potenti, si possa essere individui attivi e coraggiosi, danneggiando parte delle strutture interne del carcere di Udine.

In questa fase di inedito autoritarismo emergenzialista, i prigionieri e le prigioniere di molti carceri in Italia ci stanno dando un’enorme lezione di dignità, rivoltandosi con determinazione contro gli ipocriti e odiosi diktat di uno Stato assassino, che se ne frega da sempre della loro condizione sanitaria e oggi arriva a negare loro persino le visite di familiari.
Hanno per questo pagato un enorme prezzo di sangue: 14 morti, passati nell’ultimo trafiletto dei telegiornali, causati ufficialmente da “overdose di farmaci”. Sono morti evidentemente scomodi, da nascondere e falsare, in un periodo nel quale altre morti, quelle da corona virus o con corona virus, vengono declamate ai quattro venti per spingere su un inedito esperimento autoritario, nascondendo anni di saccheggi e distruzione della sanità pubblica.

Queste pratiche di autodifesa reale vanno rivendicate come patrimonio di tutta quella società che non si riconosce in padroni, governanti, preti, burocrati, magistrati, banchieri, poliziotti, carcerieri ecc., cioè negli strumenti con cui lo Stato la opprime, ma che è in grado di padroneggiare autonomamente le proprie dinamiche.

Nessuna emergenza nasconda la contraddizione tra oppressi e oppressori!
Prendiamo esempio dalla pratica di autodifesa di prigionieri e prigioniere,
lottiamo in difesa delle nostre vite!
La nostra salute e sicurezza iniziano dove arretrano lo Stato e il capitale!
Distruggere le carceri è giusto!

ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL CARCERE E LA REPRESSIONE

Udine-Trieste, 18 marzo 2020

liberetutti@autistiche.org