Edizioni Anarchismo – nuove uscite: Negazine n. 3 / Opuscoli provvisori n. 93

Segnaliamo l’uscita di due nuove pubblicazioni delle Edizioni Anarchismo.

“Negazine” n. 3
Prezzo di copertina 5.00 euro

Nemici di ogni frontiera
La lotta contro il Cpt nel Salento
pp. 192 — euro 4,00

Su tutti i titoli sconto 40% per i distributori

www.edizionianarchismo.net

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“Negazine” n. 3
Molto rumore per nulla. Questo rumore ci sembra sia, quasi sempre, diretto
a cercare un semplificatore, da qualche parte e a qualsiasi costo. Per
carità, metteteci davanti agli occhi un testo in grado di essere colto nei
suoi più reconditi significati senza sforzo alcuno oppure, se proprio
vogliamo darla giù dura, con sforzi piccoli, dosati e progressivi.
Insomma, qualcosa da leggersi mentre si mangia a tavola, accanto a un
piatto di minestra.
Niente che richieda una prima e una seconda lettura, nulla che costringa a
riflettere per più di qualche secondo, giustappunto come prevede il codice
dell’attuale alfabetizzazione.
Avendo affermato in molte parti dei due precedenti numeri di questo sforzo
iniziato collettivo e arrancante su insostituibili punti di riferimento,
che c’erano parecchi dubbi da chiarire e che non ci riusciva di farlo se
non sollevando il ginepraio di altri dubbi altrettanto gravidi di future
complicazioni, la cosa finiva per azzerare ogni speranza esplicativa in
senso tradizionale.

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Nemici di ogni frontiera. La lotta contro il Cpt nel Salento
La scelta di focalizzare la nostra attenzione su quello che dodici anni fa
era chiamato Centro di Permanenza Temporanea è stata dettata da una
semplice considerazione: in quanto anarchici, ritenevamo – e riteniamo
– intollerabile l’esistenza di luoghi di segregazione e di privazione
della libertà di esseri viventi. Partendo da questo assunto fondamentale,
abbiamo iniziato ad approfondire la questione dei flussi migratori e del
loro contenimento, e abbiamo cercato di dotarci degli strumenti, teorici e
pratici, per affrontarla, saccheggiando gli scritti degli accademici e
discutendo i testi di approfondimento di altri compagni che, meglio di noi,
avevano iniziato ad analizzare la questione. A ciò, abbiamo aggiunto
determinazione e fantasia. Dalla iniziale contestazione a quello che
definivamo lager, siamo giunti alla consapevolezza che esso non solo
doveva, ma poteva essere chiuso, ed abbiamo cercato di percorrere le strade
che potevano portarci a raggiungere questo risultato, che sono state
molteplici. Molteplici, ma non contraddittorie, in quanto orientate da
quelle convinzioni che servivano a illuminare il nostro cammino:
l’autogestione della lotta, la conflittualità permanente e l’attacco
diretto.