Verona – Una perquisizione e un arresto

All’alba di martedì 26 novembre la digos di Torino in collaborazione con quella di Verona ha effettuato una perquisizione alla ricerca di armi ed esplosivi nell’abitazione di Peppe e Emi, un casolare a Cerro Veronese. Nonostante l’esito sia stato negativo (hanno sequestrato solo un telefono cellulare) è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Peppe che da martedì si trova quindi rinchiuso tra le mura del carcere di Montorio a Verona.
L’accusa è di fabbricazione, detenzione e trasporto in luogo pubblico di un ordigno esplosivo artigianale collocato in un plico indirizzato (nel marzo 2016) alla Ladisa ristorazione spa, azienda che collaborava alla gestione dei Cpr fornendo pasti arricchiti di vermi ai migranti reclusi e per questo già oggetto di numerose contestazioni.
L’accusa si basa fondamentalmente su una presunta corrispondenza tra il dna del materiale biologico trovato all’interno della busta e quello di Peppe, acquisito da un mozzicone di sigaretta nel corso delle indagini. L’arresto di Peppe, dicono gli inquirenti, sarebbe corollario dell’operazione Scintilla dello scorso febbraio.
Stamattina (29 novembre) si è tenuto l’interrogatorio di garanzia in carcere alla presenza dell’avvocato. Peppe fa sapere che sta bene e che il morale è abbastanza alto, si trova in cella da solo e ha sentito con gioia le grida di libertà che si sono levate mercoledì sera da un gruppo di solidali accorsi fuori le mura del carcere per salutarlo.
In attesa di conoscere la data del riesame che si svolgerà a Torino…facciamo sentire a Peppe tutta la nostra vicinanza e solidarietà!!!
seguiranno aggiornamenti..

Per scrivere:
Giuseppe Sciacca, casa circondariale di Montorio, via S.Michele n.15, 37141, Verona

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