Sulla situazione di prigionieri e prigioniere della rivolta in Cile

riceviamo e diffondiamo:

SITUAZIONE DEI PRIGIONIERI E PRIGIONIERE DELLA RIVOLTA IN CILE.

L’esplosione insurrezionale del 18 di ottobre, iniziata per gli studenti evadendo il pagamento del trasporto pubblico, ha dato l’inizio a giornate generalizzate di protesta e rivolta popolare, le quali continuano a perpetuarsi fino al giorno d’oggi. In questo contesto, sono centinaia i compagni caduti nelle mani del sistema carcerario per aver legittimato e praticato la violenza politica contro le strutture del potere, siano banche,istituzioni governative,chiese,centri commerciali o altri simboli del capitale.
Il carcere, in questo senso,si presenta come uno dei principali meccanismi del controllo sociale, con l’obiettivo di intimidire,violentare e annullare le individualità in lotta. Si tratta del ricorso al castigo per le persone che non si adattano alla ordinata routine della società borghese e alle sue leggi al servizio della dominazione. Di fronte al monopolio della violenza da parte dello Stato, noi anarchiche e anarchici reclamiamo la necessità di estendere il conflitto per lo sviluppo di una rivolta permanente, che cerchi di attentare contro un sistema democrata-autoritario che ha perpetuato la disarticolazione del tessuto sociale, l’accumulazione della ricchezza, la obbedienza ceca dei settori subalterni al potere e l’imprigionamento come pratica istituzionale del castigo. Di fronte a questa situazione e dalla prospettiva antiautoritaria, ritorna fondamentale intendere la violenza
come metodo legittimo e necessario di scontro con il potere. Questo processo di rivolta constatò che solo la violenza degli oppressi può far tremare i pilastri del dominio statale-capitalista e tutti i tipi di
autorità.
PER L’ESTENSIONE DELLA INSURREZIONE GENERALIZZATA E LA DISTRUZIONE DI
TUTTE LE CARCERI!

FUORI LE PRIGIONIERE E PRIGIONIERI DELLA RIVOLTA !

RISPETTO AGLI ARRESTI
I fermi dall’inizio della protesta superano i 22.000: circa 1.500 sono in carcere in preventiva. Tra il 18 ottobre il 17 novembre si realizzarono 13.703 udienze giudiziarie di detenzione nel territorio cileno, con un totale di 22.256 imputati. Il giorno con più detenzioni fu il 21 di ottobre, con 1.208 udienze. Nella maggior parte dei casi,le imputazioni furono per rapina in luoghi non abitati (dicitura legale dei saccheggi), ricettazione, disordini pubblici, furto, possesso illegale di armi, attentati incendiari, lesioni lievi. 1.509 persone sono rimaste in prigione preventiva.

ARRESTI PER ATTACCHI INCENDIARI
La polizia ha arrestato un totale di 120 persone per attacchi incendiari nel territorio cileno. Di questo numero il 60 delle detenzioni per molotov. ( delle arrestate/arrestati , 46 sono uomini e 3 sono donne. Le loro età variano
dentro i 14 e i 55 anni, con una media di età di 22 anni. Tra di loro ci sono 18 uomini e una donna minori di età,ovvero il 39% del totale)

Aggiornamento attualizzato al 04 dicembre sui dati ufficiali degli arresti e fermi: più di 30.000 fermi , circa 20.000 passati difronte a un giudice e 2.000 in carcere in preventiva .

(tratto da un volantino distribuito durante una iniziativa organizzata da compagni e compagne di Santiago del Cile, per la libertà dei prigionieri della rivolta)