Comunicato dell’assemblea permanente contro il carcere e la repressione

C’È CHI ISTIGA ALLE TORTURE DI STATO E CHI ISTIGA A RESISTERVI!
Qualche giorno fa abbiamo saputo che una nostra compagna ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte della procura della repubblica: è incriminata per ”manifestazione non autorizzata” e addirittura “istigazione a delinquere”. Il tutto sarebbe successo sabato 23 marzo, davanti al carcere di Trieste del Coroneo, improvvisando un saluto con megafono in solidarietà con le prigioniere e i prigionieri e durante il quale le parole utilizzate dalla compagna sono state peraltro diverse da quelle riportate nel capo d’accusa.
Dunque il “crimine” imputatole sarebbe quello di “istigazione a delinquere”, cioè a ribellarsi ad una struttura che – diciamolo chiaramente – produce morti, ben cinque negli ultimi due anni, ultimo quello del profugo iracheno ventenne ritrovato morto in cella il 13 agosto scorso e sulle cui circostanze vige un omertoso silenzio pubblico. Un carcere in cui si ammette tranquillamente, senza pudore e attraverso la stampa, che lì dentro si utilizza l’idrante per “sistemare” le situazioni spinose, come nel caso di Alejandro Meran, detenuto per la sparatoria del 4 ottobre alla questura di Trieste, contro il quale pare che l’amministrazione penitenziaria e i secondini possano commettere ogni genere di nefandezza.
In questa città e in tutto il paese si vuole creare un clima per cui le persone siano portate ad accettare come “normale” ogni forma di violenza di Stato: dalle vessazioni in carcere alla proposta di utilizzare i cani poliziotto contro i “dannati della terra” che varcano il confine, in fuga dalla guerra e dal saccheggio imperialista dei loro paesi. E ovviamente, l’istigazione permanente alla guerra contro tutti gli individui che non si piegano – che politici, giornalisti, “intellettuali” ecc. portano avanti, trova concretezza macroscopica in carcere, istituzione finalizzata a frantumare ogni sorta di solidarietà tra prigionieri, ma si rovescia contro tutte le classi popolari da imbonire per far credere che il nemico sia chi sta peggio e più ai margini e non chi sfrutta e opprime.
Hanno colpito una di noi pensando di isolarla; quello che la controparte vuole realmente è bloccare le lotte che si possono sviluppare nelle galere, e la solidarietà che può svilupparsi qui fuori! Per questo noi crediamo che il minimo sia quello di sostenere chi sarebbe colpevole perché, con entusiasmo, ha lanciato un appello ai prigionieri per unirsi e lottare contro questa società, fondata sullo sfruttamento e sulla repressione.
Da questo punto di vista, ci sentiamo di dire che siamo tutti e tutte “istigatori e istigatrici”. E infatti il 16 novembre dalle 15.00 saremo nuovamente davanti al carcere del Coroneo, anche per ribadire che non riusciranno a zittirci!
PER UNA SOCIETÀ SENZA GALERE E SENZA STATO!
ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL CARCERE E LA REPRESSIONE
liberetutti@autistiche.org Udine-Trieste, 6 novembre 2019