Venezia- Attaccata sede del consolato greco

riceviamo e pubblichiamo:

 

Segnaliamo per condividere che nella notte del 12 settembre è stata vandalizzata una delle entrate del palazzo Giustinian Lolin a Venezia, sede del consolato onorario della Grecia in solidarietà alle arrestat* di Exarchia.
Sono stati inoltre lasciati sul posto volantini con il testo che segue. Segue anche una versione in inglese per le compagn* della Grecia e di altri luoghi. In allegato il volantino originale.
Contro lo Stato e la sua austerità, in solidarietà con le compagn* arrestat* di Exarchia.

Il governo della Grecia, culla della civiltà occidentale e della democrazia, ha dimostrato per l’ennesima volta, pochi giorni fa, quale sia l’effettivo volto della “civiltà” dell’Occidente e allo stesso tempo di come basti la parola “democrazia” per permettere alle sue guardie armate ogni tipo di nefandezza in nome della stessa.
Stiamo ovviamente parlando dei recenti sgomberi nel quartiere ateniese di Exarchia, da anni ormai luogo di lotta contro le omicide politiche di austerità portate avanti da ogni governo ellenico succedutosi dallo scoppio della crisi economica.
Con il ritorno al potere del partito di centrodestra “Nuova Democrazia”, principale artefice della macelleria sociale insieme al partito di centrosinistra del PASOK, l’esperienza di Exarchia andava fermata: la nostra civiltà, che con tanta fretta e tanto entusiasmo i nostri governanti cercano di esportare con le “buone” (imperialismo culturale) o con le cattive (interventi e missioni militari) non può permettersi di dimostrare che l’autogestione, la solidarietà e l’internazionalismo siano pratiche attuabili e capaci di strappare centinaia di persone dalla miseria economica e umana più nera alla quale sarebbero altrimenti destinate.
Non è un caso il fatto che lo sgombero di ben quattro spazi occupati (Spirou Trikoupi 17, Transito, Rosa de Fon e Gare), abbia visto vittime non solo compagne e compagni, ma anche un numero consistente di migranti, molti dei quali proprio in Grecia soffrono per la prima volta sulla loro pelle – evidentemente di colore sbagliato – le politiche di segregazione e intolleranza portate avanti dalle istituzioni con l’uso di veri e propri campi di concentramento, da Idomeni all’isola di Lesbo, fino a quello di Moria, dove sono stati registrati tentati suicidi addirittura fra adolescenti e preadolescenti.
Lo scopo di questi sgomberi, portati avanti con metodi degni di un’occupazione militare e preannunciati da tempo dal nuovo sindaco di Atene , ci sembra essere ben preciso: quello di riaffermare non soltanto il retorico e vuoto termine di “legalità”, ma anche quello di ricoprire, con la melmosa onda della reazione che ha ormai travolto quasi tutta l’Europa, ogni tipo di esperienza che si oppone all’egoismo, all’intolleranza e all’indolenza mentale che rendono questa società un inferno per noi, e un paradiso per gli sfruttatori, i padroni e i politicanti di ogni tipo, sempre felici di vedere gli ultimi accanirsi con gli ultimissimi, invece che contro di loro.

LIBERTÀ PER GLI ARRESTATI E LE ARRESTATE DI ATENE

Some days ago the executive of Greece, cradle of western civilization and democracy, has shown us once more what the real face of western “civilization” is, and at the same time how the word “democracy” is worth enough to allow its armed guards any kind of infamy.

We are talking about the recent evictions in the Athenian district Exarcheia, which during the last years has been a place of reference for the struggles against the murderous austerity policies promoted by any Greek government since when economic crisis began.

With “New Democracy” back to power, Exarcheia experience had to be stopped: our civilization, with which so much hurry and enthusiasm our rulers try to export, both “softly” (cultural imperialism) and “hardly” (military interventions and missions), cannot afford itself to show that self-organization, solidarity and internationalism are possible practices, able to take away hundreds of people from human and economic poverty they would otherwise face.

It’s not a case that these evictions struck not only anarchist militants, but a large number of immigrants as well, with many of them experience for the first time on their skin – which seems to have the wrong color – segregation and intolerance policies, promoted by the institutions with the use of concentration camps, from Idomeni to the island of Lesbos, especially in Moria, where attempted suicides took place even among kids and teenagers.

The purpose of these evictions, carried forward with ways worthy of a military operation and early announced by the new mayor of Athens Kostas Bakoyannis, seems very clear to us: to reaffirm the verbose and meaningless term of “law”, and to drown, with this slimy reactionary wave which has now covered almost entire Europe, any kind of experience opposing selfishness, intolerance and mind idleness, that make this society a hell for us, and heaven for exploiters, masters and politicians, always happy at seeing the last ones oppressing the very last ones, instead of rising up against them.

FREEDOM FOR ANARCHISTS AND IMMIGRANTS ARRESTED IN ATHENS