Operazione Scintilla -Silvia ai domiciliari

da insuscettibilediravvedimento

Italia: Operazione “Scintilla” – Silvia è stata trasferita agli arresti domiciliari

Apprendiamo che mercoledì 25 settembre 2019, a seguito dell’accoglimento dell’istanza per gli arresti domiciliari, Silvia è stata trasferita dal carcere de “Le Vallette” di Torino agli arresti domiciliari, con tutte le restrizioni. La compagna è l’ultima anarchica ad essere reclusa per l’operazione “Scintilla” del 7 febbraio di quest’anno, che comportò l’arresto di altre cinque persone, lo sgombero dell’Asilo Occupato di Torino (occupazione anarchica esistente dal 1995) e alcune perquisizioni.

L’accusa principale, secondo le cartacce della procura di Torino, era di aver costituito o partecipato ad una “associazione sovversiva” (articolo 270 del codice penale italiano) e di aver compiuto alcune azioni dirette inerenti la lotta contro i CIE ed i CPR, carceri per persone migranti. A inizio marzo, a seguito del tribunale del riesame, è caduta l’accusa di “associazione sovversiva”, mentre permangono alcune accuse specifiche (tra queste, “istigazione a delinquere” per la pubblicazione dell’opuscolo “I cieli bruciano”, dove si indicavano le precise responsabilità di istituzioni, aziende, enti, ecc., nella gestione e nel mantenimento di CIE e CPR, e il compimento di una azione diretta contro un ufficio di Poste Italiane, all’epoca legata alla compagnia aerea Mistral Air, impiegata nella deportazione di migranti). Conseguentemente le altre cinque persone agli arresti, nei mesi seguenti, sono state gradualmente scarcerate.

Tra i mesi di maggio e giugno Silvia ed Anna (anarchica prigioniera per l’operazione “Scripta Manent” del 6/09/2016, ad aprile condannata a 17 anni di carcere a seguito della sentenza nel processo di primo grado) avevano dato inizio ad uno sciopero della fame contro le condizioni e le restrizioni imposte nel carcere de L’Aquila (un carcere quasi interamente composto da sezioni di 41bis, il regime di detenzione più restrittivo previsto dall’ordinamento penitenziario italiano), dove precedentemente era stata trasferita la sezione AS2 (“Alta Sorveglianza 2”) destinata alle anarchiche prigioniere. Le compagne – assieme ad altri anarchici rinchiusi nelle carceri di Ferrara, Alessandria, Lucca, Uta, Firenze e Roma Rebibbia, cui poi si è unita anche Natascia, arrestata per l’operazione “Prometeo” del 21/05/2019 – avevano condotto un duro sciopero della fame contro la neonata sezione AS2 femminile all’Aquila, contro ciò che è parso come un primo tentativo concreto di “avvicinare” le condizioni detentive degli anarchici accusati di reati “associativi” o “di terrorismo” (quindi detenuti in AS2) a quelle del regime di 41bis. A seguito del trasferimento Silvia a Torino (e di quest’ultimo trasferimento ai domiciliari) e di Natascia al carcere di Piacenza, solo Anna resta prigioniera all’Aquila.

Ricordiamo, infine, che solo pochi giorni fa (20/09/2019), le forze dell’ordine hanno arrestato altri tre anarchici, con le accuse di “resistenza a pubblico ufficiale”, “danneggiamento”, “imbrattamento” e “lesioni aggravate” in riferimento al corteo conflittuale del 9 febbraio 2019 (contro lo sgombero dell’Asilo Occupato e in solidarietà agli anarchici appena arrestati). Sono stati condotti al carcere “Le Vallette” di Torino.

Solidarietà rivoluzionaria con gli anarchici prigionieri nelle carceri dello Stato.