Aggiornamenti su Nat

riceviamo e pubblichiamo

AGGIORNAMENTI SU NAT E DUE PAROLE IN MERITO ALLE MOTIVAZIONI CHE CONFERMANO LA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

(“Si istituiscono processi agli anarchici per quello che gli anarchici sono, nemici dello stato”)

Poco più di una settimana fa è stata resa pubblica l’ordinanza del tribunale di Milano con le motivazioni per le quali il riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per Natascia in attesa del processo, come precedentemente avvenuto anche per Robert e Beppe, anch’essi arrestati il 21 maggio in seguito all’operazione repressiva “Prometeo”. Un’accozzaglia di motivazioni suddivise in paragrafi i cui titoli spaziano dal “grado di lesività degli ordigni rudimentali spediti”, a “l’esigenza delle misure cautelari”, passando per la “sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza” e la “qualificazione giuridica del reato nella prospettiva del difetto di alcuni elementi costitutivi, anche sotto il profilo dell’elemento psicologico”. Ma che convergono tutte nella direzione di ciò che gli imputati rappresentano come individui, più che su prove  incontrovertibili e inoppugnabili. Persino il paragrafo sul  “grado di lesività degli ordigni rudimentali spediti” si conclude con “ciò detto, anche a voler ritenere che gli ordigni non fossero tali da mettere a rischio la vita dei riceventi […] reputa il Collegio che il fatto reato e le potenzialità […] disvelino in ogni caso — per le modalità della condotta, la personalità degli indagati e il contesto in cui gli stessi sono inseriti — una rilevante pericolosità degli autori materiali, con conseguente sostanziale irrilevanza, sotto il profilo della valutazione prettamente cautelare, dell’effettiva attitudine degli ordigni ad attentare alla vita delle persone”. E sebbene nel paragrafo che riguarda la “sussistenza di gravi indizi di colpevolezza” il tribunale stesso afferma che “è certamente vero, come indicato dalla difesa, che sulla base delle attuali emergenze non è stato possibile appurare in termini di assoluta certezza che cosa i due indagati abbiano acquistato”, il fatto che due individui anarchici si trovassero insieme in quel negozio e in quel periodo diventa un indizio di colpevolezza. Si passa poi alle intercettazioni telefoniche, ed è la stessa ordinanza che recita “In termini generali, sia l’ordinanza sia la difesa rilevano che nessuna conversazione fa riferimento  in termini  specifici ai fatti di cui all’incolpazione,  né vi  sono  riferimenti sufficientemente  specifici  al  timore  di  essere  arrestati  in  relazione  ai  fatti  di  cui all’incolpazione. Purtuttavia, da un lato i dialoghi captati non hanno fornito alcun elemento a favore degli indagati; dall’altro, il contenuto di alcune conversazioni, sebbene talora frammentarie (contrassegnate da passaggi incomprensibili o non sempre di facile lettura) fornisce chiari elementi di contesto, a supporto dell’impianto accusatorio.”. Ovvero: nessuna delle intercettazioni prova la loro colpevolezza. “PURTUTTAVIA”, sono anarchici e quindi nemici dello stato. E se le loro conversazioni non provano la loro colpevolezza, esse comunque non provano neppure la loro innocenza. Così, tra parole astratte dal resto della frase e decontestualizzate dal filo discorsivo, sfoghi e conversazioni personali utilizzati ad uso e consumo dei tribunali, si processano gli anarchici più per ciò che rappresentano, che per “gravi indizi di colpevolezza”.  Ed è sempre con questo modus operandi che la frase di un’amica e compagna che nel corso di una telefonata, e in risposta ad uno sfogo di Nat (di natura politica), “tutta questa tensione sociale prima o poi scoppierà (diventando conflittuale)” verrà tagliata per diventare “Prima o poi scoppierà” sulle carte del procedimento e addirittura sbattuta e riportata insieme al resto delle intercettazioni sui giornali, con tanto di nome e cognome dell’amica e compagna in questione. Allo stesso modo si riportano conversazioni in cui opinioni personali e posizioni politiche vengono tout court trasformate dagli scriventi dell’ordinanza in “allusioni”, per poi diventare a tutti gli effetti “indizi di colpevolezza”, esattamente come i manifesti affissi su un muro di casa, la solidarietà e la corrispondenza con i prigionieri e la rete di relazioni e di amicizia con altri anarchici ed altre anarchiche. Nulla di nuovo, insomma.
Seguiranno aggiornamenti.

Per gli ultimi aggiornamenti su Robert vi rimandiamo al seguente link:
https://roundrobin.info/?s=robert

Per gli ultimi aggiornamenti su Beppe:
https://roundrobin.info/?s=beppe

Sarà un processo molto costoso poiché la difesa si avvarrà anche della collaborazione di diversi tecnici e periti. Invitiamo pertanto realtà e individui, affini e solidali, a sostenere Natascia, Robert e Beppe e contribuire alle loro spese processuali utilizzando le seguenti coordinate:

Conto corrente
intestato a Vanessa Ferrara
IBAN: IT89W0894616401000024400978

Postepay evolution
intestata a Ilaria Benedetta Pasini
n° 5333 1710 8931 9699
IBAN: IT43K3608105138213368613377

NON SMETTIAMO DI SQUARCIARE L’ISOLAMENTO DI NAT, ROBERT E BEPPE.
Lettere, cartoline, libri e musica sono ossigeno quando si è chiusi in una gabbia!
(Nat ci fa sapere che al momento preferisce leggere fumetti e romanzi).
E’ preferibile utilizzare un tipo di spedizione tracciabile per evitare che le nostre lettere vadano “perse”, come sta spesso accadendo con le lettere spedite con affrancatura normale. Con POSTA 1 o con raccomandata difficilmente si “perdono”, in quanto tracciabili e dotati di ricevuta.