Un film

«Il programma di questa sera non è nuovo
Questo spettacolo lo avete visto e rivisto
Avete visto la vostra nascita la vostra vita la vostra morte
Potreste ricordarvi tutto il resto
Avete avuto un buon mondo quando siete morti?
Bello abbastanza da farci un film?»
Il 5 marzo 1998 vengono arrestati a Torino tre anarchici con l’accusa di aver compiuto dei sabotaggi contro i cantieri dell’Alta Velocità in Val Susa.
Il 28 marzo 1998 uno di loro, Edoardo Massari, detto Baleno, viene trovato impiccato nel carcere di Torino.
L’11 luglio 1998 anche la sua compagna Maria Soledad Rosas dà l’addio a questa esistenza, mentre si trova ristretta agli arresti domiciliari.
Nel 2003 viene pubblicato in Argentina Amor y Anarquia, il romanzo che lo scrittore Martin Caparròs ha ricavato dalla tragica morte di Sole e Baleno. Per la stesura del libro, che non esita a soffermarsi morbosamente sui dettagli più intimi della breve vita dell’anarchica argentina morta in Italia, l’avvoltoio argentino si è avvalso della collaborazione di alcuni sciacalli (tuttora) presenti fra gli anarchici torinesi.
Il 22 novembre 2015 Mauricio Macri viene eletto 57° presidente dell’Argentina. Si è sposato più volte, e ha prole. La sua figlia maggiore, che di nome fa Agustina, dopo aver studiato sociologia si è dedicata alla settima arte.
L’1 agosto 2017 l’anarchico argentino Santiago Maldonado scompare nel nulla, a Cushamen. Quel giorno aveva preso parte ad alcuni blocchi stradali in solidarietà con la lotta dei Mapuche, popolazione indigena che si batte da anni dopo che la sua terra è stata comprata dalla famiglia Benetton (la quale vuole liberarla dall’inutile presenza umana per destinarla al solo allevamento di bestiame da lana). La manifestazione viene dispersa dall’energico intervento delle forze dell’ordine, la Gendarmeria Nazionale, agli ordini diretti del ministro della Sicurezza (a sua volta sotto il controllo del presidente Macri). Alcuni testimoni vedono Santiago Maldonado venire circondato dagli agenti, nel corso delle cariche. Il suo cadavere martoriato verrà ritrovato dopo 78 giorni in fondo ad un pozzo. Non è stato il primo e non sarà l’ultimo dei desaparecido nel paese sud-americano.
Nell’ottobre 2017 cominciano a Torino le riprese del primo film da regista di Agustina Macri, tratto dal romanzo Amor y Anarquia. La figlia del capo di Stato argentino affermerà che il libro del suo connazionale Caparròs «è stato per me la porta d’ingresso per fare il film. Dopo ho scoperto anche un altro libro molto utile, Le scarpe dei suicidi, e tanti altri materiali che ho utilizzato per Soledad. Quello che mi ha colpito di più è l’amore. Lottare per amore tramite un’idea, l’anarchia». Sarà tuttavia costretta a trasferire le riprese a Genova, dopo dure contestazioni che la colgono di sorpresa: «Non me le aspettavo tutte queste proteste. Sono dalla loro parte e penso che l’unico modo per far conoscere una storia sia quello di raccontarla. Tutti abbiamo diritto alla libertà di espressione. Abbiamo provato diverse volte a parlare con gli anarchici, ma loro non ne hanno voluto sapere di un confronto. Però noi restiamo aperti ad un dialogo».
Nel febbraio 2018 esce anche in Italia, per la casa editrice Einaudi, il romanzo di Martin Caparròs. Il titolo completo è Amore e anarchia: La vita urgente di Soledad Rosas 1974-1998.
Nel settembre 2018 esce nelle sale argentine «Soledad», il film di debutto come regista della figlia del presidente del paese Macri.
Il 28 novembre 2018 la famiglia di Santiago Maldonado riceve una telefonata dal magistrato che sta indagando sulla morte del loro congiunto. Alla madre e al fratello viene comunicato che il caso è chiuso, anche per via delle eccessive pressioni esercitate dall’alto.
Il 13 giugno 2019 esce in decine di sale italiane  l’opera d’esordio di Agustina Macri: «Soledad». La regista non nasconde la propria soddisfazione: «È stato un film forte, emozionale, sentivamo molto ogni cosa che facevamo. Quando abbiamo fatto le riprese in tribunale, ogni volta che dicevo stop e mi giravo vedevo che c’era qualcuno che piangeva. E anche quando abbiamo fatto la scena in cui si abbracciavano, c’era tutta la troupe che piangeva».
Ecco, trattenendo a stento la nausea ed il disgusto ed il vomito e la vergogna e la rabbia, tremiamo al pensiero di cosa potrebbe accadere in un futuro che sembra proprio non lasciare avvenire. Chissà, magari nel 2037, il primo figlio di Matteo Salvini, Federico, andrà in Argentina per le riprese del film che segnerà il suo debutto come regista. Il film sarà ispirato dalla tragica morte dell’anarchico Santiago Maldonado, avvenuta 20 anni prima. Ciò che lo spingerà ad affrontare un simile soggetto sarà la solidarietà, lottare per solidarietà nei confronti di una popolazione indigena tramite un’idea, l’anarchia. Sarà un film forte, emozionale, ovviamente finanziato da Brando Benetton, l’ultimo figlio del fondatore del celebre marchio.
Perché no, tutti hanno diritto alla libertà di espressione. Bisogna essere dei «fanatici intolleranti» — come Severino Di Giovanni, l’anarchico italiano che proprio in Argentina fece saltare in aria la fabbrica che aveva messo in commercio le sigarette «Sacco e Vanzetti» — per non riuscire a capirlo.
[17/6/19]