Spoleto – Vandali per Anna e Silvia e contributo del sindaco e dell’assessore alla cultura

Ogni anno a fine giugno Spoleto cambia volto. Tutte le scritte vengono ricoperte, le macerie del terremoto vengono nascoste da esposizioni artistiche, la gente smette di essere razzista… tutto per accogliere quel poco di elitè culturale che è rimasta alla borghesia internazionale che viene ad assistere agli spettacoli del Festival dei Due Mondi,
sopratutto dagli Stati Uniti dove si svolge l’altra metà di questo grande evento dell’opera, della danza e del teatro.
Da quanto apprendiamo sul Corriere dell’Umbria e sul sito tuttoggi.info qualcuno c’è è rimasto molto male nello scoprire che il giorno di inizio delle danze (venerdì 28 giugno) i muri appena ripuliti erano di nuovo
stati imbrattati da soggetti definiti “vandali” e che alcuni vetri erano stati rotti in città.
Scritte per Anna e Silvia, per la chiusura dell’AS2 dell’Aquila, per l’azione diretta, presso l’ex convitto femminile, presso il teatro romano e presso diversi pannelli di copertura delle macerie… qualche danno alle sedie e agli arredi.
L’assessore alla cultura Flavoni ha dichiarato che questi sono gesti vigliacchi. Ci si aspetterebbe, da un assessore alla cultura, una maggiore conoscenza della lingua italiana. Flavoni ha anche invitato alla delazione, chiedendo agli enti proprietari dei palazzi di sporgere rapida denuncia così da poter una buona volta riuscire a perseguire i
vandali e ai privati di fornire al più presto le riprese delle telecamere in centro. Ma l’assessore Coglioni…perdon: Flavoni, non si è limitato ad una mera critica distruttiva.
Ha infatti aggiunto che “questi gesti sono inutili e controproducenti anche per la causa che volete difendere”.
Riflettendoci su, si è deciso di buttare giù queste note perché in  effetti anche chi scrive ritiene che le scritte sui muri e piccoli danneggiamenti siano piuttosto inutili, fermo restando la simpatia per chiunque le abbia realizzate (sempre meglio di chi dialoga col pubblico del Festival con i volantini catechisti fuori dai teatri o le mostre
militanti dei “comunisti così” alla Mario Brega), attendendo dall’assessore maggiori dettagli circa l’incisività delle azioni da intraprendere che è un nostro vecchio cruccio.
Anche il sindaco Deagustinis (o Deaguzzinis come veniva chiamato quando era il Procuratore che perseguitava i movimenti in Umbria negli anni ’70 e ’80) ha voluto contribuire al dibattito.
Forse per giustificare la rapida ripulitura, i compagni imbianchini ringraziano, ha affermato che
presto aprirà una mostra sul vandalismo anarchico in città.
Invecchiando si diventa più buoni.
Che non sia un tentativo di recupero eh! 😉

Un paio di lettori delle Cronache di Narni