Berlino [Germania]: Incendiato veicolo di una ditta di sicurezza (10/05/2019)

La nostra teoria: Comunicazione attraverso la pratica. Attacco 2

Le battaglie contro i siti Amazon o Google: giustamente gli attacchi si svolgono con una certa regolarità contro l’infrastruttura dell’”attacco tecnologico” che è oggetto di quasi quotidiana discussione. La critica è spesso diretta contro una sorveglianza sempre più completa della vita quotidiana, che spesso sembra impedirci di poter diventare ancora più resistenti.

Per contrastare questo fenomeno, l’azione notturna diventa ogni volta un po’ più elaborata, misteriosa o anche tecnicamente sofisticata. Nei comunicati è scritto per l´ennesima volta perché è legittimo attaccare x, y, z o perché un evento a è stato seguito dall’azione b, come abbiamo fatto nella prima parte di questa serie. Sembrerebbe logico. Solo che è raramente appropriato, poiché è difficile commentare gli orrori di questo mondo sotto forma di azioni.

Forse è anche pericoloso. Perché il monitoraggio si basa, tra l’altro, sulla logica. Sulle probabilità e la loro analisi, ad esempio per la pianificazione delle pattuglie. Sulla valutazione di fonti di dati senza fine, che rendono ancora tutto un po’ più prevedibile. Gli apparati di sicurezza possono di solito immaginare quali obiettivi potrebbero essere a rischio se uno squat venisse stato sgomberato poco prima. Sapere che dovrebbero tenere meglio d’occhio le loro auto quando uno dei loro scagnozzi colpisce di nuovo davanti a una telecamera in corsa. Anche le campagne specifiche su determinati temi portano gli obiettivi potenziali al centro dell’attenzione sia degli insorti che dei difensori dell’esistente.

Tuttavia, non si tratta di sostituire forme d’azione legittime ed efficaci poiché condividiamo molte convinzioni sia in termini di contenuto che di strategia e sosteniamo la continuità delle azioni tematiche. Così abbiamo dato fuoco a un’auto WISAG nella Rathausstraße di Berlino-Lichtenberg come contributo alla campagna militante contro i protagonisti della repressione, nella notte tra il 9 e il 10 maggio 2019. “”[…] la società di sicurezza Wisag è coinvolta nello sgombero dei senzatetto nel Rummelsburger Bucht per il profitto degli investimenti di Padovicz” avevano scritto alcuni/e compagni/e e hanno pubblicato una rivendicazione alla quale inizialmente non abbiamo altro da aggiungere se non che sono anche responsabili dei controlli nelle compagnie di trasporto pubblico di Berlino.