Limoges [Francia] – Liberazione dell’accusato dell’incendio della caserma Jourdan

S., accusato dell’incendio di alcuni veicoli della Gendarmerie nella caserma Jourdan, a Limoges, è uscito di galera l’8 aprile e si trova ai domociliari con braccialetto elettronico (Assignation à Résidence en Surveillance Electronique – ARSE).

Le indagini sono ancora in corso. Dovrebbero finire fra sei mesi.

Il 27 marzo 2019, dopo un anno di detenzione preventiva, c’é stata l’udienza di rinnovo della preventiva, davanti al Giudice delle libertà di Limoges.

Questa ha rifiutato di rimetterlo subito in libertà, nemmeno ai domiciliari, perché secondo lei questa misura non è abbastanza vincolante, ed ha preferito aspettare che fosse possibile installargli un braccialetto elettronico, cosa che sarebbe stata tecnicamente possibile solo il 9 aprile, secondo i servizi sociali d’accompagnamento di Amiens. La giudice delle libertà ha quindi rinnovato per altri sei mesi la detenzione provvisoria.

Solo qualche giorno dopo, quindi, l’8 aprile, in seguito alla domanda di scarcerazione, S. è stato liberato, con braccialetto elettronico.

Si trova ai domiciliari con braccialetto elettronico ad Amiens, per una durata di sei mesi rinnovabili. Il tempo passato con un braccialetto elettronio conta come della prigione. Può uscire dal suo domicilio soltanto il mattino, fra le 8,45 e le 13, e deve firmare due volte a settimana al Commissariato.

Non può uscire dal dipartimento della Somme.

Ha il divieto di contatto con tre persone, fra le quali le due persone di Tolosa che erano state arrestate come lui il 27 marzo 2018.

Le indagini sono ancora in corso. Dovrebbero finire fra sei mesi.

In particolare, è in corso una rogatoria sulla sua personalità. Questa consiste nella convocazione, da parte della Gendarmerie, di amici e familiari di S., per fare loro delle domande sulla sua personalità.

(tradotto da guerresociale)

 

fonte: anarhija.info