Trento – sei microspie e una telecamera (immagini pesanti)

In seguito all’ “Operazione Renata” che ha portato all’arresto di 7 tra compagni e compagne e a una cinquantina di perquisizioni per la maggior parte a Trento e Rovereto, ma anche a Roma, Napoli e Cagliari, si è deciso di dare una controllata alla nostra abitazione, in cerca di orecchie nemiche.
Cercando all’interno delle scatole di prese e interruttori, sono stati trovati ben 6 apparecchi di rilevamento acustico, microspie con microfoni, batterie, sim e memory card (la sim e la memory card erano presenti in tutte tranne una).
Due di queste erano posizionate in due punti differenti del salone, lo spazio comune della casa. Un’altra era posizionata nel corridoio che dall’ingresso conduce alle camere e al resto dell’abitazione, mentre le ultime tre le abbiamo rinvenute nelle camere personali, una per ogni stanza.
Cercando meglio abbiamo notato che la microspia posizionata sopra il citofono nel corridoio (quella sprovvista di sim e memory card) era dotata di un canale per la trasmissione video. Abbiamo così scoperto che i cavi erano collegati al citofono, all’interno del quale era stata montata con un lavoro molto accurato una telecamera. Come mostrano le foto in seguito l’obiettivo della telecamera riusciva ad osservare tramite un buchino già presente nella struttura del citofono che è stato leggermente lavorato per essere adattato al dispositivo. Questo permetteva agli sbirri di tenere sotto controllo l’ingresso dell’abitazione, il corridoio e anche le porte delle camere private degli inquilini.
È la seconda volta che troviamo una telecamera all’interno di una casa abitata da compagni, e questo dimostra che c’è un chiaro salto in avanti in materia repressiva.
Non solo ascoltati al telefono, in macchina, durante le assemblee, in casa, ma anche spiati e osservati nelle nostre abitazioni minuto per minuto e ascoltati persino nell’intimo delle nostre camere da letto.
Questi ritrovamenti non fanno che alimentare la nostra rabbia e il nostro odio per Digos e Ros, a cui vorremmo dire che non basterà osservarci più da vicino e farci sentire il fiato sul collo per spaventarci e farci ripensare alle nostre idee.

compagni e compagne spiati

di seguito alcune foto dei dispositivi: