Ucraina – Ondata di arresti e perquisizioni per gli anarchici a Kiev, Lviv e Dnipro

Il 6 dicembre, la polizia e le forze di sicurezza ucraine hanno svolto un’azione repressiva nei confornti di numerosi anarchici con arresti e perquisizioni a Kiev, Lviv e Dnipro.

A Kiev, la polizia ha perquisito la residenza di Sergey Kovalenko (*). Sergey non era in casa in quel momento. Le forze dell’ordine hanno chiesto alla madre dell’attivista di riconoscere suo figlio nel video con il pestaggio di Dmytro Verbych, ex membro del gruppo neo-nazista C14, accaduto il 2 maggio. In precedenza, nell’aprile 2018, Sergey e sua moglie Svetlana (*) sono stati arrestati durante un’azione di solidarietà con gli operai della fabbrica di costruzione navale di Mykolaiv. Inoltre, la polizia ha perquisito e interrogato l’eco-attivista Anna Luhova (*). Anna è stata minacciata dell’apertura di un procedimento penale a suo carico (articoli 296, 187, 263 del Codice penale ucraino – teppismo, brigantaggio e possesso illegale di armi), se si fosse rifiutata di fornire informazioni sui membri del movimento anarchico in Ucraina.

A Lviv, le forze di sicurezza ucraine in collaborazione con la polizia hanno effettuato una perquisizione nella casa di Taras Bohay e Oleh Kordiaka, membri della piattaforma ecologica e legati ad organizzazioni anarchiche. Le forze dell’ordine hanno confiscato loro dei gadget e un paio di adesivi. La polizia ha interferito con la riprese video della perquisizione e non ha permesso al loro avvocato di entrare nella stanza. Gli agenti hanno affermato di cercare le registrazioni originali dell’assalto a Dmytriy Verbych.

A Dnipro, la polizia ha arrestato tre eco-attivisti che stavano partecipando al campo ecologico estivo “Huha” organizzato dalla Ecological Platform (Lviv) e dalla Ecological Action (Kharkiv). Il 3 agosto, alle 7.00 della mattina, 4 agenti di polizia e 6 uomini non identificati in tuta militare hanno fatto irruzione nel campeggio. La polizia ha filmato i partecipanti e raccolto informazioni personali sugli attivisti presenti, con la scusa di svolgere delle indagini su un caso di omicidio avvenuto in un villaggio vicino. Durante l’interrogatorio, agli attivisti sono state fatte domande in merito all’assalto a Dmytro Verbych e alla loro partecipazione al campo ecologico estivo.

A tutti gli anarchici sono state fatte domande su Sergey Kovalenko e sull’ex detenuto politico bielorusso Alexander Frantskevich.

Le attività del sistema giudiziario ucraino dimostrano in modo eloquente che le autorità sono pronte a perseguire le persone socialmente attive. Le forze di sicurezza ucraine e la polizia ignorano e insabbiano i numerosi casi di attacchi avvenuti nei confronti di anarchici, attivisti sociali, femministe, attivisti LGBTQ e attivisti per i diritti umani, commessi da gruppi neo-nazisti. Al contrario, usano l’attacco a Dmytro Verbych come scusa per svolgere un’attività repressiva nei confronti degli anarchici e degli attivisti sociali che si prendono cura dei problemi ecologici e dei lavoratori.

(*) i nomi sono stati cambiati

fonte: infernourbano.altervista.org