Marsiglia, Francia – Sugli scontri di sabato 1/12 e dintorni

riceviamo e pubblichiamo.

A Marsiglia il 5 novembre crollano tre edifici a Noailles (quartiere popolare al centro della città) e 8 persone perdono la vita. Ne seguono manifestazioni e tanti sfratti (per «inagibilità degli edifici»), più di 1500 persone che arrivano presto a 2 000 vengono sbattute fuori dalle proprie case. Il 14 dello stesso mese 10 000 persone scendono in piazza, ne segue una manifestazione selvaggia, con la BAC (*sbirri in borghese che cercano di arrestare manifestanti dentro e fuori dai cortei) scatenati  per le strade, che provocano diversi arresti e feriti. Il 24 la rabbia di circa 5000 persone si
scatena anche contro il muro della Plaine*. Seguono scontri.

Una settimana dopo ci saranno più di 10 000 persone in piazza (c’e chi dice tra 12 000 e 20 000). Alla fine della manifestazione proprio davanti al comune il collettivo del 5 novembre* lancia un appello affinché la manifestazione si mantenga pacifica e invita a concluderla con un minuto di silenzio. La risposta sono insulti e qualche petardo vengono lanciati verso i sbirri, il collettivo 5 novembre si dà alla fuga. Gli sbirri rispondono caricando e escono le granate. Subito dopo persone da tutte le parti abbattono le barriere che proteggono gli sbirri e il comune, accendono gli alberi di Natale e costruiscono barricate un può più in alto nella via. Le persone si ritirano verso la Canebière (grande viale centrale -e turistico- della città, che costeggia vari dei quartieri nominati in questo testo) continuando a opporsi alla polizia, è da lì che costruiscono barricate che vengono incendiate, inoltre un negozio di telecomunicazioni Orange viene devastato e saccheggiato. Gli scontri per l’intero centro città durano per ore, gli sbirri sembrano persi e si pongono a protezione della SOLEAM (azienda che fa i lavori di riqualificazione della Plaine* e altrove). Quando il corteo arriva davanti al commissariato, gli sbirri già sono scappati e/o barricati dentro, le loro macchine vengono distrutte e una bruciata.
Anche se il corteo si trova tagliato a metà da un’ondata di lacrimogeni, la rivolta è diffusa e si spande nelle strade vicine. Si contano a questo punto più di dieci barricate in fiamme, di cui alcune altissime grazie al materiale fornito dai numerosi lavori di riqualificazione della città. Un Carrefour vicino viene saccheggiato mentre alcuni abbattono il portone del cantiere de La Plaine, nello stesso momento, in una strada adiacente, una macchina della polizia viene bloccata senza possibilità di ritirarsi. I quattro occupanti escono, gasano e si liberano armi alla mano nascondendosi dietro altri veicoli. Tutti i piccoli gruppi che si erano dispersi, si ritrovano verso Reformé (piazza non lontana, ma al centro di flussi turistici e viari), dove lo scontro continua; gli sbirri lanciano sempre più granate che provocano feriti. La BAC attacca cercando di fare arresti e allora molti decidono di disperdersi.
Comunque un gruppo di un centinaio di persone continua a bruciare le strade, di nuovo una macchina di  sbirri viene attaccata vicino alla stazione, poi sempre alla stazione viene saccheggiata la  fnac e attaccato un bancomat. Poi i gruppetti si volatilizzano nel quartiere retrostante…

Se possiamo dire che a Marsiglia questa rivolta è stata determinante, è solo perché i gilets gialli sono stati pochi, se no non avrebbe tanto senso, credo, fare l’elogio di questi scontri, perché, fuori dalle illusioni, fa cagare questo cosiddetto “movimento” di gialli, che portano bene il loro nome (per farsi un’idea basta anche solo contare le bandiere tricolori nei cortei…).

I collettivi come quello del 5 novembre non arrivano ad avere credibilità quando chiamano alla pace sociale in quel contesto, perché il silenzio davanti alla morte non ha davvero nessun senso.

Tra i bleu-blanc-rouge, e i politici carogne che cantano sui cadaveri (che fanno carriera politica dentro i collettivi), la risposta di strada è troppo ovvia per dar loro [la minima] credibilità. Forse è stato questo il bello di quella giornata. Alcuni fasci sono stati buttati via del corteo. Pochi gilets jaunes (300 per 10 000 è stato detto nella stampa, molti in realtà dirono anche di meno), però speriamo che la prossima volta le bandiere anche vengano attaccate…e che i sindacati rimangono alla larga (per il momento non gli abbiamo visto troppo).

Purtroppo un’abitante di Noailles di 80 anni è morta. Stava chiudendo la finestra quando ha ricevuto un lacrimogeno in faccia. In seguito è morta all’ospedale durante la conseguente operazione. Si contano 23 arresti.
Le condanne che sono state chieste sono pesanti : due anni di reclusione con applicazione diretta per furto aggravato al negozio Orange ad esempio,  o due mesi di reclusione con applicazione diretta per danneggiamento dei sistemi di videosorveglianza.

Ecco, trovavo giusto spiegare le cose così come sono andate non come vengono presentate dai giornali che nemmeno per calcolo ma piuttosto per ignoranza e indifferanza le presentano come banali scontri con i gilets jaunes…

*La Plaine è la piazza di un quartiere popolare al centro storico di Marsiglia. Questa piazza è interessata da un progetto di riqualificazione che determinerà, se portato a termine, la cacciata dei residenti più poveri con un aumento dei prezzi degli affitti, tra altro (porta in sé anche con l’aumento delle video camera, la trasformazione dello spazio e dei flussi di conseguenza ecc.). A difesa del cantiere, da subito “malvisto” e osteggiato attivamente, è stato costruito intorno alla piazza un gigantesco muro, in particolare dopo gli scontri che si sono opposti all’inizio dei lavori per circa una settimana (ma non di continuo) e diverse manifestazione in città. Molti fanno l’elogio di questa piazza dove c’era il mercato “popolare” perché centrale, perché, nell’ambito alterativo, si incrociavano i bobo, squatter, artisti, si faceva concerti in piazza e tutti quanti. Ma io direi, era uno spazio di incontro dov’è non c’e da pagare per bere al bar, si può rimanere all’aria aperta, a chiacchierare, a farsi una canna, uno spazio di incontro certo. Ma non più. Non ne farei un elogio comunque o un’identità come è stato fatto qua (nelle lotte e assemblee). (A proposito questo articolo, in francese, https://dupainsurlaplanche.noblogs.org/post/2017/03/04/n5-ce-quartier-formidable/)

* Il collettivo del 5 novembre : creato dopo la strage del 5 novembre, il crollo dei 3 edifici, che ha causato 8 morti, è un gruppo cittadinista che lotta per la riassegnazione di un alloggio agli sgomberati chiedendo al comune la requisizione di alloggi vuoti.