Genova – False coscienze a convegno

riceviamo e pubblichiamo:
Oggi, 4 dicembre, al Teatro della Tosse di Genova si terrà un incontro tra magistrati, giornalisti e politici su “Decreto sicurezza. Politica dell’immigrazione e diritti.” (http://sanbenedetto.org/2018/12/02/decreto-sicurezza-politica-dellimmigrazione-e-diritti/).
Di fronte ai pruriti umanitari dei difensori dello Stato di Diritto che tentano di nascondere le loro responsabilità passate e presenti, mentre riorganizzano nuove possibilità politiche “a sinistra”, poche ore prima sono comparsi alcuni manifesti critici e una scritta chiara:
“1998-2018. Venti anni di Lager. Sinistra complice”
di seguito il testo:

False coscienze a convegno

Il governo fascioleghista a cinque stelle, in mezzo a mille promesse non mantenute, qualche risultato importante lo sta ottenendo.
Le sue politiche di gestione dei flussi migratori, insieme al populismo becero e sfacciato del Ministro degli Interni, stanno consolidando dispositivi polizieschi e misure classiste con un preciso contenuto razzista. Un razzismo di Stato sempre più foraggiato, con mano libera a Polizia e Carabinieri e maglie della legge che si stringono, una propaganda feroce con ricadute sulla società altrettanto gravi: ad un’estate di respingimenti di barconi è corrisposta una diffusione tra i cittadini del “tiro all’immigrato”? un po’ ovunque nella penisola; tra sgomberi delle tendopoli e immigrati uccisi da fascisti, forze dell’ordine e mafia, la violenza contro la parte più ricattabile della società – i proletari stranieri – continua a crescere.
Le responsabilità di questo governo, Salvini in primis, sono evidenti e ogni giorno che passa senza una risposta diretta a questa ferocia è un indebolimento ulteriore della possibilità degli sfruttati di organizzare la propria autodifesa.Ma un altro effetto, tragico, che il fascioleghismo sta producendo, è quello di far riagglutinare un pericolosissimo antirazzismo di Stato, fornendo nuova linfa alla Sinistra liberale. Una sinistra multiforme e variegata, che va dal PD a LEU, dal mondo cattolico a Magistratura Democratica, passando per la galassia delle cooperative (soprattutto dei suoi dirigenti). Quella sinistra che protesta contro il Decreto Salvini ma ha ratificato il Decreto Minniti o che, nel migliore dei casi, non ha mosso un dito contro di esso. Una sinistra che denuncia e dibatte sul fascismo della Lega, ma che è figlia naturale di chi ha istituito, ormai 20 anni fa, i Lager per stranieri senza documenti (governo di centrosinistra, coi voti di tutti i parlamentari di Rifondazione Comunista e dei Verdi) e di chi, appena l’anno scorso, siglava accordi (parliamo ancora di Minniti) con le milizie jihadiste in Libia e Niger per contenere laggiù gli immigrati.
Una sinistra che fa finta di non sapere che l’economia italiana (e in generale quella occidentale) ha bisogno di centinaia di migliaia di proletari stranieri ricattabili per poterli meglio sfruttare, e per abbassare il costo del lavoro di tutti. Che degli immigrati si preoccupa solo finché si tratta di integrarli, di gestirli, di accoglierli nelle sue comunità per dare lavoro alle sue cooperative.
E che oggi si mobilita perché il decreto sicurezza attacca il sistema Sprar, per lei fonte di guadagni, oltre che bacino d’utenza politico-culturale. Perché l’accoglienza è solo l’altro lato della detenzione: entrambi momenti di un ben strutturato meccanismo di selezione e disciplinamento della manodopera e dell’esercito di riserva. Ed entrambe buon affare per chi le gestisce, così come un buon affare sarà garantito a chi sfrutterà il lavoro degli stranieri: in una cooperativa della logistica, in un campo di pomodori…Un famoso critico della società capitalista scrisse in una sua opera giovanile, nel 1844, che “l’economia politica considera il proletario […] soltanto come lavoratore e mai come uomo. Affida piuttosto questa considerazione alla giustizia criminale, ai medici, alla religione, alle tabelle statistiche, alla politica e alla polizia.” Eccoli qui riuniti: magistrati, giornalisti, politici, preti mancati… Offriranno un ipocrita spettacolo ai loro ascoltatori – quest’ultimi magari in buona fede: parleranno di diritti umani, del pericolo che vive la democrazia, parleranno di Legge, senza dire che è proprio la legge che sancisce sfruttamento, privilegio e subordinazione.
Parleranno di solidarietà e giustizia, facendo finta di non sapere che da 20 anni i reclusi nei centri di detenzione (CPR ex CIE, ex CPT) trovano la loro strada per la libertà: si rivoltano, evadono da quelle strutture, le bruciano. E incontrano fuori la solidarietà concreta di tanti uomini e donne. E hanno imparato che politici e magistrati non hanno mai aiutato nessuno a cercare giustizia.
Dall’alto del palco stasera parleranno persino di umanità, mentre non faranno altro che difendere la loro posizione di potere: quella di organizzatori del controllo e del disciplinamento; mentre tenteranno di mantenere in vita un’opzione politica che li conservi al loro posto, magari usando anche parte di coloro che negli ultimi anni si sono mobilitati nelle piazze e alle frontiere per porre un ostacolo alla disumanità montante e alle inaccettabili condizioni di vita a cui migliaia di immigrati sono sottoposti.

Perché, fuori di ogni ipocrita falsa coscienza, nei vari passaggi obbligati dell’immigrazione, gli esseri umani muoiono. Muoiono affogati in mare, a centinaia. Muoiono fuggendo dalla polizia, come Blessing a Monginevro, o uccisi dagli sgherri dei padroni come Soumaila Sacko, in Calabria, o dentro i CPR, come Natalia, venti giorni fa a Ponte Galeria-Roma, o bruciati vivi, come Souaro Jaiteh, nella baraccopoli dei raccoglitori di pomodori di San Ferdinando, in Puglia, tre giorni fa….

antirazzisti/e