Bolzano – Saluto sotto al carcere in solidarietà con Paska e tutti i detenuti

Lo scorso sabato un gruppo di compagne e compagni ha portato un saluto ai detenuti del carcere di Bolzano, in solidarietà con tutte le detenute e i detenuti e in particolare con Paska, un compagno arrestato nell’ambito di un’operazione repressiva contro gli anarchici fiorentini che si trova in sciopero della fame nel carcere di La Spezia contro le vessazioni subite, tra cui il pestaggio da parte delle guardie.
Le condizioni di vita nel vecchio carcere di Bolzano sono insopportabili e hanno già provocato ripetute proteste da parte dei detenuti. Questo viene sfruttato da media, politici e sindacati di polizia per spingere sulla costruzione del nuovo carcere, che dovrebbe essere il primo in Italia a vedere una partnership pubblico-privato e che sarà realizzato su terreni degli speculatori Podini e Rauch, ai quali l’operazione ha già fruttato milioni di euro.
Come “esempio virtuoso da seguire” gli stessi media citano il vicino carcere trentino di Spini di Gardolo, nel quale dall’inaugurazione nel 2011 sono morte 6 persone di cui 5 suicide, e quotidiani sono i pestaggi e altre angherie da parte dei secondini.
Nel solo 2018 sono 135 i morti in carcere in Italia, di cui 61 suicidi. E non si muore solo in carcere ma anche nelle altre strutture, come i lager chiamati CPR, attraverso le quali le logiche carcerarie si diffondono nella società.
L’ultimo decreto sicurezza, dando una decisa accelerata nella stessa direzione delle politiche impostate dai governi precedenti, prepara un’ulteriore stretta repressiva sulle nostre vite: clandestinità per i sempre meno che riescono ad arrivare in Europa in fuga dai risultati delle politiche neocoloniali; pene spropositate per un semplice blocco stradale per chi decide di organizzarsi contro la miseria che ci riservano.
In carcere come nei lager per migranti sono però numerosi, almeno una trentina solo nell’ultimo mese, gli episodi di ribellione: da quelli individuali, grazie ai quali speriamo agli aguzzini torni indietro almeno una parte di ciò che le persone recluse subiscono grazie a loro, alle vere e proprie rivolte e ai tentativi di evasione.
Non lasciamo sola/o chi lotta contro il carcere in ogni sua forma.

Da Bolzano Antifascista