The Local Kids – Numero 2 Autunno 2018

Capita, a volte, questa sensazione di essere nel posto giusto. Poi qualcuno dice o fa qualcosa che sconvolge l’equilibrio percepito come tale, e il momento evapora. Per solo un momento è accaduto. E impone una domanda: l’appartenenza a un luogo può far parte di una vita anarchica?
Resistere per andare con il flusso di questa società, contrastando relazioni gerarchiche, rifiutando di partecipare ai cliché. Non proprio caratteristiche che ben si sposano con l’adattamento apparentemente senza sforzo questa era di selfie e pubblicità. Il sentirsi stranieri, il rilevare una distanza con l’ambiente circostante è ricorrente. E a volte è così cronico che l’andarsene diventa un primo, necessario passo per essere presenti di nuovo da qualche parte (altra). Ma per lo più ci si aggrappa a un luogo perché oltre a tutto ciò che respinge, c’è anche altro che attrae. Poi l’arte non è soffocare le contraddizioni nell’indifferenza o in illusioni di unità, ma per trasformarle in un confronto aperto sulla base della proposta di una vita diversa e liberata. E forse è in queste relazioni sovversive, che si può trovare un luogo.

The Local Kids – Numero 2 Autunno 2018

fonte: thelocalkids.noblogs.org