Tap, Snam, 5 Stelle… e la coazione a ripetere del riformismo

Grande indignazione in Salento – così pare da queste latitudini attraverso monitor e tv che mandano in onda immagini di bandiere del Movimento 5 stelle in fiamme e tessere elettorali stralciate – per il “tradimento” del Mo-vi-mento i cui vertici, una volta poggiato il deretano sugli scranni ministeriali, hanno cambiato idea sulla Tap.
Uno ci spera, da buon fesso: che fosse la volta buona, la gggente ha finalmente capito! votare non serve, delegare è un inganno, le elezioni una truffa! oggi le bandiere, domani le sedi e le ruspe! daje forte! Macché…

Bisogna purtroppo distinguere tra immagine e realtà. Perché bruciata una bandiera, se ne stampa un’altra. E la tessera elettorale può essere bruciata in TV e richiesta agli uffici comunali prima delle prossime elezioni.

E infatti i capoccioni, i capi, i capetti, i cappelletti e i capocolli del Fronte Unico Ambientalista Riformista non cambiano mai. Così è uscito di recente l’appello dei nemici riformisti abruzzesi del Gasdotto Snam, l’opera che di fatto sarà il proseguo del Tap, che devasterà 700 km di Appennino e che nel tratto più infame, il Sulmona-Foligno, attraverserà l’area forse più sismica d’Europa benedicendo col metano località come Sulmona, L’Aquila, Amatrice, Cascia, Norcia, Colfiorito. Cosa ci dice questo appello? Che i coglioni di mulo (è un salame tipico norcino, ogni riferimento offensivo a quel grande animale operaio che è il mulo è puramente casuale e a loro va la nostra solidarietà) del riformismo non cambiano mai, non imparano mai. Rimangono lì, appesi.

L’esperienza del Tap non ha insegnato loro proprio niente. Va bene, Di Maio ha tradito in Salento. Ma il buon Principiello ha detto: ce stanno le penali da paga’!

Quindi i riformisti sulmonesi – furbi come la Volpe del Collodi e preparati come l’Azzeccacarbugli del Manzoni – dicono: per il tratto Sulmona-Foligno non ci sono ancora contratti firmati! Ministro, Maestà, Santità…la imploriamo in ginocchio…il tratto Sulmona-Foligno non ha penali, almeno questo, non lo faccia!

I coglioni di mulo del riformismo ambientalista mica lo capiscono che è una questione di violenza, di rapporti di forza. Il gasdotto si ferma se il costo da pagare supera il profitto. Quel costo  lo dobbiamo far pagare noi. Le penali sono solo un effetto speciale, una sovrapposizione in Power Point. Eziandio, tanto per girare il coltello nella piaga e alimentare le contraddizioni nei confronti di chi “gli ha rubato il lavoro”,  ci si è messo pure il predecessore di Di Maio, il Ministro dei Padroni…ops del Lavoro, della Confindustria…ops del PD, insomma Calenda, il quale ha dichiarato: non c’è nessuna penale, Di Maio prende in giro gli elettori! Insomma i riformisti sulmonesi fanno appello, per distinguere il loro caso da quello salentino, ad una presunta assenza di penali che infatti sono assenti pure in Salento.

Questa gente non impara nemmeno di fronte all’esperienza. Nella migliore delle ipotesi si tratta di casi umani, afflitti da coazione a ripetere. Nella peggiore, si tratta di agenti di una camarilla che ha preso i vertici dei movimenti, che ti ritrovi coi distacchi sindacali, candidati con 5 stelle i belli e con Potere al Pollo i brutti, sempre lì pronti a ricondurre la lotta sul piano legalista.

Non è solo una questione di principi. E’ proprio una questione di risultati. Questi coglioni di mulo sono coloro che, disarmando la lotta, illudendo le popolazioni, sfinendo i nemici del gasdotto con vertici, elezioni, delusioni, appelli, disillusioni, sono i principali alleati dell’Eni e della Snam.

fonte: lasibilla.noblogs.org