Nucleare o lignite – Frammenti di lotte contro l’energia di questo mondo

INDICE

Editoriale p.4
Cronologia della repressione a Bure e delle azioni dirette in Francia (27.07.2006-12.10.2018) p.6-12
Una retrospettiva sulla lotta alla fine degli anni ’80 p. 13-15
Di fronte alla repressione e ai nostri falsi amici – fine luglio 2006 p.16
Pioggia di convocazioni per il saccheggio dell’albergo-ristorante di Andra p.17
Lettera di Laura della prigione di Nancy p.18-20
Resoconto del processo dei 3 imputati al TGI a Bar-le-Duc (19.03.2018) p. 21-22
Serie di perquisizioni e arresti a Bure e dintorni (20.06.2018) p.23[+ incendi per Loïc].
Inizio dei lavori di costruzione della ferroviaria – 28.10.2018 p.24

ALLEGATI :

Lotta anti-THT – Manifesto affisso nelle Hautes-Alpes (09.2015) p.26-27
Sulla lotta nella foresta di Hambach contro la miniera di lignite

Presentazione p.28
Informazioni sugli arresti e la repressione in generale (11.2016-10.2018) p.28-29
Abbiamo occupato Mannheim p.30
Cronologia delle azioni dirette contro la miniera a cielo aperto e i suoi difensori (ottobre 2015-ottobre 2018) p.29-33

Conflitti (Ariège): Contro la riapertura della miniera di tungsteno p.34-36

Sull’incendio della miniera (aprile 2017) p.34
La CGT e i cacciatori uniti per lo sfruttamento e l’industria bellica p.34
Miniera di Salau : Miniera della morte (Manifesto affisso in Ariège) p.35

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Editoriale

La discarica di rifiuti atomici di Bure, nella Mosa, ci offre tutte le molteplici possibilità di lottare contro questo bidone dei rifiuti nucleari, da un lato, ma più in generale contro l’energia nucleare e tutte le aziende e le persone che vi collaborano. Questo progetto Andra è solo una delle sfaccettature di un mondo che utilizza sempre più energie per far funzionare al meglio questa società. Questa energia devastatrice una volta utilizzata, come tante altre, necessità di una discarica. Ed è naturalmente con l’approvazione delle istituzioni locali e dei politici della Mosa, in cambio di tangenti per la regione, che questo progetto di ecocidio può aver luogo lì. Sono coinvolte molte aziende, tra cui il gigante dell’edilizia Vinci, ma anche Enedis (ex EDF) e i suoi diramazioni nel campo dell’energia. Gli ingegneri di Ingérop e le sue controllate permettono ugualemente di costruire questa discarica, che viene interrata a migliaia di chilometri sotto la superficie. La maggior parte di loro sono presenti ovunque, il che permette di estendere il conflitto (vedi il blog lesmonstresdecigeo.noblogs.org, che fornisce molte informazioni sui vari promotori e collaboratori di questo progetto). Non è solo a Bure che succede, ma ovunque.

Dalle lotte contro le linee THT nel Cotentin o nelle Alpi a quelle contro i trasporti di scorie radioattive CASTOR da Valognes a Gorleben, alla costruzioni di EPR e di nuove centrali elettriche sparse in tutto il territorio, tutte hanno il denominatore comune della lotta all’energia atomica. Ma qui e là stanno emergendo altre lotte contro questo mondo energivoro: a Couflens in Ariège, il progetto di riapertura di una miniera di tungsteno incontra l’ostilità delle parole e dei fatti (cfr. allegato III.), mentre nella foresta di Hambach in Germania, gli oppositori del progetto della miniera di carbone stanno occupando l’area e stanno effettuando azioni di blocco e sabotaggio del cantiere della società energivora RWE (cfr. allegato II). Cosi le altre imprese che hanno partecipato agli sgomberi della foresta, vengono prese di mira in tutta la Germania, ovunque si trovino. In Nuova Caledonia, la società Le Nickel (SLN) ha progettato di espandere la miniera di nichel, ma ha dovuto affrontare una forte e determinata resistenza da parte della popolazione locale. Molti kanak – soprattutto i più giovani – che, a differenza dei leader della comunità, non chiedono alcun risarcimento per il taglio degli alberi e l’espropriazione dei terreni, non negoziano la devastazione dell’ambiente e combattono senza mediazione contro la società mineraria e i suoi collaboratori: oltre ai dieci incendi dolosi che in meno di un anno hanno seriamente perturbato il funzionamento della miniera, c’è stata un’azione di blocco dell’entrata da parte degli oppositori, impedendo così agli operai di lavorare a questo progetto ecocida e mortale: centinaia di persone hanno difeso delle barricate all’ingresso e si sono alternati giorno e notte per paralizzarne l’attività. SLN ha finalmente annunciato la chiusura della miniera a metà settembre 2018¹.

In un momento in cui a Bure lo Stato e le sue forze repressive moltiplicano le perquisizioni e gli arresti di oppositori, per poi trascinarli davanti ai tribunali, sorvegliare e controllare la zona distribuendo a grandi mani “fogli di via” e “arresti domiciliari”, è più che urgente aprire il conflitto contro il progetto CIGEO, per estenderlo ovunque in Francia e oltre.

In un momento in cui alcuni degli oppositori stanno innalzando la distruzione del muro di Andra nell’agosto 2016 al bosco di Lejuc come simbolo principale della lotta (lodando il suo carattere di azione di massa e dissociandosi di fatto dai molteplici attacchi notturni contro Enedis), non dimentichiamo che altre persone sono perseguite per altre azioni distruttive altrettanto belle ed efficaci, tra cui il vandalismo del laboratorio Andra o del suo ristorante-albergo.

In un momento in cui il sito di lotta vmc.camp è stato chiuso dai suoi amministratori per paura della repressione, rimaniamo convinti che il modo migliore per rimanere uniti e solidali è quello di continuare a informare sulle ripercussioni legali contro compagni e compagni, di combattere e attaccare CIGEO, ENEDIS e i loro collaboratori, di mettere ostacoli nelle ruote della macchina energetica che alimenta questo mondo.

L’obiettivo principale di questo opuscolo è quello di ricordare gli atti offensivi contro gli impianti e le (infra)strutture di questa società nuclearizzata ed energivora, al fine di dare loro una seconda vita e di far in modo che si diffondano.

Un testo (pagina 16) del luglio 2006 ci ricorda anche fino a che punto dobbiamo seppellire ogni teoria della composizione, ogni prospettiva di lotta condotta a fianco di antinucleari legalitari e cittadinisti. Che combattano dalla loro parte, senza ficcare il naso nel conflitto che stiamo conducendo. Consideriamo la loro presenza nella lotta come un problema fondamentale, perché la rappresentazione mediatica, la mediazione e il rispetto della legge sono inconciliabili con i nostri modi di combattere l’energia nucleare e la società che ne ha bisogno.

Se lottiamo contro il nucleare, è sia perché devasta il pianeta e avvelena i vivi, sia perché è uno strumento perfetto per controllare la popolazione nelle mani dello Stato, sia perché è la risorsa ideale per un mondo che produce sempre più energia per soddisfare sempre più bisogni (che il dominio li chiami “rinnovabili” (turbine eoliche²) o meno, qualunque cosa. I nostri desideri di libertà sono incompatibili con la loro contestazione democratica. Per questo motivo, la nostra lotta contro il nucleare e ogni altra risorsa energetica fa parte della nostra lotta per la libertà totale.

Alcuni di Bure à Mater

Nota :

¹cfr altri articoli sulla lotta contro l’espansione della miniera di nichel in Nuova Caledonia.
²Ricordiamo i bellissimi incendi dei parchi eolici in diverse regioni della Francia durante l’estate 2018: le prime fiamme devastanti divorano una turbina eolica e ne danneggiano un’altra a Marsanne (Drôme) nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno. Il sabotaggio, rivendicato in rete, sarebbe costato alla società di gestione RES più di due milioni di euro di danni. Alla fine di ottobre, apprendiamo che non sono ancora stati riavviati. Meglio ancora, quella che le ha bruciato la carlinga, le tre lame e il mozzo, non sarà operativa fino a marzo 2019! Poi, una turbina eolica del parco eolico di Monts d’Ain (Ain) è stata incendiata durante la notte tra il 2 e il 3 agosto (leggi qui il comunicato stampa). Infine, venerdì 28 settembre alle 8:30 circa, un incendio ha distrutto una macchina nel parco eolico di Sauveterre, situato vicino al Col de Salettes sulle cime della Montagne Noire a quasi 1.000 m. sul livello del mare.
fonte: sansattendre.noblogs.org