La Spezia – Provocazioni delle guardie nei confronti di Paska

Il processo riguardo la denominata “operazione Panico” a Firenze, per la quale tre nostri compagni sono detenuti (e tante/i altre/i imputate/i) prosegue, ed è arrivato alla sua terza udienza.
I giorni immediatamente precedenti alla prima udienza, Paska, detenuto nel carcere di Teramo, viene trasferito al carcere di La spezia: durante la traduzione le guardie gli “smarriscono” effetti personali e gli negano ogni informazione sulla sua destinazione e sulla durata della permanenza nella nuova prigione.
Il carcere di La Spezia è un carcere punitivo a tutti gli effetti, noto per la sua particolare durezza (non che esista un tipo di carcere “non punitivo”), dove il regolamento interno è più restrittivo di altri, e dove sappiamo esistere tuttora l’infame e famigerata squadretta: un manipolo di secondini scelti ad hoc per pestare i detenuti.
Le ritorsioni contro Paska cominciano già dalla prima traduzione nell’aula di tribunale, quando la sua scorta di carcerieri lo sballotta nel blindato ferendolo alle mani e allo sterno mentre di posta ne arriva poca e in ritardo.
Paska ha chiesto al DAP, di essere trasferito di carcere, richiesta che gli è stata rifiutata.
Il DAP competente per Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta è quello con sede a Torino.
Chiariamoci bene: non c’era bisogno di queste ulteriori vessazioni contro il nostro compagno (come contro ogni altra/o compagna/o detenuta/o) per attivarci in sua solidarietà, ma dato che c’è una sua richiesta molto esplicita ci sembra urgente e importante sostenere queste sue istanze, ognuna/o come e dove meglio gli suggeriscono le proprie tensioni.
Da lato suo Paska porta avanti la sua attitudine conflittuale contro il sistema carcerario, ogni giorno, scontrandocisi direttamente.
VOGLIAMO SOSTENERE LE RIVENDICAZIONI DI PASKA E CHIAMARE ALLA SOLIDARIETÀ ATTIVA NELLE SUE MULTEPLICI FORME.
Vogliamo allo stesso modo sostenere e farci complici di Giova e Ghespe, anche loro da tempo rinchiusi nel carcere di Sollicciano.

I tre compagni saranno presenti in aula al tribunale di Firenze l’8 novembre: un’occasione per chiunque li voglia salutare, dar loro forza con la propria presenza, oltre che per confrontarci.

Ritrovandosi a parlare di carcere, non possiamo non ricordare che pochi giorni fa (2/11) nelle carceri cilene è stato assassinato il compagno Kevin Garrido.
Ogni morte in carcere è un omicidio di stato, morte allo stato e fuoco alle sue galere.

Per l’anarchia.

Vendetta!

Anarchiche e Anarchici