ZADissidences N°3 – 2° Ondata di espulsioni: maggio/giugno 2018

ZADissidences N°3 - 2° Ondata di espulsioni: maggio/giugno 2018Ed ecco il terzo numero di ZADissidences!

Zadissidences 1 riguardava il periodo che va dalla “vittoria” di metà gennaio all’inizio degli sgomberi-distruzioni di inizio aprile 2018.

Zadissidences 2 ha raccontato la prima ondata di sgomberi, nell’aprile 2018.

Questo numero riguarda la seconda ondata di sgomberi avvenuta a maggio, dopo quella che lo Stato aveva definito una “tregua”.

Editoriale

L’idea è sempre quella di raccogliere testi che hanno come oggetto la zad, criticando la tendenza dominante nel movimento contro l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes, e cercare di ostacolare le sue pratiche autoritarie e riformiste.

Più precisamente, vogliamo partecipare a diffondere le voci di questo movimento che sentiamo meno e che rifiutano le scelte politiche e le visioni politiche di una parte degli occupanti, soprattutto di quello che sentiamo molto e che negli ultimi mesi ha preferito definirsi “abitanti” (come per sbarazzarsi di una maschera che è diventata imbarazzante). Questi conflitti non sono nuovi, l’abbandono del progetto ha solo amplificato quella che era già stata la direzione intrapresa per anni da alcuni occupanti in alleanza con i “componenti”, una direzione che ha già da tempo allontanato molte persone.

Alcuni troveranno triste dare così tanto spazio a quelli che preferiscono chiamare “conflitti interni” e si diranno che non ha molta importanza rispetto ai grandi temi dell’ “avvenire” della zad. Altri vedranno in essa la densità dei conflitti politici reali che la situazione rivela, e cercheranno di trarrne lezioni per altre lotte. Molti se ne sono già andati, altri stanno tenendo botta. Ci sarà molto di più da raccontare e discutere di quest’avventura nei prossimi tempi con coloro che vorranno.

Questi testi hanno in comune una sorta di rabbia. E in questi tempi è proprio questa rabbia che ci permette di riconoscerci nella tempesta. Questi testi sono stati scelti tra altri, senza necessariamente essere d’accordo su tutto.

Un ambiente reazionario… per una scrittura della Storia dei vincitori.

Tuttavia, certi continuano a gridare alla vittoria per meglio sedurre e chiedere sostegno per il loro “progetto per l’avvenire”. Ma possiamo indovinare che la sfida principale è quella di sfruttare al massimo questa situazione finché rimane ben quotata nella borsa delle lotte modello.

Si sta creando un “fondo di dotazione” per diversificare e sostenere l’investimento degli ultimi anni nella composizione e nei legami con la “sinistra” e la sua manna finanziaria. Molti scritti, immagini ed eventi fioriscono per ben imporre una versione accomodante mentre il cadavere della lotta è ancora caldo e già imbalsamato.

Infine, fino alla piccola dimensione delle reti indipendenti di controinformazione, percepiamo un’impresa discreta e diffusa di censura e soffocamento delle poche voci che sono riuscite a farsi sentire e che rovinano questa immagine perfetta. Ad esempio, il sito paris-luttes.info ha rifiutato la pubblicazione delle zadissidences ma allo stesso tempo pubblicherà i report del sito expansive.info della settimana « reprendre son souffle » dell’agosto 2018, una forma di complicità con una delle tendenze più autoritarie dello ZAD.

Lungi dal volerci presentarci come piccole povere creature, preferiamo affrontare esplicitamente questo processo e trarre degli insegnamenti dalle reciproche posizioni. Alcuni fatti non sono discutibili:

Il 6 luglio, “zadissidences 2, 1° ondata di sgomberi” è stato pubblicato sul sito web zad.nadir.org, in conformità con la pretesa del sito di trasmettere ogni “parola degli occupanti” che gli era inviata.

Il 9 luglio, è stato tolto. Un’e-mail spiegava che “la pubblicazione non è d’accordo (…..). Ne riparleremo nel prossimo incontro tra due settimane”.

Il 30 luglio, alla nostra domanda “Avete il primo zad dissidences quindi per quali ragioni per non pubblicare questo? “, un’e-mail dei gestori del sito risponde “grazie per il promemoria, per motivi di coerenza abbiamo tolto anche zaddissidences1. ». Hop, un po ‘di pulizia retroattiva tra l’altro, allora possiamo chiederci fino a che punto si fermeranno?

Da allora, abbiamo potuto leggere le nuove modalità di funzionamento del sito web zad.nadir. Vi abbiamo trovato il rifiuto di “alimentare liti di movimento”, o di “servire da “sputacchiera calda” per persone che non sarebbero in grado di parlare direttamente tra loro”. Sembra di moda depoliticizzare i conflitti e limitare la posta in gioco nelle lotte al privato.

Un altro argomento a favore della mancata pubblicazione di queste brochure è che il sito non vuole pubblicare “testi incomprensibili a chiunque non viva nella zad” (lo stesso argomento usato da partis-luttes.info, tra l’altro)” e che non li consideriamo una critica costruttiva”. Non dobbiamo confondere ciò che è intelligibile con ciò che è politicamente corretto dire sulla zad. E i testi in zadissidences provengono da un discreto numero di persone, con tutti i punti di vista che ciò può rappresentare. Sicuramente sembra più abbondante di una linea chiara e argomentata di un gruppo organizzato dove solo poche persone scrivono per tutti. E mettono al centro di tutto il mito dello zad e la messa in scena della rivolta.

Beh, non fingiamo di esserci sorpresi, siamo noi stessi, non è la prima censura di questi tempi. Ma i rapporti di forza stanno diventando sempre più opprimenti nella zad in generale, e quindi anche nei suoi vari gruppi collettivi, dove alcune persone stavano ancora cercando di farli funzionare in maniera orizzontale, come meglio poteva fino ad allora.

La critica politica e i conflitti devono essere repressi con discrezione e l’immagine positiva dello zad deve essere ricostruita con urgenza. Artisti e intellettuali si mobilitano, credendo di fare la cosa giusta come al solito, a sostegno delle leggendarie “erbe cattive” della zad, non di quelle che probabilmente erano un po’ troppo, cattive. E che sono già state sradicate, per amore di essa…

Ma alcune coltellate alla schiena sono ancora troppo visibili e conflittuali per essere negate. Così, negli ultimi testi* che cercano di salvare tutto questo capitale sovversivo investito nella “zad”, sono presentati come scelte difficili, a volte anche dolorose. Ah, poveri loro, fraintesi e criticati per aver dovuto prendere queste decisioni ingrate per tagliare e abbandonare nella battaglia alcuni membri imbarazzanti di questo grande “corpo” che era la zad, e che non avrebbe tenuto sotto il “mantello” della legalizzazione. Ma tutto questo per salvare l’essenziale, naturalmente. L’essenziale…

Dicono anche che sì, forse sarebbero state possibili altre scelte, ma qui siamo qui, è fatta, ora dobbiamo preoccuparci del “prossimo passo”. Il resto…

Supporre che questi pochi strappi permette loro di negare ciò che può ancora essere negato, e di preparare il terreno per una riscrittura della storia dal vivo, della probabile futura sconfitta collettiva per colpa dei “radicali”, della discordia che avrebbe lasciato il posto allo Stato, di un mito dell'”unità del movimento” per nascondere che era uno dei loro strumenti preferiti per gestire la lotta finché la vena era sfruttabile.

“Una delle posizioni deve vincere e l’altra deve perdere, la diversità delle tattiche diventa impossibile perché gli obiettivi sono diversi” (La zad est morte vive la zad, testo della Maison de la Grève de Rennes). È così semplice, non è vero? Le posizioni sono livellate, uguali l’una all’altra, di fronte al caso della vita. E la suspense è al suo apice: infatti, tra la strategia riformista e il rifiuto del dialogo con lo Stato, chi avrebbe potuto scommettere sul vincitore? Allo stesso modo, chi sarebbe abbastanza lungimirante da indovinare ciò che la Storia ufficiale sceglierà in fine di custodire?

Quindi, per leggere i testi che sulla zad al di fuori dei canali ufficiali, devi cercare altre fonti, come i siti zadresist.antirep.net e nantes.indymedia.org !

Grazie ancora per tutti questi contributi, e abbiate cura di voi stessi!

Grazie per averli letti, e tieniti forte!

E non siamo tristi, perché tutto ciò che è stato sperimentato in questa lotta, anche negli ultimi mesi, continua ad alimentare viaggi e incontri contro questo mondo di merda.

Ci vediamo la prossima volta!

*della CMDO, la Maison de la Grève, e di Lundi matin che pretendono quasi di non conoscersi. Anche i membri della POMPS ne hanno scritto uno…..

Sommario

p2. Editoriale
p6. Alcune definizioni
p7. Cronologia della seconda ondata di espulsioni
p11. Sommario
p12. Fottere la merda: tutta un’arte (2 maggio)
p14. Lascia l’appel, prendi il piccone (5 maggio)
p16. Niente più sorelle, niente più fratelli (6 maggio)
p19. Affondare dappertutto? (8 maggio)
p20. Il 14, negoziano (12 maggio)
p21. Sospettano? (prima quindicina di maggio)
p23. Comunicato di domenica 20 maggio
p24. Resoconto soggettivo di ciò che è successo au domaine re-re-re-re liberée #Zad #NDDL il 18 maggio.
p30. La Battaglia dell’Ovest….. circondata da tutti i lati! (23 maggio)
p35. Malintesi di tiekar (24 maggio)
p43. Fino a che punto arriveremo per questi fottuti negoziati? (27 maggio)
p46. Diversi fori nella vetrata della maison de la grève (MG) a Rennes (2 giugno)
p47. Per quanto riguarda la strategia amministrativa e il fondo di dotazione della zad (1° luglio)
p51. Bibliografia
p52. Ode alla CMDO

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fonte: zadresist.antirep.net