Sapevatelo

riceviamo e pubblichiamo:

Sapevatelo

Premetto che la scelta di mettere per iscritto la mia testimonianza non è stata la prima che ho preso. Per mesi e mesi ho, per l’appunto, impiegato molto tempo nel raccontare a tutte le persone con cui mi relaziono ciò che ho visto. Non per chissà qual mio feticismo, quanto invece per quello che identifico come un problema di sicurezza. Non mi dilungo oltre. Passo ai fatti. Due anni fa partecipai ad un corteo contro Salvini e Le Pen a Milano. Il percorso di quel corteo (dove oggi mai presenzierei) andava snodandosi per il quartiere di San Siro e circumnavigava la Fiera in cui si stava svolgendo il “convegno della destra europea”. Una volta arrivato al punto più vicino alla fiera (incrocio tra Via Bartolomeo Colleoni e Via Gattamelata) qualcuno compie la solita azione dimostrativa. Negli stessi istanti qualcun altro decide che non gli sta bene mostrare il proprio volto e decide quindi di coprirlo. Questa decisione però desta le preoccupazioni di una disobbediente la quale arbitrariamente decide di scoprire il volto agli ignoti e inveisce a gran voce contro i malcapitati che giustamente si incazzano. Mi spiace fare di queste precisazioni perché mi sembra una lotta al ribasso ma tutto questo avvenne a non più di due metri dalle transenne della polizia nonché dai soliti spioni in borghese. Ciò detto anche se già all’epoca considerai il fatto come gravissimo decisi di non parlarne con chi mi stava più vicino in quanto mi sembrava inutile parlare di qualcosa di già assodato come quanto siano merde i disobbedienti e soprattutto di qualcosa di lontano da me e chiunque con me si organizzi. La stessa persona che scoprì il volto quella sera di 2 anni fa si rese infelicemente protagonista di almeno un altro triste episodio avvenuto questa volta durante un corteo studentesco. In quell’occasione fu tra le persone che cercarono di isolare uno spezzone a loro poco gradito spingendolo, nei fatti, verso la polizia che stava in fondo al corteo. Se ora mi trovo a scrivere queste righe è perché la persona in questione pare abbia iniziato a girare al di fuori dei contesti disobbedienti e, una volta interrogata sul suo passato, abbia vivacemente negato di aver scoperto il volto a qualcuno.

Lontano da chi compie atti del genere e lontano da chi li difende tengo comunque a ribadire che non metto in dubbio il fatto che ognuno segua un proprio percorso e che questo possa non essere attaccato a priori (esclusi casi di infamia). Ciò non toglie che se una persona nega il proprio passato e i propri “errori” azzera la possibilità di qualsiasi fiducia nonché rapporto con lei e con chiunque la difenda.

Convinto dell’importanza della faccenda (che va al di là dei singoli episodi citati) e di un possibile confronto diretto con chi senta la necessità di approfondirla, metto a disposizione un indirizzo email.

maidomo@stronzi.org

fonte: parolealvento